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Sentenza

Sentenza del 11/05/2016 n. 9536 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza della C.T.R. Lombardia sostenendo che la definizione agevolata dei ritardati e omessi versamenti prevista dall'art. 9-bis della L. n. 289/2002 si perfeziona soltanto con il pagamento integrale dell'importo dovuto entro i termini di legge, anche quando il pagamento è rateizzato. Il semplice pagamento della prima rata, o di alcune rate, non conserva l'efficacia della dichiarazione integrativa e non impedisce il recupero dell'imposta originaria. Il contribuente ha proposto ricorso incidentale condizionato contestando anche la competenza territoriale dell'ufficio che aveva emesso il provvedimento di diniego, ma tale censura è stata dichiarata inammissibile per la mancata formulazione di un chiaro e pertinente quesito di diritto, richiesto dall'art. 366-bis c.p.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia delle entrate, dichiarato inammissibile il ricorso incidentale condizionato del contribuente, cassato la sentenza della C.T.R. e deciso la causa nel merito rigettando il ricorso originario del contribuente contro il diniego della definizione agevolata. È stato quindi ritenuto legittimo il recupero dell'imposta originaria, poiché il contribuente non aveva completato il pagamento delle rate previste. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    Il condono tributario previsto dalla L. n. 289 del 2002, art. 9-bis ... ai fini del perfezionamento del condono ... è necessario l'integrale pagamento nei termini perentori stabiliti

    La definizione dei ritardati e omessi versamenti ha natura clemenziale e si perfeziona solo con il pagamento integrale dell'importo dovuto nei termini previsti, anche in caso di rateizzazione. Il pagamento della prima rata o di alcune rate non è sufficiente.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    La conservazione di efficacia della dichiarazione integrativa per effetto del pagamento della sola prima rata è espressamente prevista solo per le ipotesi disciplinate dagli artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Il regime previsto per queste forme di sanatoria non può essere automaticamente esteso alla definizione disciplinata dall'art. 9-bis, che richiede il completamento dei pagamenti.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 31, comma 2

    La norma è stata invocata dal contribuente per sostenere l'incompetenza territoriale dell'ufficio, individuando la competenza in base al domicilio fiscale. La Corte non ha esaminato nel merito la questione, dichiarando il motivo inammissibile per difetto del quesito di diritto.

  • Codice di procedura civile, art. 366-bis

    Per i ricorsi soggetti alla disciplina applicabile ratione temporis, la mancata formulazione di un chiaro e pertinente quesito di diritto comporta l'inammissibilità del motivo di ricorso.

  • Codice di procedura civile, art. 384

    Quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può cassare la sentenza impugnata e decidere direttamente la causa nel merito.

Massime di principio

  • Nelle definizioni agevolate o nei condoni tributari occorre distinguere attentamente tra istituti diversi: le regole previste per una specifica forma di sanatoria non si applicano automaticamente alle altre.
  • Quando la legge stabilisce il pagamento integrale entro termini perentori, il mancato versamento anche di una sola rata può impedire il perfezionamento della definizione e consentire all'Amministrazione di recuperare il tributo originario.
  • Il pagamento della prima rata non produce necessariamente effetti conservativi: tale effetto sussiste solo se è espressamente previsto dalla disciplina applicabile.
  • Le contestazioni sulla competenza territoriale dell'ufficio devono essere formulate tempestivamente e nel rispetto dei requisiti processuali, inclusa, quando applicabile, la formulazione di un quesito di diritto chiaro e pertinente.
  • La Corte di cassazione, se la questione è esclusivamente giuridica e non richiede nuovi accertamenti, può decidere direttamente nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.

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