Cassazione Penale, Sentenza n. 08794/2026 del 06/03/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Trimboli ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria (9/10/2024) lamentando: (1) errore nel calcolo della pena per avere la Corte applicato una unica diminuzione complessiva unitamente alla riduzione ex art. 74, comma 7, d.P.R. n. 309/1990 e alle circostanze di cui all'art. 62‑bis c.p., invece di operare due successive diminuzioni (prima l'attenuante speciale ex art. 74, comma 7, poi l'attenuante ex art. 62‑bis), con conseguente contraddittorietà e illogicità della motivazione e errato computo della pena; (2) violazione del principio di specialità in materia di estradizione (art. 26 e art. 32 legge 22/04/2005 n. 69) e art. 721 c.p.p., sostenendo che il procedimento doveva essere sospeso perché i fatti per cui è giudicato sono anteriori e diversi rispetto a quelli oggetto dell'estradizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria per un nuovo giudizio sul punto (per corretta determinazione e illustrazione delle diminuzioni di pena, applicandole successivamente). Ha invece respinto il motivo relativo al principio di specialità ritenendolo inammissibile perché generico e manifestamente infondato: la motivazione impugnata si è attenuta al principio di specialità "attenuata" previsto dalla legge n. 69/2005 e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, e la difesa non ha fornito la necessaria allegazione probatoria a sostegno della richiesta di sospensione.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74, comma 7
art. 74, comma 7, d.P.R. n. 309 del 1990
Riconosciuta come attenuante speciale per la collaborazione; deve essere computata con la necessaria specificazione nella determinazione della pena (la Corte ha ravvisato che andava applicata come prima diminuzione)
Codice penale, art. 62‑bis
Circostanza attenuante generica ricondotta dalla Corte di merito e ritenuta prevalente sulle aggravanti; la Cassazione ha precisato che la diminuzione ex art. 62‑bis va applicata successivamente alla precedente attenuante speciale (non cumulata in un'unica riduzione senza specificazione)
Codice penale, art. 133
Criteri per la determinazione della pena base; la Corte d'appello aveva fissato la pena base al minimo edittale in base a tali criteri
Codice penale, art. 81
Aumento per concorso di reati: la Corte d'appello aveva aumentato la pena complessiva in applicazione di tale articolo
Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b) ed e)
art. 606, co. 1 lett. b) e lett. e) c.p.p.
Norme sul vizio di motivazione impugnabile in Cassazione; la questione di calcolo della pena è stata ritenuta fondata ai sensi di questi vizî
Codice di procedura penale, art. 721
Riferimento dalla difesa per la sospensione; la Cassazione ha ritenuto la relativa censura generica e non supportata da allegazioni probatorie
Legge 22 aprile 2005, n. 69, artt. 26 e 32
art. 26 e art. 32 legge 22 aprile 2005, n. 69
Principio di specialità "attenuato": è possibile procedere per reati diversi e anteriori se non si dispone la privazione della libertà personale durante o in conseguenza del procedimento; la Corte ha ritenuto che le condizioni ostative dedotte dalla difesa non fossero dimostrate
Massime di principio
- Quando sono riconosciute più circostanze attenuanti (es. attenuante speciale ex art. 74 DPR 309/1990 e attenuanti generiche ex art. 62‑bis c.p.), il giudice deve applicare le diminuzioni in modo consequenziale e motivare l'entità di ciascuna diminuzione; la mancata specificazione può determinare l'annullamento limitato al trattamento sanzionatorio
- Il calcolo della pena deve essere trasparente: indicare la pena base, le diminuzioni singolarmente applicate e gli eventuali aumenti per concorso di reati; errori o opacità rilevabili in Cassazione comportano rinvio per nuovo giudizio sulla quantificazione della pena
- In materia di estradizione vige il principio di specialità "attenuato": gli Stati possono processare per reati anteriori e diversi, salvo che la persona consegnata sia privata della libertà personale durante o in conseguenza del procedimento senza il consenso dello Stato che ha ceduto la persona; tuttavia la parte che invoca la specialità deve allegare e documentare i presupposti perché l'eccezione sia valutata
- Le doglianze circa la violazione del principio di specialità o l'applicabilità di norme procedurali (es. art. 721 c.p.p.) devono essere specifiche e corredate da elementi probatori o di fatto; censure generiche e prive di allegazioni spesso sono dichiarate inammissibili
- La Cassazione può limitare il proprio intervento all'annullamento parziale (p.es. solo sul trattamento sanzionatorio) e disporre il rinvio a altra sezione per la correzione del vizio emerso, lasciando ferme le statuizioni non toccate dall'annullamento
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