Cassazione Penale, Sentenza n. 42888/2024 del 25/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna per furto pluriaggravato (artt. 81, 624 e 625 nn.2 e 7 cod. pen.) sollevando due censure: 1) mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis cod. pen.; 2) mancata applicazione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità in luogo della pena detentiva, richiesta in udienza d'appello ma non motivatamente respinta dalla Corte di Appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il motivo relativo all'art. 131-bis (inapplicabile perché il reato contestato è punito con pena detentiva il cui minimo è superiore a due anni). Ha invece ritenuto fondato il motivo sulla mancata applicazione della sanzione sostitutiva: poiché la richiesta di lavoro di pubblica utilità è stata formulata in sede di conclusioni all'udienza di appello (9/10/2023) e la Corte di Appello non ha motivato il rigetto, la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente a tale questione e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello di Bari. Il resto del ricorso è stato rigettato e l'affermazione di responsabilità è dichiarata irrevocabile ai sensi dell'art. 624-bis cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen.
La causa di non punibilità prevista si applica solo ai reati la cui pena detentiva non supera nel minimo i due anni; non è applicabile al furto pluriaggravato il cui minimo edittale è superiore.
artt. 81, 624, 625 nn. 2 e 7 cod. pen.
Qualificano il reato contestato (furto pluriaggravato) e fissano la cornice edittale (reclusione da 3 a 10 anni) che rende inapplicabile l'art. 131-bis.
art. 597, comma 5, cod. proc. pen.
Limita l'intervento d'ufficio del giudice d'appello: il potere di sostituire o modificare aspetti della decisione è circoscritto ai punti specificamente devoluti con i motivi di gravame; tema autonomo come la sostituzione della pena deve essere specificamente proposto.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Introdotto dalla Riforma Cartabia per regolare il subprocedimento sulla sostituzione delle pene detentive brevi; la sua applicazione in appello resta comunque subordinata al rispetto del principio devolutivo (art. 597), quindi non abilita il giudice d'ufficio quando la questione non è stata devoluta.
art. 58 legge n. 689/1981
Riconosce al giudice la possibilità di sostituire pene detentive brevi con sanzioni alternative, ma tale potere è esercitabile nei limiti previsti dalle norme processuali e dal principio devolutivo.
d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 (Riforma Cartabia)
Ha introdotto norme (es. art. 545-bis) sul subprocedimento di sostituzione; tuttavia non ha modificato art. 597 comma 5, per cui non ha eliminato l'obbligo di devoluzione specifica della questione in appello.
art. 624-bis cod. proc. pen.
Usato nel provvedimento per dichiarare l'irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità dell'imputato per le parti non annullate.
Massime di principio
- La causa di non punibilità ex art. 131-bis cod. pen. si applica solo se la pena detentiva minima prevista per il reato è pari o inferiore a due anni; verificare sempre il minimo edittale prima di prospettare l'eccezione.
- In appello il giudice non può sostituire d'ufficio la pena detentiva con sanzioni alternative (lavori di pubblica utilità) se la relativa domanda non è stata specificamente devoluta con i motivi di appello o presentata nei termini processuali previsti; la questione è autonoma rispetto ad altre doglianze sul trattamento sanzionatorio.
- Se la richiesta di sostituzione della pena è formulata in udienza d'appello, il giudice deve esaminarla e motivare il rigetto; l'omessa motivazione comporta vizio della decisione e può determinare annullamento con rinvio.
- L'introduzione di nuovi strumenti processuali (es. art. 545-bis) non elimina il principio devolutivo stabilito dall'art. 597: verificare sempre se e quando una questione può essere sollevata in appello o va costituita nei motivi di gravame.
- Se la Cassazione annulla limitatamente a una questione e rinvia, il giudice di merito dovrà riesaminare e motivare specificamente quel punto; le altre statuizioni possono divenire irrevocabili.
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