Cassazione Civile, Sentenza n. 22655/2025 del 05/08/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Opposizione all'esecuzione promossa dalla Polis avverso il precetto intimato da Electa in esecuzione della sentenza n. 1501/2018 della Corte d'appello di Milano. Polis deduceva che il pagamento richiesto doveva gravare esclusivamente sul patrimonio del fondo comune d'investimento Soreo I, nella cui qualità la SGR aveva agito, e non sul patrimonio proprio della società, richiamando la separazione patrimoniale ex art. 36 T.U.F. e la figura del mandato senza rappresentanza (art. 1705 c.c.). Contestava inoltre l'ambiguità del titolo esecutivo e denunciava travisamento della prova e violazione del giudicato derivante da precedenti pronunce di rigetto di istanze di correzione/ revocazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in quanto, nel frattempo, con ordinanza n. 31431/2023 era stata cassata la sentenza che costituiva il titolo esecutivo, determinando la caducazione del titolo. Per effetto di tale declaratoria sono decadute le pronunce dei gradi precedenti non passate in giudicato. In sede di valutazione virtuale della fondatezza delle censure ai fini della regolazione delle spese, la Corte ha ritenuto infondate o virtualmente inammissibili i motivi dedotti e ha condannato la Polis alla refusione delle spese dell'intero giudizio in favore di Electa, liquidate in misura determinata per primo grado, appello e giudizio di legittimità. Ha inoltre escluso l'applicabilità dell'art. 13, comma 1-quater, DPR n. 115/2002.
Norme richiamate
art. 36 d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (T.U.F.)
art. 36 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (T.U.F.)
Norma sulla separazione patrimoniale dei fondi comuni invocata dalla ricorrente per escludere la responsabilità patrimoniale diretta della SGR; la Corte riconosce la rilevanza della regola ma nega che da sola possa valere quando il titolo giudiziale risulti univoco nel condannare la SGR a titolo personale
art. 1705 cod. civ.
Riferimento alla disciplina del mandato senza rappresentanza invocata dalla ricorrente per sostenere l'assenza di responsabilità della SGR; la Corte osserva che la qualificazione come mandato senza rappresentanza dipende dalla prova e dall'effettivo contenuto del titolo e del rapporto negoziale
art. 615 cod. proc. civ.
Norma che disciplina l'opposizione all'esecuzione: il giudice dell'esecuzione valuta il titolo e può interpretarlo unitariamente; la Corte richiama il potere/dovere del giudice dell'esecuzione di interpretare il titolo e di procedere, solo in caso di ambiguità, ad esegesi extratestuale
art. 474 cod. proc. civ.
Norma richiamata rispetto a eventuali nullità della sentenza e alla necessità di valutare travisamento della prova; la Corte ritiene le censure non decisive rispetto al contenuto univoco del titolo
art. 372 cod. proc. civ.
Consente alla Corte di definire il giudizio con declaratoria di cessazione della materia del contendere e di ammettere documenti comprovanti il venir meno della decisione; applicata per dichiarare la cessazione in presenza della caducazione del titolo
artt. 384 e 385 cod. proc. civ.
Norme invocate per la regolazione delle spese processuali in caso di cessazione della materia del contendere e per la liquidazione delle spese medesime sulla base della soccombenza virtuale
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Norma sul contributo unificato prevista in ipotesi di impugnazione; la Corte ha escluso la sua applicabilità alla ricorrente vista la declaratoria di cessazione della materia del contendere
art. 2909 cod. civ.
Richiamato dalla ricorrente in ordine alla presunta vincolatività del giudicato; la Corte ha ritenuto che la pronuncia di revocazione esaminata facesse stato solo sui vizi di revocazione e non sulla riferibilità del rapporto al patrimonio del fondo
Massime di principio
- Se, durante un giudizio di opposizione all'esecuzione basato su un titolo non definitivo, sopravviene la caducazione del titolo per effetto di una pronuncia della stessa autorità, il giudizio va dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere e non deciso nel merito
- Il giudice dell'esecuzione interpreta il titolo per via di lettura unitaria di dispositivo e motivazione; l'interpretazione extratestuale o l'eterointegrazione è ammessa solo se il titolo risulta incerto o ambiguo
- La separazione patrimoniale del fondo ai sensi dell'art. 36 T.U.F. può escludere la responsabilità diretta della SGR, ma ciò richiede prova e non è automaticamente riconosciuto se il titolo giudiziale contiene una condanna espressa a carico della società in proprio
- Decisioni intervenute in procedimenti diversi che danno letture non uniformi del medesimo titolo non sono di per sé sufficiente motivo per ritenere il titolo ambiguo; occorre valutare il contenuto intrinseco del provvedimento che costituisce il titolo
- In caso di cessazione della materia del contendere le spese vengono regolate secondo la soccombenza virtuale, con possibile condanna alle spese anche se il merito non è deciso
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