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Sentenza

Sentenza del 14/09/2015 n. 3869 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

ACCERTAMENTO - RESIDENZA - PRESUNZIONE LEGALE - Inversione dell'onere probatorio - Inadempimento - Atto impositivo - Legittimità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L'accertamento fiscale è stato ritenuto legittimo. La presunzione legale relativa di residenza fiscale in Italia non è stata superata, poiché il contribuente non ha fornito una prova idonea dell'effettiva residenza estera. Gli elementi relativi ai legami familiari, patrimoniali ed economici con l'Italia hanno confermato la permanenza nel territorio nazionale del centro principale degli interessi.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha contestato l'accertamento sostenendo, in sostanza, di essere fiscalmente residente in Svizzera. Tuttavia, ai sensi dell'art. 2, comma 2-bis, del d.P.R. n. 917/1986, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori individuati come paradisi fiscali si presumono residenti in Italia, salvo prova contraria. Il contribuente non ha assolto l'onere di dimostrare l'effettivo trasferimento della propria residenza fiscale all'estero. Al contrario, sono emersi elementi indicativi del mantenimento in Italia della sede principale degli affari e degli interessi personali ed economici, tra cui il possesso dell'abitazione principale in cui vivevano moglie e figli, la proprietà di ulteriori immobili in località marina e montana e lo svolgimento in Italia della maggior parte degli affari commerciali.

Norme richiamate

  • Art. 2, comma 2-bis, d.P.R. n. 917/1986 (TUIR)

    Si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

    La disposizione introduce una presunzione legale relativa di residenza fiscale in Italia per i cittadini italiani cancellati dall'anagrafe e trasferiti in Stati o territori considerati fiscalmente privilegiati. La presunzione comporta l'inversione dell'onere della prova: spetta al contribuente dimostrare l'effettività della residenza estera.

Massime di principio

  • La cancellazione dall'anagrafe italiana e l'iscrizione della residenza all'estero non sono, da sole, sufficienti a escludere la residenza fiscale italiana quando opera una presunzione legale.
  • In presenza della presunzione, il contribuente deve fornire una prova concreta, documentata e complessiva dell'effettivo trasferimento all'estero, non limitata alla sola registrazione anagrafica.
  • La permanenza in Italia della famiglia, dell'abitazione principale, di rilevanti beni immobiliari o del centro degli affari può dimostrare che il nucleo principale degli interessi personali ed economici è ancora in Italia.
  • Per superare la presunzione è necessario dimostrare che i legami con l'estero siano effettivi e prevalenti, considerando la vita familiare, la disponibilità delle abitazioni, l'attività lavorativa o commerciale e la gestione del patrimonio.
  • Quando il contribuente non assolve l'onere probatorio, l'Amministrazione finanziaria può legittimamente considerarlo fiscalmente residente in Italia e recuperare le imposte dovute secondo la normativa applicabile.

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