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Circolare

Circolare numero 165 del 30-5-1994

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare richiama la precedente n. 133 del 10 giugno 1993 e trasmette la sentenza della Corte Costituzionale n. 115/94. La sentenza, pur qualificata come interpretativa di rigetto, conferma sostanzialmente la validità dell'interpretazione già fornita: gli obblighi previdenziali e assistenziali del lavoro subordinato non si estendono, in linea generale, ai contratti d'opera e di prestazione professionale considerati dalla norma. Resta però fermo che tale esclusione non opera quando, in concreto, il rapporto abbia assunto caratteristiche di subordinazione o quando vi sia contrasto tra il titolo contrattuale e le modalità effettive di svolgimento del rapporto, con possibile diversa qualificazione del rapporto stesso.

Conferma dei criteri interpretativi sulla non estendibilità degli obblighi previdenziali ai contratti d'opera e di prestazione professionale

Conferma interpretativa sui contratti d'opera e di prestazione professionale

La circolare dà conto della sentenza n. 115/94 della Corte Costituzionale, trasmessa in continuità con la circolare n. 133 del 10 giugno 1993. L'intervento conferma l'impostazione interpretativa già adottata dall'Amministrazione in materia di obblighi previdenziali e assistenziali connessi ai rapporti di lavoro non subordinato.

Esito della pronuncia della Corte Costituzionale

La sentenza viene qualificata come sentenza interpretativa di rigetto, ma la circolare ne valorizza il contenuto sostanziale: la norma oggetto di esame è ritenuta volta soltanto a escludere che ai contratti d'opera e di prestazione professionale considerati siano automaticamente estensibili gli obblighi previdenziali e assistenziali previsti per il lavoro subordinato. Ne consegue che l'interpretazione già espressa nella circolare n. 133/93 viene ritenuta confermata.

Limiti applicativi dell'esclusione contributiva

La circolare precisa tuttavia che tale esclusione non opera in modo assoluto. Essa non vale nei casi in cui il rapporto, pur presentandosi formalmente come contratto d'opera o prestazione professionale, abbia in concreto assunto contenuti e modalità di svolgimento propri del lavoro subordinato. In tali ipotesi, la qualificazione formale non è decisiva e il rapporto può essere riqualificato sulla base delle risultanze effettive del rapporto intercorso tra le parti.

Principio di prevalenza della sostanza sul titolo

Il chiarimento centrale è che non basta il nomen iuris attribuito al contratto per sottrarlo agli obblighi tipici del lavoro subordinato. Quando emerge una divergenza tra il contenuto formale del contratto e le modalità reali di esecuzione del rapporto, prevale la valutazione sostanziale del rapporto stesso, con possibili conseguenze anche sul piano previdenziale e assistenziale.

Punti principali

Richiamo alla circolare n. 133/93 e alla sentenza della Corte Costituzionale

La circolare si pone in continuità con la n. 133 del 10 giugno 1993 e comunica il testo della sentenza n. 115/94 della Corte Costituzionale in materia, evidenziando che essa incide sulla medesima interpretazione già fornita in precedenza.

Conferma sostanziale dei criteri interpretativi

Secondo la circolare, la sentenza, pur essendo una sentenza interpretativa di rigetto, conferma nella sostanza la validità dei criteri interpretativi contenuti nella circolare n. 133/93. In particolare, la norma esaminata viene letta come disposizione che esclude l'applicabilità automatica degli obblighi previdenziali e assistenziali del lavoro subordinato ai contratti d'opera e di prestazione professionale in essa considerati.

Limiti dell'esclusione e prevalenza della realtà sostanziale del rapporto

La circolare precisa che l'esclusione degli obblighi previdenziali non vale se il rapporto, pur formalmente qualificato come contratto d'opera o prestazione professionale, abbia in concreto contenuti e modalità tipici del lavoro subordinato. Inoltre, se vi è contrasto tra il contratto e le risultanze del rapporto effettivamente svolto tra le parti, il rapporto può essere oggetto di diversa qualificazione giuridica.

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