L.R. Sicilia 10/2014
Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge siciliana disciplina prevenzione, censimento, bonifica e smaltimento dell’amianto, istituisce un Ufficio amianto regionale e un centro di riferimento sanitario, prevede registri, monitoraggio, informazione, contributi ai comuni e un impianto regionale di trasformazione. Molti obblighi e adempimenti erano legati ai primi anni di applicazione (2014-2017) e alle relative scadenze.
Tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto
Tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto
La legge della Regione Siciliana definisce un sistema organico di prevenzione, censimento, bonifica, smaltimento e assistenza sanitaria per ridurre i rischi derivanti dall’esposizione all’amianto nel territorio regionale. Il provvedimento si coordina con la normativa statale e con il Piano nazionale amianto 2013, e introduce strutture, registri, obblighi di comunicazione e strumenti finanziari per l’attuazione degli interventi.
Finalità e obiettivi generali
La Regione persegue la salvaguardia della salute dei cittadini e il risanamento ambientale dalle fibre di amianto, puntando su prevenzione primaria e secondaria. Gli obiettivi comprendono la tutela nei luoghi di vita e di lavoro, la mappatura e bonifica dei siti contaminati, il sostegno ai soggetti malati, la ricerca scientifica, la promozione di iniziative informative ed educative e l’eliminazione dei fattori di rischio da amianto in tutto il territorio regionale.
Ufficio amianto regionale e coordinamento amministrativo
Presso il Dipartimento regionale della protezione civile è istituito l’Ufficio amianto, con compiti di coordinamento tra amministrazioni regionali, ARPA, aziende sanitarie ed enti locali, oltre che di impulso all’uso delle risorse economiche vincolate in materia. L’Ufficio deve inoltre:
- completare entro 24 mesi il censimento e la mappatura dell’amianto nel territorio regionale, tenendo conto del grado di pericolosità;
- perseguire entro tre anni la rimozione totale dei manufatti in cemento amianto, con conferimento presso l’impianto regionale di trasformazione.
Il Presidente della Regione nomina entro 30 giorni i componenti dell’Ufficio, fino a un massimo di 12, e individua un dirigente coordinatore tenuto a riferire semestralmente al Presidente e alle Commissioni legislative competenti. Per lo svolgimento delle attività l’Ufficio si avvale di personale amministrativo e locali individuati dalla Presidenza. È soppressa la precedente Commissione regionale amianto.
Pianificazione regionale e piani comunali amianto
Entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge deve essere ridefinito e aggiornato il Piano regionale di protezione dell’ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica, con validità quinquennale e approvazione tramite decreto del Presidente della Regione, previo parere delle Commissioni legislative. Entro 60 giorni dall’emanazione del nuovo Piano regionale vanno definite e notificate le linee guida per i piani comunali amianto. I comuni devono:
- adottare il proprio piano entro tre mesi dalla comunicazione delle linee guida;
- trasmetterlo all’Ufficio amianto entro 30 giorni dall’adozione;
- rendicontare annualmente i risultati.
Il mancato rispetto dei termini comporta una riduzione delle risorse assegnate ai comuni in materia di amianto, in misura stabilita dall’Ufficio, comunque non inferiore al 40% di quelle spettanti.
Informazione pubblica, dati e criteri di premialità
La legge prevede un portale informativo nel sito della Presidenza della Regione, da realizzare entro 60 giorni, con diffusione prioritaria in scuole, ospedali, porti, aeroporti, caserme e imprese pubbliche e private. Il portale deve trattare prescrizioni, obblighi, sanzioni, pericolosità dell’amianto, procedure di rimozione e misure di tutela sanitaria. Entro 180 giorni l’Assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilità definisce i criteri di premialità per enti pubblici e soggetti privati che adottano interventi utili alla prevenzione, individuazione e risanamento dell’amianto.
Monitoraggio del rischio, registri e obblighi di comunicazione
Il Dipartimento regionale per le attività sanitarie e l’Osservatorio epidemiologico coordinano la raccolta trimestrale dei dati sui soggetti esposti ed ex esposti e redigono un report annuale sul fenomeno patologico correlato all’amianto. Presso l’Ufficio amianto è istituito il Registro pubblico degli edifici, impianti, mezzi di trasporto e siti con presenza certa o contaminazione da amianto, con indicazione di tipo, quantità, conservazione, rischio sanitario e priorità di bonifica. Vi confluiscono i dati di Dipartimento acqua e rifiuti, ARPA, ASP, enti locali e dei centri di stoccaggio/deposito.
Sono previsti obblighi di comunicazione entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge per:
- proprietari pubblici e privati di siti, edifici, impianti, mezzi, manufatti e materiali contenenti amianto;
- soggetti imprenditoriali che svolgono attività di bonifica e smaltimento.
Se l’amianto è deteriorato e costituisce grave rischio per la salute pubblica, il proprietario deve intervenire con urgenza secondo il decreto ministeriale 6 settembre 1994. La violazione degli obblighi comporta le sanzioni previste dalla legge n. 257/1992.
I comuni possono agevolare il censimento inviando alle famiglie e alle imprese un modulo da restituire entro 30 giorni; il modulo può essere compilato anche online. Restano inoltre fermi l’obbligo di segnalazione dei medici al registro mesoteliomi e all’autorità giudiziaria e l’istituzione, presso l’Assessorato famiglia, del Registro dei lavoratori esposti, utile per il rilascio della certificazione di esposizione.
