Cassazione Civile, Sentenza n. 18069/2023 del 23/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto che aveva accolto i ricorsi della Fly contro avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA (anni 2007-2009) e relativi atti sanzionatori. L'Agenzia aveva ritenuto i costi indeducibili e l'IVA indebitamente detratta perché le operazioni sarebbero state oggettivamente e/o soggettivamente inesistenti, inserite in un meccanismo fraudolento (uso indebito di deposito fiscale e frode carosello) con l'intervento di società 'cartiere' (tra cui Trade Import Export, Globo Pellami, Vesta, e altre). La CTR aveva ritenuto provate le operazioni materiali (documenti di trasporto, pesature, successive vendite) e non dimostrata la consapevolezza della Fly circa eventuali frodi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e ha confermato la decisione della CTR. Ha ritenuto inammissibili i motivi di ricorso che, nei fatti, chiedevano un nuovo apprezzamento delle prove e ha richiamato i principi consolidati sul riparto dell'onere probatorio nelle ipotesi di fatture soggettivamente inesistenti: l'Amministrazione deve provare non solo la fittizietà del fornitore, ma anche la conoscenza o conoscibilità, da parte del destinatario, della partecipazione alla frode; solo dopo che ciò è dimostrato grava sul contribuente l'onere di provare di aver usato la massima diligenza esigibile. La Corte ha inoltre ritenuto che la CTR abbia motivato sufficientemente sulla deducibilità dei costi, avendo constatato l'effettiva sussistenza delle operazioni anche in base alle successive vendite. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e l'Agenzia condannata al pagamento delle spese.
Norme richiamate
d.P.R. n. 633 del 1972, art. 19, comma 1
art. 19, comma 1 d.P.R. 633/1972
Riferito al diritto alla detrazione dell'IVA: la Corte ha richiamato che il diritto alla detrazione può essere escluso se l'operazione è soggettivamente inesistente, ma l'Amministrazione deve provare la natura fittizia del fornitore e la conoscenza della frode da parte del cessionario
TUIR, art. 109, comma 1
Riferito alla deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette: la Corte osserva che, se le operazioni risultano materialmente sussistenti, la deducibilità può essere riconosciuta; l'accertamento dell'Amministrazione deve dimostrare l'inesistenza soggettiva e la conoscenza della frode
Codice civile, art. 2697
Principio sull'onere della prova: la Corte ricorda che l'Amministrazione ha l'onere di dimostrare gli elementi di fatto costitutivi della pretesa (anche in via presuntiva se necessario)
Codice civile, art. 2729 (citato nel testo come 272 9)
art. 2729 cod. civ. (citato)
Norma richiamata nel motivo di ricorso in relazione a presunzioni e oneri probatori; la Corte valuta che la CTR ha correttamente applicato i criteri probatori senza errori di diritto
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3
art. 360, comma 1, n. 3 cod. proc. civ.
Ground di cassazione invocato per violazione di norme sul processo e sulla decisione impugnata; la Corte ha ritenuto i motivi inammissibili perché richiedevano un riesame del merito e non dimostravano un vizio di diritto
d.lgs. n. 546 del 1992, art. 36
Richiamato nel motivo relativo alla motivazione della sentenza di merito sulla deducibilità dei costi; la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della CTR
d.l. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8-bis, conv. L. n. 176/2020
art. 23, comma 8-bis d.l. 137/2020 conv. L. 176/2020
Richiamato solo in relazione alla modalità di svolgimento dell'udienza pubblica (modalità telematica/struttura procedurale durante la pandemia)
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione contesta fatture soggettivamente inesistenti in una presunta frode carosello, deve provare sia la fittizietà del fornitore sia, anche in via presuntiva, che il destinatario era a conoscenza o avrebbe dovuto essere a conoscenza della frode (criterio della ordinaria diligenza in rapporto alla qualifica professionale).
- La prova dell'Amministrazione non si esaurisce con le dichiarazioni confessionali rese da terzi; la documentazione probatoria prodotta dal contribuente (documenti di trasporto, pesature, documentazione di rivendita) può efficacemente confutare l'allegazione di inesistenza delle operazioni.
- Se l'Amministrazione assolve al proprio onere probatorio in ordine alla fittizietà e alla conoscibilità della frode, allora grava sul contribuente dimostrare di aver adottato la diligenza massima esigibile per non essere coinvolto; in mancanza di tale prova, può essere escluso il diritto alla detrazione dell'IVA e la deducibilità dei costi.
- La regolarità contabile e dei pagamenti da sola non è decisiva per escludere responsabilità fiscale, ma può concorrere, se integrata da altri elementi documentali, a dimostrare l'operatività delle cessioni.
- In sede di Cassazione non è consentito chiedere un riesame libero del merito dei fatti: le censure che si limitano a proporre diversa valutazione delle prove di merito sono inammissibili se non viene dimostrata la violazione di norme di diritto nella motivazione.
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