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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 39978/2021 del 14/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'Agenzia contestava la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva escluso l'inclusione delle royalties nel valore in dogana dei giocattoli importati e aveva annullato le sanzioni. I profili di doglianza vertevano in particolare sulla (i) carenza motivazionale della CTR nell'escludere il controllo del licenziante sulla produzione e quindi la riconducibilità delle royalties a "condizione di vendita" ai sensi delle norme doganali; (ii) errata esclusione della maggiore IVA all'importazione nonostante possibile errata determinazione del valore doganale; (iii) esclusione delle sanzioni. L'Agenzia deduceva violazioni di norme del codice doganale e del regolamento di attuazione, del diritto tributario IVA e vizi di motivazione ai sensi dell'art. 360 c.p.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo rilevando una "motivazione apparente" della sentenza impugnata: la CTR aveva affermato apoditticamente l'assenza di controllo del licenziante senza indicare i riscontri probatori e senza spiegare il percorso logico che l'aveva portata a escludere le condizioni previste dagli artt. 157 e 160 del Reg. 2454/1993 (e dall'art. 32 del Reg. 2913/92) per l'aggiunta delle royalties al valore in dogana; la motivazione era parimenti carente quanto alla rilevanza dell'autofatturazione ai fini dell'IVA e al fondamento dell'atto di irrogazione delle sanzioni. Per tali ragioni la Corte ha cassato la sentenza della CTR e ha rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale della Lombardia per un nuovo esame, ponendo le spese del giudizio di legittimità a carico della resistente.

Norme richiamate

  • Regolamento CEE n. 2913/92 (Codice doganale comunitario), art. 32, comma 1, lett. c)

    "...c) i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore è tenuto a pagare, direttamente o indirettamente, come condizione della vendita delle merci da valutare..."

    I corrispettivi e diritti di licenza vanno aggiunti al valore di transazione quando costituiscono condizione di vendita; la Corte richiama questa norma come principio-base per l'inclusione delle royalties nel valore in dogana.

  • Regolamento CEE n. 2454/93 (Disposizioni di attuazione), art. 157, paragrafo 2

    "...si deve aggiungere un corrispettivo o un diritto di licenza al prezzo effettivamente pagato o pagabile soltanto se tale pagamento: - si riferisce alle merci oggetto della valutazione, e - costituisce una condizione di vendita delle merci in causa"

    La Corte conferma che per aggiungere le royalties occorrono tre condizioni cumulative: non incluse nel prezzo, riferite alle merci e costituenti condizione di vendita; la mancanza di motivazione su questi punti giustifica la cassazione.

  • Regolamento CEE n. 2454/93, art. 159

    "(condizioni particolari per il caso di diritti relativi a un marchio di fabbrica)"

    Per i diritti relativi a marchi il regolamento richiede, tra l'altro, che le merci siano commercializzate con il marchio e che l'acquirente non sia libero di ottenere tali merci da altri fornitori; sono criteri specifici per valutare se la royalty è condizione di vendita.

  • Regolamento CEE n. 2454/93, art. 160

    "(il caso in cui l'acquirente paghi un corrispettivo o un diritto di licenza a un terzo: le condizioni si considerano soddisfatte solo se il venditore o una persona ad esso legata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento)"

    Se la royalty è pagata a un terzo, essa va aggiunta al valore solo se il venditore (o una persona a lui legata) richiede il pagamento: la Corte richiede accertamenti probatori su chi richieda il pagamento e sul rapporto tra le parti.

  • Corte di giustizia dell'Unione Europea, causa C-173/15 (GE Healthcare)

    "(la condizione di vendita si verifica se il venditore sarebbe disposto a vendere senza il pagamento della royalty; occorre verificare se chi è legato al venditore eserciti un controllo tale da subordinare l'importazione al versamento)"

    La Corte di cassazione richiama l'interpretazione UE: la nozione di "condizione di vendita" è funzionale e va accertata concretamente verificando la disponibilità del venditore a vendere senza royalty e l'esistenza di un effettivo potere di controllo del titolare dei diritti immateriali.

  • D.P.R. n. 633/1972 (IVA), artt. 67-70

    Richiamate in relazione al trattamento dell'IVA all'importazione: una autofatturazione/ reverse charge interna non elimina l'obbligo di versare l'IVA correlata a un valore doganale eventualmente rettificato; la Corte sollecita che la CTR verifichi la corretta determinazione della base imponibile IVA.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 36 (procedura) e art. 8

    Norme processuali richiamate nel contesto del procedimento tributario; la Corte rileva che la decisione di merito deve essere adeguatamente motivata ai sensi delle norme di rito e del relativo controllo di legittimità.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1 (motivazione e motivi di cassazione)

    La Corte ha applicato il principio secondo cui la carenza o l'apparenza della motivazione può integrare un vizio idoneo alla cassazione: la sentenza impugnata presentava motivazione apparente e insufficiente per comprendere il percorso logico-giuridico.

  • D.P.R. n. 43/1973, art. 303 e D.P.R. n. 633/1972, art. 70 (sanzioni)

    Riferimenti normativi invocati dall'Agenzia in relazione alla contestazione e alle sanzioni: la Corte ha ritenuto che la decisione sulla responsabilità sanzionatoria sia connessa alla verifica della fondatezza dell'obbligazione doganale e dunque richiede un'adeguata motivazione.

Massime di principio

  • Per includere royalties nel valore in dogana occorrono tre condizioni cumulative: (i) le royalties non sono già incluse nel prezzo pagato o da pagare; (ii) si riferiscono alle merci importate; (iii) costituiscono una condizione della vendita di quelle merci (art. 157 par.2 Reg. 2454/93 e art. 32 Reg. 2913/92).
  • Nei casi di diritti relativi a marchi o pagati a terzi, valgono regole specifiche (art. 159 e 160 Reg. 2454/93): verificare se le merci sono commercializzate con il marchio e se il venditore o persona collegata richiede il pagamento della royalty.
  • Il concetto di "controllo" del licenziante va interpretato in senso ampio e fattuale: non occorre solo un controllo formale ma anche poteri di orientamento o condizionamento sulla produzione, prezzo, distribuzione o scelta del produttore (indicatori ricavabili dalle note interpretative e giurisprudenza UE).
  • La valutazione sulla sussistenza della condizione di vendita richiede accertamenti probatori concreti: la motivazione del giudice deve indicare i riscontri fattuali ed il ragionamento logico che conduce alla conclusione; la mancanza di tale motivazione può determinare la cassazione per "motivazione apparente".
  • L'esistenza di una autofatturazione o di meccanismi interne di inversione contabile non esclude, di per sé, l'obbligo di versare l'IVA aggiuntiva derivante da una rettifica del valore doganale: se il valore in dogana è incrementato per le royalties, occorre riconsiderare la base IVA e l'eventuale debito d'imposta.
  • Le sanzioni collegate a violazioni doganali trovano fondamento solo se correttamente accertata l'obbligazione tributaria; pertanto la decisione sulle sanzioni segue logicamente e probatoriamente la decisione sul valore doganale e sull'IVA.

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