Riunione regionale sull’amianto e valutazione periodica
Con cadenza semestrale l’Ufficio amianto promuove una riunione regionale sull’amianto con gli assessori competenti, per verificare lo stato di attuazione della normativa, l’andamento epidemiologico, il censimento, la bonifica, lo smaltimento e l’informazione sui rischi. La relazione finale è trasmessa all’INAIL regionale e alle Commissioni legislative, che possono formulare indirizzi programmatici. Anche questa attività non deve comportare nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.
Sostegno ai pazienti e al personale esposto
Le ASP devono adottare interventi di sostegno terapeutico e psicologico per i soggetti colpiti da patologie correlate all’amianto. Per l’esercizio finanziario 2014 sono previste misure di sostegno economico, stabilite dalla Giunta regionale, per contribuire alle spese sanitarie e socio-assistenziali sostenute da pazienti esposti ed ex esposti residenti in Sicilia nel periodo tra la domanda di riconoscimento della malattia professionale e il suo accoglimento, purché iscritti nei registri regionali previsti. L’Assessore alla salute definisce anche le condizioni per l’esenzione dalla compartecipazione al costo delle prestazioni sanitarie.
Centro di riferimento regionale e attività diagnostico-terapeutiche
Presso l’Ospedale E. Muscatello di Augusta è istituito il Centro di riferimento regionale per la cura e la diagnosi, anche precoce, delle patologie da amianto, con l’obiettivo di ridurre la mobilità sanitaria extraregionale. L’ASP di Siracusa è autorizzata a fornire il supporto tecnologico necessario e a rimodulare la pianta organica, invarianza di oneri per l’Azienda.
Laboratori e tariffario regionale
I laboratori pubblici e privati che effettuano analisi sull’amianto devono possedere i requisiti previsti dalla normativa statale e comunitaria, inclusa l’abilitazione/accreditamento dell’ente certificatore riconosciuto dallo Stato, e rispettare i programmi di controllo qualità previsti dalla normativa tecnica. Entro 90 giorni l’Assessore per il territorio e l’ambiente definisce il tariffario regionale amianto per le attività dei laboratori.
Bonifica, contributi ai comuni e impianto regionale di trasformazione
Entro 30 giorni dall’adozione del Piano regionale l’Assessore all’energia deve emanare un bando per contributi ai comuni, singoli o associati, finalizzati alla rimozione, trasporto, stoccaggio e conferimento dei manufatti in amianto all’impianto di trasformazione. L’Assessore all’energia definisce inoltre, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, i requisiti per autorizzare la realizzazione di un impianto regionale di trasformazione dell’amianto in sostanza inerte, da attivare prioritariamente in un’area a rischio ambientale e a servizio di tutto il territorio regionale. L’impianto deve essere realizzato entro due anni.
Programmi di prevenzione, sorveglianza e informazione
L’Ufficio amianto, con ASP, università siciliane, medici di medicina generale e INAIL, predispone programmi pluriennali di prevenzione e definisce entro 90 giorni il protocollo sanitario regionale standardizzato per gli accertamenti. L’Assessorato alla salute deve inoltre:
- emanare programmi di intervento e sorveglianza periodica per soggetti esposti o ex esposti e per i territori a maggiore presenza di amianto, citando in particolare Priolo, Biancavilla, San Filippo del Mela, Milazzo e Gela;
- predisporre un piano biennale di informazione alla popolazione sulle patologie asbesto correlate, sulla normativa e sugli obblighi, anche tramite programmi radiotelevisivi e inserti gratuiti diffusi in Sicilia.
Ruolo delle associazioni
Le associazioni di volontari contro l’amianto e le associazioni di vittime dell’amianto con personalità giuridica e iscritte nel registro regionale delle ONLUS sono valorizzate come soggetti collaborativi. Possono partecipare gratuitamente alle attività di comuni, ARPA e ASP in materia di amianto, senza oneri per la Regione.
Vigilanza, sanzioni e destinazione delle entrate
La vigilanza sugli adempimenti della legge è affidata all’Ufficio amianto, in coordinamento con ARPA, ASP e polizia municipale. Le sanzioni amministrative riscosse e le economie derivanti dalle decurtazioni confluiscono in un fondo destinato al finanziamento della rimozione e dello smaltimento dell’amianto, con priorità per i manufatti di competenza degli enti locali. Sono inoltre richiamate, nelle note, specifiche decurtazioni retributive per uffici comunali in caso di ritardi o negligenze e per strutture sanitarie provinciali in caso di mancato monitoraggio, ma tali disposizioni risultano riportate come norme impugnate.
Clausola valutativa e copertura finanziaria
Ogni due anni, entro il 30 aprile, l’Ufficio amianto trasmette una relazione pubblica alle Commissioni legislative, con i costi sostenuti, i risultati ottenuti e le criticità emerse nell’attuazione della legge. Tutti i destinatari o beneficiari degli interventi devono fornire le informazioni necessarie. La legge stanzia risorse specifiche per l’Ufficio amianto, per i contributi ai pazienti nel 2014, per i bandi di bonifica, per i programmi di prevenzione e per l’impianto di trasformazione, facendo ricorso a fondi del bilancio regionale e del P.A.C. Nuove azioni regionali.
Entrata in vigore e attualità della disciplina
La legge entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Tuttavia molte previsioni erano legate a scadenze ravvicinate, a esercizi finanziari 2014-2016 e a termini per l’attuazione di piani, registri, bandi e impianti. Per tali profili, oggi la disciplina conserva rilievo soprattutto come quadro normativo di riferimento, mentre diverse misure operative risultano temporalmente esaurite o comunque non più di immediata applicazione.
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