Cassazione Civile, Sentenza n. 5732/2022 del 22/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia tra confinanti: Rossi ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità di opere realizzate dai vicini (scala a chiocciola esterna e una costruzione in aderenza) e la loro eliminazione perché avrebbero occupato e violato lo spiazzo antistante il suo vano terraneo e non avrebbero rispettato le distanze previste dalla normativa sulle vedute (art. 907 c.c.). I convenuti (De Maio e altri) hanno contestato mostrando titoli di provenienza e la pretesa comproprietà dello spiazzo; in appello gli attori hanno poi proposto appello incidentale su altri profili.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso proposto dai De Maio. È stata confermata la decisione della Corte d'appello che aveva riconosciuto la proprietà esclusiva di Rossi sullo spiazzo ove era stata realizzata la scala e aveva accertato l'illegittimità della scala a chiocciola; la Corte d'appello aveva altresì accolto l'appello incidentale di Rossi riguardo alla preesistenza della veduta e disposto l'arretramento della costruzione fino al rispetto della distanza di 3 metri dalla veduta. La Cassazione ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi di ricorso (contestazioni su diritto reale diverso introdotto solo in cassazione, valutazione dei titoli e valutazione di merito sulle prove testimoniali/CTU) e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese di lite nonché all'eventuale ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa.
Norme richiamate
art. 907 cod. civ.
La Corte applica la disciplina delle distanze dalle vedute: ha ritenuto che la costruzione dei ricorrenti violasse la distanza minima (3 metri) dalla veduta preesistente della Rossi, con conseguente obbligo di adeguamento/arretramento.
art. 902 cod. civ.
Richiamato dai ricorrenti in relazione alla qualificazione dell'apertura (luce vs veduta). La Corte d'appello ha confermato, sulla base della CTU, che l'apertura è una veduta e non una 'luce irregolare', per cui è stata applicata la disciplina delle vedute.
art. 1058 cod. civ.
Evocato nel ricorso per contestare il mancato riconoscimento di un diritto reale: la Corte di legittimità ha escluso la censura perché i ricorrenti in primo e secondo grado avevano eccepito proprietà/comproprietà, mentre in cassazione hanno invece invocato per la prima volta una servitù prediale (diritto reale diverso), deduzione non ammessa in questa sede.
art. 1478 cod. civ.
Richiamato dai ricorrenti in relazione alla qualificazione dei titoli di provenienza; la Corte ha ritenuto infondata la censura, essendo la valutazione dei titoli e della titolarità catastale materia di merito esaminata dalla Corte d'appello.
art. 360 cod. proc. civ.
I ricorrenti hanno fondato i motivi di cassazione sulle lett. n.3 e n.5 (violazione di norme e vizio di motivazione). La Corte ha ritenuto i motivi inammissibili o infondati, confermando l'insindacabilità delle valutazioni di merito e l'impossibilità di introdurre novità in cassazione.
art. 13, comma 1-quater, d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115
La Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte dei ricorrenti di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, quando dovuto.
art. 23, comma 8-bis, d.l. n. 137/2020
Norma emergenziale richiamata per il procedimento: il ricorso è stato trattato in camera di consiglio secondo le deroghe previste durante l'emergenza sanitaria, senza discussione orale perché non richiesta.
art. 7, d.l. n. 105/2021 (conv. in L. n. 126/2021)
Richiamato insieme alle norme emergenziali per le modalità di trattazione della causa (camera di consiglio senza discussione orale).
Massime di principio
- In cassazione non è ammesso introdurre per la prima volta diritti o eccezioni di fatto o di diritto diversi da quelli dedotti nei gradi di merito: nuove qualificazioni (es. chiedere il riconoscimento di una servitù anziché della proprietà) sono inammissibili.
- La qualificazione dell'apertura (veduta vs luce) è determinante: se un'apertura è riconosciuta come veduta si applicano le distanze previste per le vedute (anche obbligo di arretramento), mentre una luce irregolare obbedisce a disciplina diversa; tale qualificazione è valutazione di merito, basata su CTU e prove, e difficilmente sindacabile in cassazione.
- La prova documentale (titoli di provenienza, visure catastali, trascrizioni) è centrale per stabilire diritti reali sull'area; il giudice del merito ha ampia discrezionalità nell'apprezzamento dei titoli e delle prove, e la sua valutazione resta vincolante salvo vizi di motivazione o errori di diritto.
- Le valutazioni sulla attendibilità e sul peso delle testimonianze e della CTU sono riservate al giudice di merito; la Cassazione interviene solo se emerge illogicità manifesta, travisamento dei fatti o violazione di norme.
- In caso di soccombenza, oltre alle spese di lite, il giudice può disporre l'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa quando ne ricorrono i presupposti; durante periodi emergenziali procedurali, la trattazione può avvenire in camera di consiglio senza discussione orale se non richiesta.
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