L.R. Lombardia 13/2026
Testo unico degli interventi regionali per l'inclusione sociale e la tutela delle persone con disabilità o in condizioni di fragilità e per le attività di assistenza e cura
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeTesto unico lombardo che riordina gli interventi per disabilità, assistenza familiare, caregiver, LIS/LIS tattile e videosorveglianza nelle strutture residenziali. Abroga le precedenti leggi di settore dal 11 giugno 2026 e salva gli effetti già prodotti.
Tutela dell’inclusione sociale, del diritto alla vita indipendente e dell’assistenza alle persone fragili in Lombardia
Testo unico lombardo su inclusione, assistenza e tutela delle fragilità
La legge regionale Lombardia 11 giugno 2026, n. 13 riordina in un unico testo le misure regionali per le persone con disabilità o in condizione di fragilità, per gli assistenti familiari, per i caregiver familiari, per l’abbattimento delle barriere comunicative e per i contributi alla videosorveglianza nelle strutture residenziali.
Diritto alla vita indipendente e inclusione sociale delle persone con disabilità
La Regione, in attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e nel quadro della normativa statale e regionale richiamata, riconosce e promuove la piena inclusione sociale, la partecipazione e il diritto a vivere nella società con pari libertà di scelta. L’azione regionale è orientata, in particolare, a:
- scelta del luogo di residenza e della persona con cui vivere;
- accesso a servizi domiciliari, diurni e residenziali, evitando isolamento e segregazione;
- adattamento dei servizi e delle strutture ai bisogni individuali;
- inclusione lavorativa e diritto al lavoro.
La disciplina è indirizzata alle politiche sociali, socio-assistenziali, sociosanitarie, sanitarie, scolastiche e lavorative, senza distinzione in base alla tipologia o all’intensità della compromissione funzionale.
Definizioni e destinatari
Ai fini del capo sulla vita indipendente, sono definiti: persona con disabilità, vita indipendente, progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, budget di progetto, assistente personale, centro per la vita indipendente e accomodamento ragionevole.
Le misure si applicano alle persone con disabilità residenti in Lombardia che:
- abbiano una invalidità civile non inferiore al 46% oppure una certificazione ai sensi dell’art. 3 della l. 104/1992;
- abbiano compiuto 14 anni oppure frequentino la scuola secondaria di primo grado.
Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato
Il progetto è di titolarità della persona con disabilità, che partecipa attivamente alla sua definizione; se vi è incapacità legale o naturale, si applicano le regole dell’ordinamento civile, assicurando per quanto possibile il coinvolgimento diretto della persona.
Il progetto:
- riguarda l’intero arco della vita;
- è periodicamente aggiornato;
- può essere modificato in qualsiasi momento su richiesta della persona, del rappresentante legale o di altro soggetto titolato;
- considera i bisogni nelle aree istruzione/lavoro, casa, vita sociale-culturale-affettiva, mobilità e trasporti;
- è predisposto entro 90 giorni dalla richiesta dall’ente comunale di residenza, d’intesa con l’ASST competente e con il coinvolgimento del centro per la vita indipendente e degli altri soggetti interessati;
- è sottoscritto dalla persona o dal rappresentante e comunicato ai soggetti coinvolti;
- contiene l’individuazione delle risorse necessarie.
Valutazione multidimensionale e co-progettazione
Il progetto nasce da una valutazione multidimensionale dei bisogni della persona, attivata dalla richiesta dell’interessato o del rappresentante legale/tutore. La valutazione avvia il percorso di co-progettazione e coinvolge équipe multidisciplinare, ASST, operatori sociali ed educativi del comune, centro per la vita indipendente, scuola, enti gestori, persona e familiari.
Le unità di valutazione multidimensionale già attive nelle ASST devono dotarsi degli strumenti necessari e possono utilizzare la valutazione anche per l’accesso ad altre misure regionali, salvo aggiornamenti necessari.
