Sentenza del 21/02/2017 n. 720 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento, liquidazione e controlli - Irpef - Prove.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la prova della capacità contributiva e della provenienza delle somme utilizzate per sostenere spese rilevanti o effettuare incrementi patrimoniali, ai sensi dell'art. 38 del D.P.R. n. 600 del 1973. Il contribuente aveva invocato una generica disponibilità economica quale giustificazione della spesa. Secondo il principio richiamato, tale giustificazione non è sufficiente quando la disponibilità indicata è soltanto ordinaria o relativamente contenuta rispetto all'entità della spesa, oppure quando il reddito dichiarato è pari a zero. In tali ipotesi occorre dimostrare concretamente che la spesa sia stata sostenuta con redditi esenti, effettivamente entrati nella disponibilità del contribuente e specificamente impiegati per l'acquisto o l'incremento patrimoniale.
La decisione
La generica allegazione della disponibilità economica è stata ritenuta inidonea a superare la presunzione derivante dalla spesa sostenuta. Il contribuente avrebbe dovuto fornire una prova analitica della provenienza delle somme, della loro effettiva disponibilità e del loro collegamento specifico con l'acquisto o l'incremento patrimoniale. L'accertamento è quindi risultato confermato, secondo il principio affermato dalla giurisprudenza di legittimità.
Norme richiamate
Art. 38 del D.P.R. n. 600 del 1973
La norma consente l'accertamento sintetico del reddito sulla base della capacità di spesa e degli incrementi patrimoniali. Il contribuente può fornire prova contraria, ma deve dimostrare in modo concreto la provenienza delle somme utilizzate e il loro specifico impiego per sostenere la spesa contestata.
Corte di Cassazione, sentenza n. 6813 del 2009
La prova liberatoria non può consistere nella mera dimostrazione dell'esistenza di una generica disponibilità economica; occorre provare che le somme, anche se derivanti da redditi esenti, siano effettivamente entrate nella disponibilità del contribuente e siano state utilizzate proprio per la spesa oggetto dell'accertamento.
Corte di Cassazione, sentenza n. 27545 del 2011
Conferma il rigore della prova contraria richiesta al contribuente nell'accertamento sintetico fondato su spese o incrementi patrimoniali.
Corte di Cassazione, sentenza n. 4138 del 2013
Conferma che la giustificazione della spesa deve essere concreta, specifica e coerente con l'entità dell'esborso, non potendo fondarsi su affermazioni generiche.
Corte di Cassazione, ordinanza n. 1455 del 2016
Ribadisce la necessità di una prova puntuale della provenienza delle somme e del loro effettivo utilizzo per l'investimento o la spesa contestata.
Massime di principio
- In presenza di un accertamento sintetico basato su spese rilevanti o incrementi patrimoniali, non è sufficiente dimostrare di avere, in termini generici, una certa disponibilità economica.
- La prova contraria deve documentare la provenienza delle somme, la loro effettiva disponibilità e il collegamento specifico tra quelle somme e la spesa contestata.
- Quando il reddito dichiarato è pari a zero, o è manifestamente sproporzionato rispetto alla capacità di spesa, il contribuente deve fornire una spiegazione particolarmente rigorosa e documentata.
- La disponibilità di redditi esenti, risparmi o altre risorse non dimostra automaticamente che tali somme siano state utilizzate per l'acquisto: occorrono elementi temporali e finanziari coerenti, come movimentazioni bancarie, atti di provenienza e tracciabilità dei pagamenti.
- La valutazione deve considerare la proporzione tra reddito dichiarato, risorse disponibili e spesa sostenuta; quanto maggiore è lo squilibrio, tanto più specifica deve essere la prova liberatoria.
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