Sentenza del 14/02/2017 n. 559 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
IRES - Concessionaria auto - Imponibile - Ricavi omessi - Vendita auto - Costi di acquisto - Rimanenze finali - Spese pubblicità - Promozione eventi - Illegittimità avviso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La concessionaria ha contestato l'avviso di accertamento IRES con cui l'Amministrazione aveva recuperato a imponibile presunti ricavi omessi derivanti dalla vendita di autovetture, senza considerare i relativi costi di acquisto risultanti dalle rimanenze finali. È stata inoltre contestata la qualificazione delle spese sostenute per eventi e iniziative finalizzati alla promozione e vendita di nuovi veicoli come spese di rappresentanza anziché come spese di pubblicità deducibili.
La decisione
L'accertamento è stato ritenuto illegittimo nella parte in cui l'Amministrazione ha determinato l'imponibile considerando i ricavi omessi senza dedurre i corrispondenti costi di acquisto delle autovetture, desumibili dalle rimanenze finali. Sono state inoltre riconosciute come deducibili le spese sostenute per eventi di intrattenimento e promozione dei nuovi autoveicoli, poiché direttamente collegate alla pubblicità e alla vendita dei prodotti e non meramente finalizzate ad accrescere il prestigio dell'impresa. La contestazione della contribuente è stata quindi accolta.
Norme richiamate
d.P.R. n. 917/1986, art. 109
La determinazione del reddito imponibile deve rispettare i criteri di competenza, certezza e oggettiva determinabilità dei componenti reddituali. Nel caso esaminato, i ricavi imputati dall'Amministrazione dovevano essere considerati insieme ai costi di acquisto dei beni venduti, mentre le spese direttamente rivolte alla promozione dei veicoli potevano essere dedotte come costi pubblicitari.
Cassazione, sentenza n. 5494/2013
La distinzione tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza dipende dalla loro concreta finalità: sono pubblicitarie le spese dirette a promuovere beni o servizi e a stimolare le vendite, mentre sono di rappresentanza quelle volte principalmente ad accrescere il prestigio e l'immagine dell'impresa senza una diretta e immediata correlazione con i ricavi.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione recupera ricavi omessi relativi alla vendita di beni, deve determinare il maggior reddito considerando anche i costi direttamente collegati all'acquisto o alla produzione dei beni venduti; non è corretto tassare il ricavo lordo ignorando tali costi.
- Le rimanenze finali e la relativa movimentazione possono costituire elementi rilevanti per ricostruire i costi di acquisto dei beni venduti e verificare la correttezza della base imponibile.
- Le spese sostenute per eventi, campagne o iniziative che promuovono specifici prodotti e mirano concretamente a incrementare le vendite possono essere qualificate come spese di pubblicità e, se adeguatamente documentate e inerenti, risultare deducibili.
- La qualificazione fiscale di una spesa dipende dalla sua effettiva finalità economica e non soltanto dalla forma dell'evento o dalla sua denominazione: un evento di intrattenimento può essere pubblicitario se è direttamente collegato alla presentazione e commercializzazione dei prodotti.
- In caso di contestazione, il contribuente dovrebbe conservare contratti, fatture, programmi degli eventi, materiali promozionali e ogni documento idoneo a dimostrare il collegamento tra la spesa e la promozione dei prodotti o dei ricavi.
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