Budget di progetto e assistenza personale
Il budget di progetto è parte integrante del progetto di vita e individua in modo flessibile e dinamico le risorse necessarie, valorizzando autodeterminazione, autonomia e libera scelta. Può essere autogestito dalla persona con obbligo di rendicontazione secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
Concorrono al budget, tra le altre:
- risorse per interventi domiciliari sanitari, sociali ed educativi;
- risorse della rete di unità d’offerta sociosanitarie e sociali e degli interventi residenziali/semiresidenziali sperimentali;
- contributi comunali per i progetti individuali;
- fondi nazionali e altri fondi pubblici, inclusi FNPS, FNA, fondo per la disabilità grave, FSE+;
- risorse per inclusione scolastica e lavorativa;
- altri interventi di welfare regionale e locale;
- trasferimenti assistenziali e previdenziali, risorse personali e familiari, contributi volontari della comunità;
- risorse per tariffe delle strutture residenziali, se il progetto prevede uscita dai servizi residenziali.
Nel progetto possono essere previsti bisogni di assistente personale; la persona decide se avvalersene e disciplina il rapporto secondo il diritto civile. La Regione prevede rimborsi delle spese, con modalità e requisiti definiti dalla Giunta.
Centri per la vita indipendente e unità di offerta
I centri per la vita indipendente sono servizi comunali, integrati negli ambiti territoriali dei piani di zona. Svolgono funzioni di informazione, promozione culturale e affiancamento alla persona nella realizzazione del progetto di vita.
La Giunta disciplina funzionamento e gestione, utilizzando strumenti di co-progettazione e co-programmazione con il Terzo settore e con le associazioni rappresentative delle persone con disabilità.
Le unità di offerta sociosanitarie e sociali devono essere regolate in modo da:
- favorire vita indipendente e inclusione;
- introdurre flessibilità per attuare il budget di progetto;
- favorire ambienti di tipo familiare, passaggio all’abitare ordinario e de-istituzionalizzazione.
La Regione e gli enti locali sono chiamati a rivedere progressivamente funzionamento e finanziamento delle unità d’offerta.
Attuazione e monitoraggio
La Giunta adotta i provvedimenti attuativi sentite le associazioni rappresentative delle persone con disabilità, il Terzo settore e gli enti locali.
Il Consiglio regionale esercita una clausola valutativa con relazione biennale della Giunta su:
- iniziative di orientamento delle politiche all’inclusione;
- diffusione e caratteristiche dei centri per la vita indipendente;
- numero e attuazione dei progetti di vita;
- criticità e misure correttive.
Lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari
La Regione valorizza il lavoro di assistenza e cura degli assistenti familiari a favore di persone fragili e famiglie. Collaborano all’attuazione enti locali, ATS, ASST, Terzo settore, sindacati, patronati e soggetti accreditati del sistema educativo-formativo e del lavoro.
Per lavoro di assistenza e cura si intendono interventi assistenziali e domestici, continuativi, anche sostitutivi del nucleo familiare, diretti a prevenire o ridurre il disagio e a favorire la permanenza della persona fragile nel proprio contesto di vita.
Destinatari e ruolo regionale
Le misure sono rivolte:
- alle persone fragili/non autosufficienti, temporanee, parziali o permanenti per cronicità, e alle loro famiglie che intendono assumere o hanno assunto un assistente familiare;
- a chi svolge o intende svolgere tale attività a domicilio.
La Regione promuove formazione, contrasto al lavoro sommerso, sportelli per l’assistenza familiare, registri territoriali, sostegni economici e campagne di comunicazione. La Giunta approva il piano delle azioni e informa la commissione consiliare competente entro il 31 marzo dell’esercizio successivo.
Sportelli e registri territoriali degli assistenti familiari
I comuni o gli ambiti territoriali possono istituire sportelli per l’assistenza familiare, anche con il supporto di Terzo settore, sindacati e patronati.
Gli sportelli si occupano di:
- ascolto, valutazione del bisogno e orientamento;
- gestione dei registri territoriali;
- supporto nella ricerca e selezione dell’assistente;
- informazioni su assunzione e obblighi connessi;
- informazioni sui sostegni economici.
