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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20310/2025 del 30/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha rigettato il suo reclamo avverso il trattenimento di una missiva inviata a Vastarelli Gennaro, sostenendo insufficienza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione rispetto ai presupposti di cui all'art. 18 ter ord. pen.: in particolare ha contestato la mancata considerazione del rapporto di parentela con il destinatario e l'omessa valutazione delle argomentazioni difensive atte a spiegare il senso della lettera.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza dei motivi. Ha ritenuto legittima la valutazione di merito secondo cui alcuni passaggi della missiva risultavano criptici, irrazionali e disancorati dalla realtà, elementi sufficienti a far ragionevole dubbio circa il contenuto effettivo della corrispondenza ai sensi dell'art. 18 ter ord. pen. Il ricorso è stato considerato una mera alternativa interpretativa non capace di scalfire la motivazione impugnata; è stata inoltre esclusa l'esistenza di un rapporto di parentela stretto tra Riccio e Vastarelli (Vastarelli era il primo marito di una cugina del Riccio). Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 41-bis ord. pen.

    Il regime differenziato incide sul controllo della corrispondenza; la connotazione di pericolosità correlata all'applicazione o proroga del regime giustifica particolari cautele nel trattamento della corrispondenza.

  • art. 18 ter ord. pen.

    Consente il trattenimento della corrispondenza quando elementi concreti facciano ragionevolmente dubitare che il contenuto effettivo non corrisponda a quanto appare dalla semplice lettura e che il detenuto intenda trasmettere messaggi idonei a compromettere esigenze di prevenzione indicate dalla norma.

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente, applicata qui anche con l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende per ricorso ritenuto infondato e non scevro da profili di colpa.

  • Corte Cost. n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione ai profili di colpa nell'instaurazione di impugnazioni infondate e alla legittimità della sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata (Sez. I n. 9689/2014; Sez.1 n. 51187/2018)

    Conferma l'orientamento secondo cui non è necessario provare nell'immediato istigazione a reati o messaggi espliciti: è sufficiente che elementi concreti inducano a dubitare del senso apparente della missiva per legittimare il trattenimento o il non inoltro.

Massime di principio

  • Per i detenuti sottoposti al regime 41-bis, il controllo e il trattenimento della corrispondenza possono fondarsi su elementi che sollevano dubbi ragionevoli sul significato effettivo della missiva, senza necessità di prova di un'esplicita istigazione a reati.
  • Frasi criptiche, irrazionali o disancorate dalla realtà nella corrispondenza possono giustificare il trattenimento della lettera se tali elementi rendono plausibile un contenuto diverso da quello apparente.
  • Il grado di parentela tra mittente e destinatario può essere valutato come elemento attenuante, ma va provato concretamente: relazioni distanti o indirette non escludono l'applicabilità delle misure cautelari sulla corrispondenza.
  • La Corte di legittimità non sostituisce agevolmente la valutazione di merito quando la decisione impugnata risulti logicamente fondata; i ricorsi che propongono solo un'interpretazione alternativa, senza dimostrare errori logici o giuridici, sono spesso inammissibili.
  • Ricorsi ritenuti manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e sanzioni a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., specie se emergono profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione.

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