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Sentenza

Sentenza del 30/10/2017 n. 536 - Comm. Trib. Reg. per le Marche

Sono insindacabili le scelte organizzative del professionista

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate contestava al professionista la deduzione di costi per euro 38.123,96 relativi a due contratti di servizi per ufficio stipulati con società di cui egli era socio, ritenendo che tali contratti costituissero un'operazione abusiva finalizzata a dedurre indirettamente costi di leasing o di immobili che il professionista non avrebbe potuto dedurre direttamente. Contestava inoltre ulteriori costi per euro 10.000,00, la relativa IVA e l'omessa applicazione dell'IRAP, sostenendo che le fatture fossero generiche, i costi antieconomici e la struttura organizzativa idonea a integrare il presupposto dell'autonoma organizzazione. Il contribuente sosteneva invece che i contratti riguardassero una pluralità effettiva di servizi — locali, utenze, arredi, pulizie, strumenti informatici, banche dati, servizi telefonici e organizzativi — acquistati a un costo complessivamente inferiore a quello di mercato e utili allo svolgimento della professione.

La decisione

La Commissione ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e accolto l'appello incidentale del contribuente. Ha escluso l'abuso del diritto perché l'operazione non era spiegabile soltanto con il risparmio fiscale: il contribuente aveva dimostrato ragioni economiche concrete e concorrenti, consistenti nell'acquisizione di una piattaforma integrata di servizi professionali a condizioni convenienti. Ha inoltre ritenuto deducibili i costi per l'elaborazione dati e gli altri servizi, nonché detraibile la relativa IVA, poiché documentati, certi e inerenti, rilevando che la valutazione di convenienza economica spetta al contribuente. Ha escluso anche l'assoggettamento a IRAP, non essendo stata provata una struttura organizzativa eccedente il minimo indispensabile e concretamente potenziatrice dell'attività professionale. L'avviso di accertamento è stato annullato integralmente; le spese processuali sono state compensate.

Norme richiamate

  • Principio dell'abuso del diritto in materia tributaria

    Integra gli estremi del comportamento abusivo quell'operazione economica che ... ponga quale elemento predominante e assorbente della transazione lo scopo di ottenere vantaggi fiscali ...; il divieto di comportamenti abusivi non vale se quelle operazioni possano spiegarsi altrimenti che con il mero conseguimento di risparmi d'imposta.

    L'Amministrazione deve provare che il vantaggio fiscale sia lo scopo predominante dell'operazione e che gli schemi negoziali siano irragionevoli secondo la normale logica di mercato. Il contribuente può escludere l'abuso dimostrando ragioni economiche reali, alternative o concorrenti, anche se l'operazione produce anche un risparmio fiscale.

  • Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 24823/2015

    Il diritto nazionale, allo stato della legislazione, non pone in capo all'Amministrazione fiscale ... un generalizzato obbligo di contraddittorio endoprocedimentale, comportante, in caso di violazione, l'invalidità dell'atto.

    In assenza di una specifica previsione normativa, la mancata instaurazione del contraddittorio prima dell'accertamento non determina automaticamente la nullità dell'atto tributario.

  • Art. 21 del DPR 633/1972

    L'eventuale incompletezza formale della fattura non impedisce necessariamente la deduzione del costo se l'esistenza, la certezza e l'inerenza della prestazione risultano dimostrabili attraverso altri elementi.

  • Principio di inerenza dei costi

    Inerente è tutto ciò che sul piano dei costi e delle spese appartiene alla sfera dell'impresa, in quanto sostenuto nell'intento di fornire a quest'ultima un'utilità, anche in modo indiretto.

    Un costo è inerente quando presenta un collegamento funzionale, anche indiretto, con l'attività produttiva del reddito; non è necessario che sia indispensabile o che il contribuente non possa svolgere personalmente la prestazione.

  • IRAP e autonoma organizzazione

    È necessario verificare se la prestazione lavorativa sia effettivamente idonea ad integrare ... un contesto organizzativo esterno ... oppure costituisca un mero ausilio di tale attività.

    Per assoggettare a IRAP il professionista occorre una verifica concreta: la struttura deve costituire un elemento potenziatore e aggiuntivo rispetto all'attività personale, eccedente il minimo indispensabile secondo la normale prassi. La mera disponibilità di servizi, beni o strumenti non basta automaticamente.

  • Cassazione n. 6502/2000

    Compete solo all'imprenditore di valutare gli atti diretti a porre le premesse indispensabili per lo svolgimento o il rafforzamento di una data attività imprenditoriale.

    Il giudice tributario o l'Amministrazione non possono sostituire la propria valutazione di convenienza a quella del contribuente, salvo che emergano elementi concreti di inesistenza, estraneità all'attività o artificiosità dell'operazione.

Massime di principio

  • Il risparmio fiscale, da solo, non rende abusiva un'operazione: l'abuso sussiste quando il vantaggio fiscale è predominante e non vi sono valide ragioni economiche ulteriori.
  • Nei rapporti tra professionista e società collegate è essenziale documentare analiticamente i servizi effettivamente prestati, le condizioni contrattuali, i pagamenti e la convenienza rispetto ai prezzi di mercato.
  • La deducibilità di un costo non richiede che la spesa sia indispensabile né che il professionista non possa svolgere personalmente l'attività; sono decisivi l'effettività, la certezza, la documentazione e l'inerenza.
  • L'Amministrazione non può disconoscere un costo soltanto perché lo considera antieconomico o perché il contribuente avrebbe potuto organizzarsi diversamente, a meno che l'antieconomicità sia indice concreto di simulazione o inesistenza.
  • La disponibilità di una pluralità di servizi e beni strumentali non determina automaticamente l'assoggettamento a IRAP: occorre provare che l'organizzazione ecceda il minimo indispensabile e incrementi concretamente la capacità produttiva del professionista.
  • In caso di contestazione per abuso del diritto, l'Amministrazione deve provare il disegno elusivo e l'assenza di una normale giustificazione economica; il contribuente deve allegare e dimostrare le ragioni economiche dell'operazione.

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