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Sentenza

Sentenza del 17/05/2021 n. 405 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria

Atti catastali -classamento - stima diretta con sopralluogo - immobili ordinari - necessità -esclusione Atti catastali -classamento - correzione di errori dichiarati - rettifica rendita proposta -possibilità - immobile "signorile" - valutazione - Nota C-111022 del 4/05/1994- riferimento al D.M. 2/08/1961 - immobili "di lusso" - inconferenza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Disputa sul classamento catastale di un'unità immobiliare in Genova: l'Ufficio aveva rettificato categoria, classe e rendita attribuendo la categoria A/1 (abitazione di tipo signorile) anziché la A/2 proposta dalla contribuente tramite DOCFA, scorporando il terrazzo e rettificando la consistenza in 11 vani anziché 8. La contribuente contestava, tra l'altro, l'assenza di sopralluogo, la violazione del termine previsto dal d.m. 701/1994, la violazione dell'art.75 d.P.R. n.1142/1949 per mancata omogeneità rispetto ad altri alloggi simili, l'errata considerazione della superficie lorda (224 mq) invece che netta (177 mq), l'erronea qualificazione di "signorilità" e la non considerazione di elementi di degrado (vicinanza ferrovia e ospedale, zonizzazione comunale). L'Agenzia sosteneva la correttezza dell'accertamento e la non obbligatorietà del sopralluogo.

La decisione

La Commissione tributaria regionale per la Liguria ha accolto l'appello della contribuente: ha annullato l'avviso di accertamento n. GExxxxx/2017 emesso dall'Agenzia delle Entrate e ha confermato la classificazione dell'immobile in cat. A/2, classe 5a, consistenza 8 vani (come proposto dalla contribuente). La CTR ha ritenuto che la categoria A/2 meglio risponda alle condizioni concrete (caratteristiche edilizie non pregiate, vicinanza a ferrovia e ospedale, zonizzazione, superficie effettiva abitabile inferiore al parametro di "lusso"), e ha disposto la compensazione integrale delle spese di lite.

Norme richiamate

  • Nota MEF C-111022

    Nota C-111022 del 4/05/1994

    La Commissione utilizza la nota come criterio per valutare l'attualità e i parametri della qualifica "di signorile"; si tratta di nozioni di fatto mutabili nel tempo e non coincidenti con i parametri del decreto sul "lusso".

  • D.M.

    D.M. 2/08/1961 (richiamato nel testo come riferimento ai parametri per gli immobili "di lusso")

    Il Decreto è rilevante per la nozione di "lusso", ma la CTR ritiene irrilevante l'applicazione dei suoi parametri ai fini della qualificazione catastale di "signorile", che va invece valutata con riferimento alla Nota MEF del 1994 e alla situazione di fatto.

  • D.M. 19/04/1994 n.701

    art. 1, d.m. 19.4.1994, n.701

    Il termine annuale previsto per l'attività di rettifica non ha natura perentoria (natura ordinatoria). Inoltre la procedura DOCFA è caratterizzata da natura collaborativa: l'avviso che ne consegue è adeguatamente motivato con la mera indicazione dei dati oggettivi quando non venga contestata la dichiarazione del contribuente.

  • D.P.R.

    art. 75, d.P.R. 1.12.1949, n.1142

    Richiede omogeneità nella classazione; la contribuente ha invocato tale criterio per dimostrare incongruenze rispetto ad altri alloggi simili, principio che la CTR valuta nel contesto delle prove fornite.

  • Legge

    art. 1, comma 335, L. n.211/2004

    Distinzione tra riclassamento operato su iniziativa dell'Ufficio e attribuzione di rendita tramite DOCFA: il riclassamento d'ufficio richiede motivazione più approfondita perché incide su valutazioni già verificate.

  • Costituzione

    Richiamo al principio di capacità contributiva: la contribuente non è preclusa dal precedente classamento nel chiedere una nuova classificazione che rispecchi la realtà dei luoghi.

Massime di principio

  • Il sopralluogo e la stima diretta non sono obbligatori per immobili "ordinari" quando non vi sono variazioni edilizie specifiche; sono necessari principalmente negli accertamenti d'ufficio giustificati da modifiche concrete dell'immobile.
  • La procedura DOCFA è collaborativa: quando l'Ufficio non disattende i dati dichiarati dal contribuente, l'avviso motivato può limitarsi all'indicazione degli elementi oggettivi e della classe attribuita; il giudice tributario può comunque riesaminare la situazione di fatto.
  • Il termine previsto dal d.m. 701/1994 per l'attività di rettifica ha natura ordinatoria (non perentoria); la tempestività va valutata concretamente.
  • Il contribuente può richiedere in qualsiasi momento la correzione dei dati catastali e ricorrere al giudice tributario in caso di diniego senza necessità di dimostrare un interesse generale: il giudice può riformulare la valutazione del classamento.
  • Per definire la qualifica "di signorile" si devono considerare i criteri indicati dalla Nota MEF 4/5/1994 e la situazione concreta (qualità edilizia, servizi, pregio dell'area, degrado e vicinanze intrusive); i parametri del decreto sul "lusso" (D.M.) non sono sovrapponibili a quelli per "signorile".
  • La consistenza catastale e la superficie da considerare devono essere valutate correttamente: la superficie catastale può comprendere terrazzi e accessori (riducendo la superficie abitabile netta), e la soglia di mq 240 è rilevante per la nozione di abitazione di "lusso".
  • Elementi oggettivi di contesto (vicinanza a infrastrutture rumorose, ospedali, degrado dell'area) possono giustificare un declassamento rispetto a una categoria "di pregio".
  • In materie contraddittorie o valutative tra Tributo/Amministrazione e contribuente la compensazione delle spese è possibile quando la questione è ampiamente discutibile.

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