I registri territoriali contengono competenze, formazione e disponibilità orarie; sono pubblici e consultabili online. Possono iscriversi maggiorenni senza condanne o procedimenti penali pendenti, in possesso di titoli riconosciuti UE, attestati di competenza o almeno 12 mesi di esperienza documentata. Per i cittadini non UE è richiesto uno dei requisiti formativi o di esperienza indicati; inoltre è richiesta conoscenza dell’economia domestica e della lingua italiana. L’iscrizione non è obbligatoria per lavorare.
Formazione e sostegno economico agli assistenti familiari
La Regione promuove percorsi formativi per assistenti familiari maggiorenni residenti in Lombardia; per gli stranieri è richiesto un regolare permesso di soggiorno e una conoscenza di base dell’italiano. L’attestato di competenza è rilasciato previo esame teorico-pratico e può valere come credito formativo per ulteriori percorsi nel sistema regionale.
La Regione sostiene inoltre le famiglie tramite contributi spendibili presso assistenti iscritti al registro e con contratto conforme alla normativa vigente. La Giunta definisce criteri, modalità ed eventuale cumulabilità con altre agevolazioni.
Clausola valutativa sul lavoro di assistenza e cura
La Giunta trasmette al Consiglio una relazione biennale su diffusione degli sportelli, iniziative formative, iscrizioni ai registri, esiti delle campagne informative, impatto sulla sostenibilità economica dell’assistenza domiciliare e criticità o fattori di successo.
Inclusione sociale, LIS e abbattimento delle barriere comunicative
La Regione promuove l’inclusione delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva o con deficit di comunicazione e linguaggio, insieme alle loro famiglie, attraverso l’abbattimento delle barriere alla comunicazione e il riconoscimento della LIS e della LIS tattile, nonché la prevenzione e cura del deficit uditivo e l’uso di tecnologie accessibili.
Interventi regionali per l’accessibilità comunicativa
La Regione favorisce:
- collaborazione tra ATS, enti pubblici e privato sociale;
- strumenti di comunicazione per la partecipazione alla vita sociale, culturale e politica e per l’accesso all’informazione;
- prevenzione e cura della sordità e sordocecità;
- insegnamento della LIS e della LIS tattile nelle scuole primarie e secondarie, nel rispetto dell’autonomia scolastica e delle competenze degli enti locali;
- accessibilità dei trasporti pubblici;
- pari opportunità e accessibilità ai luoghi di lavoro;
- accesso ai servizi sanitari, soprattutto pronto soccorso, e sociosanitari tramite canali idonei.
La Regione favorisce inoltre l’uso di LIS, LIS tattile e mezzi tecnici nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, la diffusione nelle scuole, nelle università e negli enti culturali, l’accessibilità ai media regionali in raccordo con il CORECOM, e la possibilità per il bambino sordo o sordocieco di sperimentare sia interventi logopedici e protesici sia l’apprendimento della LIS o della LIS tattile.
Programmazione
Le modalità attuative del capo sono definite con piano triennale, coinvolgendo le associazioni regionali maggiormente rappresentative della tutela dei destinatari.
Caregiver familiare: riconoscimento e principi
La Regione tutela la famiglia e promuove il welfare di comunità, riconoscendo il valore sociale ed economico della cura non professionale e gratuita prestata dai caregiver familiari a favore di persone con malattia, infermità o disabilità gravi.
Il caregiver familiare, secondo la definizione statale richiamata, è un soggetto volontario che integra i servizi sociali, sociosanitari e sanitari e contribuisce al benessere psico-fisico della persona assistita, operando nel PAI o nel più ampio progetto individuale. Può essere coinvolto, previo consenso, nella valutazione, definizione e realizzazione del PAI; la qualifica non può essere riconosciuta a più di una persona per ciascun assistito, salvo i genitori di figli minori.
Compiti regionali, comunali e della rete di sostegno
La Regione definisce modalità per il riconoscimento e l’integrazione dell’attività del caregiver nel sistema dei servizi. ATS e ASST individuano il ruolo del caregiver, le attività formative e di orientamento e le modalità di coinvolgimento nel percorso di cura. I comuni, tramite servizi sociali, piani di zona, distretti e case di comunità, assicurano il sostegno necessario.
