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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11029/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che lo aveva ritenuto responsabile del tentativo di furto aggravato (due rasoi elettrici sottratti il 20/04/2021 in un negozio all'interno di un centro commerciale). Il motivo unico è la violazione di norme processuali per la mancata pronuncia di improcedibilità: dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n.150/2022 la fattispecie è divenuta procedibile a querela di parte. Nel fascicolo risultava solo una denuncia presentata dal responsabile del punto vendita, senza espressa istanza di punizione né elementi chiari che la sostituissero; non è stata proposta querela successivamente nei termini. Pertanto manca la condizione di procedibilità per procedere penalmente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato. Ha accertato che il reato è divenuto procedibile a querela in seguito alla modifica normativa e che dal fascicolo non risulta querela né atto equivalente alla querela. Essendo mancata la querela anche successivamente nei termini previsti, la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché l'azione penale non poteva essere proseguita per mancanza della condizione di procedibilità (con richiamo all'irretroattività di sopravvenienze procedibili e alla declaratoria di estinzione prevista dall'art.129 c.p.p.).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 150 del 10/10/2022

    art. 2, comma 1, lett. i) (modifica dell'art. 624 c.p.)

    Ha modificato la procedibilità di talune fattispecie di furto rendendole procedibili a querela di parte; la modifica ha effetto sulle fattispecie commesse anteriormente se sopravvenuta la condizione di procedibilità

  • art. 624 cod. pen. (ultimo comma)

    La formulazione modificata stabilisce che specifiche ipotesi di furto sono procedibili a querela di parte, rendendo dunque necessaria la querela per la procedibilità dell'azione penale

  • art. 625, comma 1, n. 7 cod. pen.

    Norma che qualifica il reato (tentativo di furto aggravato per beni esposti per necessità e consuetudine alla pubblica fede), la qualificazione sostanziale contestata al ricorrente

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Prevede la declaratoria di estinzione del reato quando viene a mancare la condizione di procedibilità che è necessaria per l'azione penale

  • art. 85 (della disciplina richiamata)

    Individua il termine entro il quale, dopo l'entrata in vigore della modifica normativa, può essere proposta la querela successiva; l'assenza di querela entro tale termine impedisce la prosecuzione dell'azione penale

Massime di principio

  • Se una fattispecie diventa procedibile solo a querela in seguito a modifica normativa, la mancanza di querela valida nel fascicolo comporta l'improcedibilità dell'azione penale e l'annullamento della condanna senza rinvio.
  • Una denuncia formale non equivale di per sé a querela: occorre un atto contenente la volontà espressa di perseguire l'autore del reato; in assenza di tale espressione o di elementi chiari che la sostituiscano, non si può ritenere assolta la condizione di procedibilità.
  • Se la querela non è proposta successivamente entro i termini previsti dalla normativa transitoria, la situazione non è sanabile e il giudice deve dichiarare l'estinzione del reato/ex improcedibilità dell'azione penale.
  • La questione di mancata procedibilità per assenza di querela deve essere dedotta tempestivamente (almeno in sede di appello) per essere esaminata in cassazione; se è stata sollevata in sede d'appello può essere valutata dalla Corte di Cassazione e portare all'annullamento senza rinvio.
  • In casi analoghi, l'attenzione difensiva deve concentrarsi sulla verifica formale e sostanziale degli atti della persona offesa (denuncia vs querela) e, se necessario, sull'azione di promuovere la querela nei termini previsti dalla legge dopo modifiche normative.

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