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Legge

L.R. Piemonte 5/2007

"Celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia".

Normativa regionaleL.R. Piemonte 5/2007Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina le iniziative della Regione Piemonte per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (2011), istituendo il Comitato “Italia 150” e la Consulta regionale, prevedendo interventi sul patrimonio sabaudo, una struttura di supporto e specifici stanziamenti per il 2007-2009. Si tratta di una disciplina legata a un evento ormai concluso e quindi oggi sostanzialmente obsoleta.

Celebrazioni piemontesi per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia in Piemonte

La legge disciplina le iniziative della Regione Piemonte per promuovere e organizzare le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, ricorrente nel 2011. Il provvedimento ha una portata territoriale regionale e si concentra su organismi, interventi culturali e assetti organizzativi finalizzati a quel specifico evento.

Finalità e impostazione generale

La Regione promuove le celebrazioni anche con il concorso di soggetti pubblici e privati e partecipa alla costituzione del Comitato dedicato. L’obiettivo è coordinare le attività celebrative in Piemonte, valorizzando il patrimonio storico e culturale connesso alla formazione dello Stato italiano.

Comitato “Italia 150”: natura, composizione e compiti

Il Comitato “Celebrazioni per il Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia”, abbreviabile in “Italia 150”, è privo di fini di lucro. Possono aderire come enti fondatori, oltre alla Regione, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT, la Camera di commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte Orientale e Università delle Scienze Gastronomiche.

Il Comitato ha il compito di ideare e programmare le celebrazioni secondo la volontà degli enti fondatori. A tal fine può:

  • organizzare e promuovere iniziative, attività, mostre, conferenze, convegni, eventi e itinerari;
  • offrire servizi di accoglienza e visite ai siti interessati;
  • realizzare opere e allestimenti;
  • reperire finanziamenti e sponsorizzazioni;
  • pubblicare materiali editoriali;
  • compiere ogni attività connessa alle finalità istituzionali, anche partecipando ad altri enti;
  • svolgere, su richiesta e finanziamento degli enti fondatori, attività di supporto e promozione per altre ricorrenze e celebrazioni istituzionali degli stessi enti, purché svolte durante la vigenza del Comitato.

Costituzione del Comitato e modifiche statutarie

Per la costituzione del Comitato, il Presidente della Giunta regionale può apportare le modifiche formali necessarie allo statuto allegato alla legge. Le modifiche sostanziali, purché non incidano sulla natura e sulle finalità del Comitato, sono invece approvate con deliberazione del Consiglio regionale.

Programma delle celebrazioni

Entro un anno dalla costituzione, il Comitato deve elaborare il programma delle celebrazioni da sottoporre alla Giunta regionale. La Giunta, acquisito il parere della commissione consiliare competente, approva il programma e ne cura l’attuazione insieme agli altri enti fondatori.

Consulta regionale per le celebrazioni

È istituita la Consulta regionale per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Ne fanno parte i rappresentanti dei comuni e delle province piemontesi interessati da vicende o insediamenti legati alla dinastia sabauda e alla formazione dello Stato italiano, nonché i presidenti, o loro delegati, di associazioni, fondazioni o comitati attivi da almeno dieci anni nella conservazione e valorizzazione del patrimonio e della storia del Piemonte, se la loro attività è attinente alla formazione dello Stato italiano.

La Consulta è presieduta dal Presidente del Consiglio regionale o da un suo delegato e svolge funzioni consultive e propositive per l’attività della Regione e del Comitato. Il Consiglio regionale definisce con propria deliberazione modalità di adesione e funzionamento.

Personale, incarichi e rapporti di lavoro

Il Comitato può avvalersi di personale di supporto agli organi istituzionali previsti dallo statuto. L’impiego di personale può avvenire mediante:

  • contratto a tempo determinato di diritto privato;
  • collaborazioni coordinate e continuative o lavori a progetto;
  • altre forme contrattuali flessibili previste dal codice civile e dalla legislazione sul lavoro subordinato.

Se il personale a tempo determinato proviene da pubbliche amministrazioni, il contratto comporta collocamento in aspettativa senza assegni per tutta la durata del rapporto, con utilità ai fini di quiescenza, previdenza, anzianità e conservazione del posto. Per l’utilizzo a tempo parziale di dipendenti pubblici si applicano le norme sulla seconda attività lavorativa. Il Comitato può inoltre conferire incarichi e consulenze esterne, previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza e nel rispetto delle regole sulle incompatibilità.

Nomine e designazioni negli organi del Comitato

Il personale delle pubbliche amministrazioni può essere nominato o designato negli organi previsti dallo statuto, quando ne ricorrano le condizioni, nel rispetto della disciplina sulle incompatibilità. Per il personale della Regione Piemonte si applicano le regole regionali specifiche in materia.

Il Vice Presidente esecutivo, se dipendente pubblico, può essere collocato in aspettativa senza assegni per la durata della carica, con conservazione del posto e utilità del periodo ai fini previdenziali e di quiescenza. I componenti della Giunta e del Consiglio regionale possono essere nominati o designati negli organi del Comitato anche in deroga alla normativa regionale sulle incompatibilità.

Valorizzazione del patrimonio sabaudo e progetto “La Venaria Reale”

In vista delle celebrazioni del 2011, la Regione, d’intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali, la Città di Venaria Reale e il Comune di Druento, si impegna a completare il recupero e la valorizzazione della Reggia di Venaria Reale, dei Giardini, della Citroniera e della Scuderia Juvarriane, di Villa ai Laghi del Borgo Castello della Mandria e degli altri beni del progetto “La Venaria Reale”, nonché a realizzare gli interventi, anche infrastrutturali, necessari allo sviluppo del progetto.

La Regione provvede inoltre, nel rispetto delle competenze statali in materia di tutela ambientale e anche tramite accordi di programma quadro con il Ministero, al recupero strutturale e funzionale dei beni indicati e degli altri siti di pertinenza sabauda. Può partecipare, secondo le modalità del Codice dei beni culturali, alla costituzione di un ente dotato di personalità giuridica e di autonomia organizzativa e finanziaria per la conservazione, fruizione e valorizzazione di tali beni.

Il Consiglio regionale approva, su proposta della Giunta, un programma pluriennale di opere, interventi e azioni. La Giunta istituisce inoltre una struttura flessibile interassessorile per il supporto all’elaborazione dei documenti programmatici e all’attuazione delle misure previste; al relativo responsabile si applica la disciplina regionale sull’organizzazione degli uffici e sul personale.

Copertura finanziaria

Per l’esercizio 2007 è previsto uno stanziamento complessivo di 200.000 euro, di cui 150.000 euro per spese correnti e 50.000 euro per spese in conto capitale. Per il biennio 2008-2009 sono autorizzati oneri stimati in 200.000 euro per ciascun anno, finanziati secondo le regole contabili regionali richiamate dalla legge.

Decorrenza ed efficacia

La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione. La disciplina è legata alle celebrazioni del 2011 e agli stanziamenti 2007-2009, quindi oggi ha carattere sostanzialmente storico e non operativo.

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