Cassazione Penale, Sentenza n. 40050/2023 del 03/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 13/10/2022 che ha rigettato il reclamo avverso il D.M. 21/10/2021 di proroga biennale del regime detentivo differenziato ex art. 41-bis. Il ricorrente deduce violazione di legge sostenendo che il Tribunale si sia basato su una pura valutazione di pericolosità potenziale fondata sui titoli di condanna e sulla operatività del sodalizio, senza verificare l'effettiva sussistenza di contatti o tentativi di interazione tra Mangano e l'organizzazione, né i comportamenti concreti tenuti in carcere. Denuncia inoltre carenza motivazionale ex art. 125 c.p.p. per non avere il giudice indicato quali condotte sarebbero idonee a dimostrare la definitiva recisione del vincolo mafioso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato la correttezza della valutazione del Tribunale di sorveglianza che ha preso in considerazione: la posizione apicale di Mangano nell'associazione mafiosa, la persistente operatività della famiglia di Brancaccio documentata da indagini e misure cautelari recenti, e le risultanze informative e relazioni istituzionali. La Corte ha richiamato il limite del sindacato di legittimità (comma 2-sexies art. 41-bis) e ritenuto che la motivazione del giudice a quo fosse reale, coerente e sufficiente: la positiva evoluzione trattamentale di Mangano è apprezzata ma ritenuta insufficiente, in assenza di elementi più incisivi (es. collaborazione, chiara dissociazione) a dimostrare la definitiva recisione del vincolo mafioso. Conseguentemente è stata confermata la proroga del regime speciale e Mangano è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 41-bis legge 26 luglio 1975, n. 354
comma 2-sexies; comma 2-bis
La Corte rinvia al comma 2-sexies per delimitare il sindacato di cassazione (verifica di violazione di legge o carenza apparente di motivazione). Il controllo sulla sussistenza della capacità attuale di mantenere collegamenti si effettua con i parametri del comma 2-bis e può fondarsi su elementi non necessariamente sopravvenuti, valutati in termini di probabilità, non di certezza.
art. 125 cod. proc. pen.
La motivazione deve essere reale, coerente e comprensibile; la Corte di cassazione può intervenire solo ove la motivazione sia graficamente assente o del tutto priva dei requisiti minimi, ossia meramente apparente o inidonea a rendere comprensibile il ragionamento del giudice di merito.
art. 416-bis cod. pen.
Norma sostanziale che definisce l'associazione di tipo mafioso; nel caso sono richiamate le aggravanti e la natura mafiosa dei reati che giustificano una particolare attenzione alla persistenza del vincolo associativo e al rischio di mantenimento di contatti.
Massime di principio
- La proroga del regime 41-bis si fonda su una valutazione di merito sulla probabilità che il detenuto possa mantenere collegamenti con l'organizzazione; non è richiesta la prova della certezza ma elementi concreti e valutabili.
- La partecipazione positiva al trattamento penitenziario e i segni di ravvedimento sono elementi rilevanti ma, da soli, non necessariamente sufficienti a escludere il pericolo di mantenimento dei vincoli mafiosi, soprattutto per soggetti che hanno ricoperto ruoli apicali.
- Per ottenere il superamento del 41-bis occorrono, soprattutto quando il detenuto ha avuto ruolo di vertice e i reati sono particolarmente gravi, elementi più incisivi di dissociazione: es. atti pubblici di rinuncia, collaborazione effettiva con la giustizia, o prove concrete dell'impossibilità di mantenere contatti.
- La Corte di cassazione ha un sindacato limitato: verifica la legittimità e la sufficienza della motivazione, non rivaluta liberamente le risultanze di fatto o la valutazione probatoria compiuta dal giudice di merito.
- L'operatività attuale del sodalizio sul territorio è un fattore probatorio significativo per la proroga: attività criminale recente della famiglia aumenta la probabilità che i legami possano essere riannodati.
- Per contestare efficacemente una proroga è utile produrre prove investigative o documentali specifiche che dimostrino l'assenza di contatti o l'effettiva interruzione dei rapporti con l'organizzazione.
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