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Sentenza

Sentenza del 09/03/2021 n. 2110 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

Massima n. 52/2021 TRIBUTI LOCALI - TARI - Base Imponibile - Attività di bed and breakfast - Mancanza di un'autonoma categoria contributiva - Applicazione analogica della categoria contributiva per alberghi e altre strutture ricettive - Legittimità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di pagamento TARI 2018 relativo a 50 mq destinati ad attività di bed and breakfast. Il ricorrente ha sostenuto che l'attività fosse occasionale e non assimilabile alle strutture alberghiere, che nel regolamento comunale mancava una categoria autonoma per i B&B e che l'applicazione analogica della tariffa per alberghi fosse illegittima e non rispecchiante la reale produzione di rifiuti.

La decisione

La CTR ha rigettato l'appello confermando la legittimità dell'applicazione analogica della categoria prevista per alberghi/strutture ricettive al bed and breakfast in esame. Il collegio ha ritenuto decisiva la concreta destinazione d'uso prevalente dell'immobile (50 mq su 60 adibiti a B&B) e la vocazione turistica del luogo (Pompei), nonché la previsione del regolamento comunale (art. 36 I.U.C.) che ammette l'uso di criteri di analogia per attività non specificamente contemplate. È stato inoltre ritenuto irrilevante ai fini del giudizio che successivamente, per il 2019, il Comune abbia approvato tariffe specifiche per B&B. Le spese di causa sono compensate.

Norme richiamate

  • Regolamento I.U.C. del Comune di Pompei, art. 36

    La formazione delle categorie ed eventuali sottocategorie di locali ed aree tassabili con la medesima misura tariffaria interviene aggregando in classi di contribuenza le attività caratterizzate da simili coefficienti di produttività specifica, tenuto conto delle caratteristiche qualitative e merceologiche del rifiuto. Per l'attribuzione delle diverse classi di contribuenza di attività non specificamente analizzate si applicano criteri di analogia.

    Il regolamento comunale legittima l'uso dell'analogia per attribuire categorie tariffarie alle attività non previste espressamente; ciò consente al Comune di assimilare i B&B alle strutture ricettive quando la fattispecie concreta lo giustifica.

  • Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (richiamata come L. 147/2013), commi 651-652-682

    Il comune, nella determinazione della tariffa tiene conto dei criteri adottati con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.158/99. Il comune, in alternativa può commisurare la tariffa alla quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio. Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal comune moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti. I comuni sono tenuti ad adottare apposito regolamento che deve contenere la classificazione delle categorie e sottocategorie di locali ed aree con omogenea potenzialità di rifiuti e tassabili con la medesima tariffa.

    La legge stabilisce che la tariffa si determini in funzione dell'uso dei locali e della superficie e autorizza il Comune a classificare categorie omogenee; quindi il parametro rilevante è la destinazione d'uso e la potenzialità produttiva di rifiuti.

  • L.R. Campania n. 5/2001, art. 1

    "l'offerta di alloggio e prima colazione esercitata, con carattere saltuario e non professionale, da un nucleo familiare che, ad integrazione del proprio reddito, utilizza parte della propria abitazione, fino ad un massimo di tre camere e per un massimo di sei ospiti"

    La norma regionale definisce il B&B come attività con carattere saltuario/non professionale; la Corte osserva però che tale definizione va valutata concretamente caso per caso e che la prevalente destinazione d'uso dell'immobile può smentire il carattere occasionale.

  • D. Lgs. 507/1993 (norma quadro TARI/TARSU)

    Rappresenta il contesto normativo della tassa sui rifiuti; l'applicazione pratica e i calcoli tariffari sono rimessi alle previsioni regolamentari comunali e alle modalità previste dalla normativa successiva.

  • D.P.R. 158/1999 (richiamato)

    Fornisce criteri tecnici e regolamentari cui il comune deve attenersi nella determinazione delle tariffe; è richiamato dalla legge e dai regolamenti locali come riferimento per la classificazione e determinazione delle tariffe.

Massime di principio

  • In assenza di una categoria tariffaria autonoma nel regolamento comunale, il Comune può legittimamente assimilare per analogia un'attività non prevista a quella più prossima se la fattispecie concreta lo giustifica e se il regolamento lo consente.
  • La valutazione della prevalente destinazione d'uso dell'immobile (es. superficie effettivamente destinata all'attività ricettiva) è determinante; il richiamo formale alla natura 'occasionale' del B&B può essere superato dalla concreta situazione di fatto.
  • La collocazione geografica e la vocazione turistica del territorio sono elementi che rafforzano la legittimità dell'assimilazione a categorie ricettive quando giustificano un impiego continuativo dell'immobile per attività turistica.
  • L'onere probatorio grava sul contribuente che contesta l'assimilazione: occorre dimostrare in concreto una produzione di rifiuti significativamente diversa o l'effettiva occasionalità dell'attività.
  • L'adozione successiva di tariffe specifiche per B&B non invalida retroattivamente le scelte regolamentari precedenti se all'epoca dei fatti era legittimo ricorrere all'analogia.
  • I regolamenti comunali dovrebbero prevedere criteri chiari e motivati per l'uso dell'analogia e la classificazione delle sottocategorie per ridurre incertezze e contenziosi.

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