Cassazione Penale, Sentenza n. 44240/2024 del 03/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione delle modalità di esecuzione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca di un credito d'imposta ritenuto profitto del reato (ammontare complessivo indicato euro 1.785.502,25). La ricorrente deduce che l'Agenzia delle Entrate, nell'eseguire il decreto di sequestro, ha vincolato crediti presenti nel Cassetto Fiscale relativi ad annualità diverse (anche 2023 e 2024) e non ha operato la misura pro-quota sulle annualità corrispondenti al credito contestato identificabile dal codice tributo 6922. Si censura quindi l'uso improprio del sequestro "per equivalente" in assenza della previa verifica e del sequestro diretto pro-quota dei crediti effettivamente riconducibili al profitto del reato, nonché l'eccesso di vincolo su crediti che sarebbero estranei alla vicenda contestata.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso della società. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Foggia per nuovo giudizio applicando i seguenti principi: 1) l'esecuzione deve partire dall'accertamento nel Cassetto Fiscale dei crediti ricollegabili al reato, identificati per codice tributo e per annualità; 2) va operato il sequestro "diretto" pro-quota sulle annualità in cui i crediti risultano presenti; 3) solo per l'ammontare non più sequestrabile direttamente (crediti già goduti/trascorse annualità) può disporsi il sequestro "per equivalente". La Corte ha rilevato la violazione di legge nelle modalità esecutive che hanno vincolato crediti estranei o eccedenti rispetto al profitto ancora presente nel Cassetto Fiscale e ha disposto il rinvio per l'accertamento e la corretta esecuzione.
Norme richiamate
d.lgs. n. 231/2001 - art. 19
Nei confronti dell'ente e' sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che puo' essere restituita al danneggiato. Sono fatti salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede. Quando non e' possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa puo' avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilita' di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato.
La Corte interpreta l'art. 19 nel senso che la confisca per equivalente e il relativo sequestro possono essere utilizzati solo se non e' possibile eseguire la confisca diretta: prima va tentata l'esecuzione diretta sul profitto identificabile (qui, i crediti d'imposta per annualità).
d.lgs. n. 231/2001 - art. 53
Attribuisce al giudice la possibilità di disporre il sequestro delle cose soggette a confisca a norma dell'art. 19. La Corte ricorda che l'art. 53 rinvia alla disciplina dell'art. 19 e quindi alla corretta sequenza tra sequestro diretto e per equivalente.
codice penale - art. 640, comma 2, n. 1
Configura la fattispecie di truffa aggravata in danno dello Stato; nel caso valutata come reato da cui sarebbe derivato il profitto (credito d'imposta) oggetto di sequestro.
codice penale - art. 640-quater
Norma collegata alla confisca del prezzo o del profitto del reato; utilizzata insieme all'art. 322-ter per legittimare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.
codice procedura penale - art. 322-bis
Disciplina il ricorso di riesame avverso provvedimenti cautelari e le questioni connesse; qui e' la norma procedurale sulla quale si è svolto il giudizio di riesame impugnato.
codice procedura penale - art. 322-ter
Collegata alla materia del sequestro preventivo e alla confisca, richiamata nella motivazione come base normativa per il provvedimento di sequestro.
Codice tributo / pratica amministrativa - codice tributo 6922 (bonus riqualificazione energetica)
Elemento tecnico-fiscale: i crediti d'imposta relativi a interventi di riqualificazione sono identificati nel Cassetto Fiscale con un codice tributo e ripartiti in annualità; la Corte pone rilievo sul fatto che tali crediti vanno individuati e sequestrati pro-quota sulle annualità specifiche prima di ricorrere a misure per equivalente.
Massime di principio
- Quando il profitto del reato consiste in crediti fiscali registrati in un Cassetto Fiscale, l'esecuzione del sequestro deve anzitutto verificare e identificare i crediti per codice tributo e per annualità
- Il sequestro diretto pro-quota sugli specifici crediti annuali è la tecnica prioritaria: solo se una parte del profitto non è sequestrabile direttamente (es. perché già utilizzata) può essere disposto il sequestro per equivalente
- Non è legittimo vincolare crediti estranei alla vicenda contestata o eccedenti rispetto all'ammontare del profitto ancora presente senza aver precedentemente quantificato e sottratto le quote sequestrabili direttamente
- La distinzione tra esistenza del credito e la sua esigibilità è rilevante: anche se non immediatamente esigibile per scadenza, il credito può costituire profitto sequestrabile e va considerato nel calcolo complessivo
- In caso di esecuzione indebita o inaccurata da parte dell'Amministrazione (es. Agenzia delle Entrate), la parte interessata deve impugnare le modalità di esecuzione e chiedere la rettifica (istanza al PM, incidente di esecuzione, riesame e, se necessario, ricorso in Cassazione)
- Nelle esecuzioni su beni immateriali (crediti fiscali) è necessario un calcolo oggettivo: la somma sequestrabile per equivalente è la differenza tra l'importo complessivo richiesto e le quote ancora sequestrabili direttamente nel Cassetto Fiscale
- I diritti di terzi in buona fede devono essere preservati: l'organo esecutivo deve evitare di pregiudicarli vincolando valori non appartenenti all'oggetto del sequestro
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