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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29592/2025 del 19/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per carenza di motivazione dell'ordinanza che ha applicato la disciplina della continuazione tra due condanne irrevocabili. Il ricorrente ha contestato che il giudice dell'esecuzione si è limitato a indicare l'entità dell'aumento (1 anno e 8 mesi di reclusione e 350 euro di multa) senza spiegare i criteri e le ragioni giuridiche e fattuali che giustificano tale misura, né richiamare i parametri dell'art. 133 cod. pen., non tenendo conto che in sede di cognizione erano state riconosciute attenuanti in equivalenza e che la condotta aggiuntiva risultava di minore offensività rispetto al reato principale

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla misura dell'aumento di pena per la continuazione e ha rinviato al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia per un nuovo esame. La Corte ha richiamato l'obbligo del giudice, anche in sede esecutiva, di motivare distintamente l'entità degli aumenti per i reati-satellite, indicando gli elementi considerati e i criteri applicati, in modo da consentire il controllo del rispetto dei limiti di proporzione e dell'art. 81 cod. pen. e per evitare un surrettizio cumulo materiale di pene

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Indica i delitti per cui furono irrogate le condanne; usato per identificare i reati oggetto della continuazione

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    Limite normativo al collegamento delle pene nei reati continuati; la Corte richiama il rispetto del rapporto di proporzione e del limite legale per evitare un cumulo materiale

  • art. 132 cod. pen.

    Parametro del potere discrezionale del giudice nella determinazione della pena; il giudice dell'esecuzione deve esercitare tale discrezionalità e motivarla

  • art. 133 cod. pen.

    Elenca i criteri di individualizzazione della pena (circostanze del fatto e della persona); la Corte ha richiamato l'obbligo di tenerne conto e di esplicitarne il peso nella motivazione degli aumenti per i reati-satellite

Massime di principio

  • In caso di reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave e motivare separatamente l'aumento di pena applicato ai reati-satellite; non è sufficiente indicare solo l'entità dell'aumento
  • La motivazione deve collegare l'entità dell'aumento ai criteri di cui agli artt. 132 e 133 c.p. e consentire il controllo del rispetto del limite previsto dall'art. 81 c.p.; l'entità dell'obbligo motivazionale cresce con l'entità dell'aumento
  • Anche in sede esecutiva il giudice non può procedere a una nuova quantificazione delle pene in modo meramente numerico: deve esporre gli elementi specifici che giustificano la misura adottata per evitare il sospetto di un cumulo materiale
  • Se la decisione di cognizione aveva già valutato attenuanti/aggravanti o la minore offensività di un fatto, il giudice dell'esecuzione deve esplicitamente considerare e motivare come tali valutazioni incidono sulla misura dell'aumento per la continuazione
  • La carenza o la contraddittorietà della motivazione circa gli aumenti per reati-satellite è causa efficace di annullamento parziale e rinvio per nuovo esame da parte del giudice dell'esecuzione

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