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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16266/2026 del 05/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso riguarda la condanna per bancarotta fraudolenta documentale (capo 2) e la riqualificazione in bancarotta preferenziale di pagamenti a una società riconducibile all'imputato (capo 3). Le censure del ricorrente chiedevano l'annullamento per carenza di motivazione e violazione di legge in relazione all'elemento materiale (se le false annotazioni di bilancio avessero reso impossibile o solo difficoltosa la ricostruzione patrimoniale) e all'elemento soggettivo (consapevolezza e dolo specifico) per entrambi i capi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha annullato la sentenza della Corte di appello limitatamente al capo 2 (bancarotta fraudolenta documentale) e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia per nuovo esame, rilevando carenze di chiarezza e motivazione circa le condotte contestate e l'elemento soggettivo. Ha invece rigettato il ricorso per il capo 3 (bancarotta preferenziale), confermando la responsabilità per i pagamenti preferenziali verso la Magik World srl e la relativa condanna.

Norme richiamate

  • art. 216 R.D. 16 marzo 1942 n. 267 (legge fallimentare)

    Norma richiamata in relazione alla bancarotta fraudolenta documentale: la Corte ha esaminato l'elemento materiale e soggettivo della fattispecie prevista da tale articolo, richiedendo motivazione chiara su come le scritture siano state tenute in modo infedele e sul dolo.

  • art. 223, comma secondo, n.1 R.D. 16 marzo 1942 n. 267

    Riferimento per distinguere la bancarotta fraudolenta impropria (falso in bilancio seguito da fallimento) dalla bancarotta documentale; la sentenza ricorda la distinzione tra le due fattispecie.

  • art. 2621 cod. civ.

    Norma del falso in bilancio civile, distinta dalla materia fallimentare; utilizzata dalla Corte per chiarire che il delitto di bancarotta documentale è diverso dal falso in bilancio previsto dal codice civile.

  • art. 159 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla prescrizione: la Corte chiarisce che la fattispecie di bancarotta preferenziale non è prescritta alla data di valutazione alla luce delle modifiche normative intervenute e della disciplina sulla sospensione della prescrizione.

  • Legge 23 giugno 2017, n. 103

    Citata per spiegare la disciplina della sospensione del corso della prescrizione (art. 159 cod. pen.) applicabile ai reati commessi nel periodo di vigenza della legge.

  • Legge 9 gennaio 2019, n. 3

    Richiamata a titolo di contesto normativa per osservazioni sulla non abrogazione retroattiva della disciplina sulla sospensione della prescrizione.

  • Legge 27 novembre 2021, n. 134

    Menzi onata nel discorso sulla evoluzione normativa relativa alla sospensione della prescrizione e alla sua applicabilità.

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra bancarotta fraudolenta documentale (falsità nelle scritture), falso in bilancio civile (art. 2621 c.c.) e bancarotta fraudolenta impropria (falso in bilancio seguito da fallimento): le fattispecie hanno oggetti giuridici e profili probatori diversi.
  • Nel reato di bancarotta fraudolenta documentale, non è necessario che le false annotazioni rendano la ricostruzione patrimoniale impossibile: è sufficiente che abbiano ostacolato gli accertamenti, anche se la difficoltà fosse superabile con particolare diligenza.
  • La condanna per bancarotta documentale richiede una motivazione dettagliata circa le concrete condotte di infedele tenuta delle scritture e l'elemento soggettivo (consapevolezza e volontà); la carenza di tale specificazione può determinare l'annullamento e il rinvio.
  • Per la bancarotta preferenziale occorre provare il dolo specifico, ossia la volontà di favorire un determinato creditore (o sé stessi) e l'accettazione del danno per gli altri creditori; indici come pagamenti sistematici a una società dell'imputato sono elementi forti di prova.
  • La Cassazione può limitare l'annullamento solo alle parti difettose della motivazione, confermando le statuizioni resilienti se adeguatamente motivate; in casi misti è possibile accoglimento parziale del ricorso con rinvio per nuovo esame.

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