La rete di sostegno comprende:
- responsabile del caso individuato nel PAI o nel progetto individuale;
- medico di medicina generale, pediatra di libera scelta e infermiere di comunità;
- servizi sociali, sociosanitari, sanitari e specialistici;
- Terzo settore e solidarietà di vicinato;
- COT come punti di accesso territoriali e coordinamento.
Misure di sostegno al caregiver familiare
Nei limiti delle risorse disponibili, la Regione prevede:
- azioni di supporto nella programmazione sociale, sociosanitaria e sanitaria;
- contributi per adattamento domestico, ausili, presidi e abbattimento delle barriere architettoniche;
- accordi con compagnie assicurative per polizze agevolate;
- misure di conciliazione tra lavoro e cura;
- informazione, orientamento e affiancamento nell’accesso ai servizi;
- supporto psicologico, anche con telemedicina, e possibilità di ricorrere a professionisti qualificati o enti accreditati;
- interventi di sollievo programmati o di emergenza, anche in regime domiciliare, diurno e residenziale tramite enti liberamente scelti;
- bandi per reti solidali e gruppi di auto mutuo aiuto;
- sistemi informativi e comunicativi basati su nuove tecnologie per il caregiver e, se richiesto, per l’assistente familiare o un parente.
Formazione, riconoscimento competenze e giovani caregiver
La Regione promuove percorsi formativi per caregiver maggiorenni nell’ambito del sistema regionale di formazione professionale. L’attestato di competenza è riconosciuto come credito formativo per ulteriori percorsi, compresa la formazione dell’assistente familiare.
Per i giovani caregiver, la Regione favorisce il riconoscimento dell’esperienza maturata in ambito scolastico, universitario e formativo tramite procedure di individuazione, validazione e certificazione delle competenze, con valorizzazione in crediti formativi o ore riconosciute anche nei percorsi scuola-lavoro e PCTO.
Sensibilizzazione e coinvolgimento del Terzo settore
La Regione promuove campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulla non autosufficienza, la disabilità e il valore della cura del caregiver, anche mediante bandi agli enti del Terzo settore. Favorisce inoltre il coinvolgimento del Terzo settore nella programmazione degli interventi sulla salute e sul benessere delle persone con disabilità o non autosufficienti.
Clausola valutativa sul caregiver familiare
La Giunta presenta al Consiglio una relazione biennale su dimensioni e distribuzione territoriale del bisogno di cura, interventi realizzati, inserimento del caregiver nei PAI, diffusione delle iniziative nei piani di zona, criticità e risultati. Sono previste possibilità di ulteriori approfondimenti da parte degli organi consiliari e l’obbligo di fornire dati e informazioni utili alla valutazione.
Videosorveglianza nelle RSA e nelle RSD
La Regione favorisce, tramite contributi, l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso nelle RSA e nelle strutture residenziali e semiresidenziali per persone con disabilità pubbliche e private accreditate operanti in Lombardia, per migliorare la sicurezza nell’erogazione dei servizi.
Modalità di finanziamento e regole d’uso
La Giunta promuove bandi per sostenere gli investimenti con cofinanziamento non inferiore al 50% delle spese sostenute. Definisce criteri e modalità per domande e assegnazione dei contributi. L’elenco delle strutture dotate di videosorveglianza è pubblicato sul sito della Giunta.
Le registrazioni devono rispettare la disciplina privacy e le prescrizioni del Garante. Gli impianti sono installati previo accordo con le rappresentanze sindacali e nel rispetto della normativa statale a tutela dei lavoratori.
Aspetti finanziari e aiuti di Stato
Agli interventi del capo sulla videosorveglianza si applica la disciplina regionale sugli aiuti di Stato richiamata dalla legge regionale 17/2011.
Disposizioni finali, neutralità finanziaria e abrogazioni
L’attuazione della legge avviene con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Dalla data di entrata in vigore sono abrogate le precedenti leggi regionali e disposizioni di settore su assistenti familiari, LIS e LIS tattile, videosorveglianza nelle strutture, caregiver familiare, vita indipendente e alcune disposizioni di revisione normativa e rendicontazione, nonché gli articoli specificamente indicati. Restano salvi gli effetti già prodotti, compresi quelli finanziari e i rinvii alle leggi di bilancio per gli esercizi successivi al triennio di riferimento.
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