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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20968/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore di Filippo Occhino impugnava l'ordinanza che aveva revocato la sospensione del procedimento con messa alla prova, lamentando la mancata motivazione circa la volontà e la coscienza del prevenuto di eludere la messa alla prova. Il ricorrente sosteneva che l'interruzione del lavoro di pubblica utilità derivava dall'inconciliabilità con un'attività lavorativa stagionale intrapresa, mentre le altre prescrizioni del programma erano state osservate.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la revoca fosse adeguatamente motivata: il prevenuto aveva interrotto volontariamente e senza autorizzazione il lavoro di pubblica utilità dopo circa tre mesi (su ventidue previsti) e non lo aveva più ripreso né aveva comunicato o chiesto autorizzazione. L'attività stagionale addotta non è stata ritenuta incompatibile con il programma e avrebbe potuto comportare una rimodulazione degli orari/giorni; pertanto la condotta costituiva motivo di revoca. La Corte ha ricordato che il giudice ha un potere discrezionale limitato alla verifica dei presupposti di legge e che una singola trasgressione può essere sufficiente se di particolare gravità. In conseguenza è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 464-octies cod. proc. pen.

    Disciplina l'adozione dell'ordinanza di revoca della sospensione del procedimento per messa alla prova: richiede una motivazione specifica del provvedimento e attribuisce al giudice un ambito di discrezionalità circoscritto alla verifica dei presupposti di legge.

  • art. 168-quater cod. pen.

    Elenca le ipotesi di revoca della messa alla prova, fra cui le 'ripetute e gravi trasgressioni' delle prescrizioni. Tale formula va interpretata in senso sostanziale: può ricomprendere anche una condotta isolata se di rilevante gravità tale da pregiudicare la prognosi favorevole sull'evoluzione della personalità del sottoposto.

  • art. 590-bis cod. pen.

    Norma che descrive il reato di atti persecutori (stalking); è uno dei reati per i quali il ricorrente era imputato, rilevante ai fini del quadro fattuale ma non muta la valutazione sulla revoca della messa alla prova.

  • art. 186 cod. strada

    Norma del codice della strada relativa alla guida in stato di ebbrezza; indicata fra i reati contestati al ricorrente.

  • art. 187 cod. strada

    Norma del codice della strada relativa alla guida sotto l'influsso di sostanze stupefacenti; anch'essa fra i reati contestati.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione del procedimento con messa alla prova può essere giustificata da un'interruzione volontaria e immotivata degli obblighi del programma, anche se si tratta di una sola violazione, quando questa sia di particolare gravità.
  • L'esistenza di un'attività lavorativa o di impegni temporanei non giustifica automaticamente l'interruzione del lavoro di pubblica utilità: occorre comunicare e chiedere autorizzazione al giudice o all'ufficio competente e, se possibile, concordare una rimodulazione degli orari.
  • Il giudice dispone di un margine di discrezionalità limitato alla valutazione dei presupposti di legge per la revoca; deve però motivare specificamente l'ordinanza ai sensi dell'art. 464-octies c.p.p.
  • Per evitare la revoca in casi analoghi è consigliabile documentare tempestivamente le ragioni dell'incompatibilità, richiedere formalmente una modifica del piano di pubblica utilità e dimostrare la volontà di proseguire il programma.
  • La valutazione della gravità della violazione tiene conto della durata, della volontarietà, dell'assenza di comunicazione/ autorizzazione e delle possibilità ragionevoli di adeguamento del programma.

Testo integrale

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