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Legge

L.R. Marche 30/2021

Interventi di valorizzazione delle dimore, ville, castelli, complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore storico-culturale della regione

Normativa regionaleL.R. Marche 30/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge Marche promuove valorizzazione, fruizione e comunicazione di dimore, ville, castelli, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico-culturale ubicati nel territorio regionale e aperti al pubblico per almeno 10 anni tramite accordi di partenariato. Istituisce una Rete regionale, prevede logo, campagne di comunicazione, contributi fino al 70% e misure formative; per il 2022 stanzia 200.000 euro.

Valorizzazione delle dimore e dei beni storico-culturali marchigiani

Valorizzazione delle dimore e dei beni storico-culturali della Regione Marche

La legge disciplina interventi regionali di valorizzazione, fruizione, conoscenza e promozione di dimore, ville, castelli, complessi architettonici e paesaggistici, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico presenti nelle Marche. L’obiettivo è rafforzarne la funzione culturale, educativa e turistica, nel rispetto del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Ambito di applicazione e finalità

La disciplina riguarda beni che:

  • siano ubicati nel territorio regionale;
  • abbiano natura di bene culturale o paesaggistico-ambientale;
  • siano dichiarati di interesse culturale o di notevole interesse pubblico ai sensi del d.lgs. 42/2004;
  • appartengano a soggetti pubblici o privati che abbiano accordi di partenariato con il sistema pubblico;
  • siano destinati alla fruizione pubblica per un periodo non inferiore a dieci anni.

La Regione promuove inoltre attività di formazione e la nascita di start up giovanili nei servizi turistico-culturali.

Rete regionale dei beni valorizzati

È istituita una Rete regionale dei beni storici e storico-artistici oggetto della legge. L’accreditamento alla Rete è il presupposto per poter accedere ai contributi e alle altre forme di sostegno regionali.

Per ottenere l’accreditamento, i soggetti interessati presentano domanda alla struttura regionale competente in materia di cultura, con documentazione fotografica e informazioni su:

  • caratteristiche storiche, culturali, architettoniche e ambientali del bene;
  • proprietà;
  • stato di conservazione;
  • utilizzo attuale;
  • vincoli di tutela ai sensi del d.lgs. 42/2004.

La Giunta regionale, sentita la Commissione assembleare competente, definisce criteri e modalità per la presentazione delle domande.

Identificazione dei beni e logo regionale

Ai beni inseriti nella Rete è attribuito un logo identificativo, usato su tutto il materiale informativo, illustrativo e segnaletico.

La Giunta regionale stabilisce le caratteristiche ideografiche del logo, sentite la Commissione assembleare competente e le associazioni e fondazioni regionali rappresentative del settore.

Per i beni accessibili a persone con disabilità motoria e sensoriale, il logo è integrato dalla dicitura “visit-abile”.

Comunicazione, informazione e accessibilità digitale

La Regione realizza campagne promozionali e azioni di comunicazione per incentivare la fruizione dei beni della Rete, anche attraverso nuovi itinerari turistici e strategie multicanale come siti web e social network.

Sono previste anche iniziative per:

  • la creazione e consultazione online degli archivi storici della Rete;
  • l’accessibilità dei contenuti anche per persone con privazioni sensoriali o motorie;
  • la pubblicazione delle risorse della Rete su uno spazio web dedicato del sito istituzionale regionale, con accesso gratuito e possibilità di riutilizzo.

Contributi, finanziamenti e altre forme di sostegno

La Regione può concedere contributi, finanziamenti o altre forme di sostegno per progetti autorizzati dalle autorità competenti ai sensi del d.lgs. 42/2004, diretti a migliorare l’accessibilità o la fruibilità dei beni inseriti nella Rete.

La disciplina economica prevede che:

  • il contributo non possa superare il 70% della spesa riconosciuta ammissibile;
  • le spese tecniche di progettazione siano ammissibili fino al 10% dell’importo della spesa dell’intervento riconosciuto ammissibile;
  • l’erogazione sia subordinata al rispetto del d.lgs. 42/2004 e al mantenimento della fruibilità pubblica del bene per il tempo indicato nel progetto e comunque per almeno dieci anni, almeno per la parte interessata dall’intervento;
  • la revoca avvenga nei casi previsti dall’avviso pubblico.

La Regione promuove anche convenzioni e protocolli con istituti di credito per favorire prestiti a tasso agevolato per tali interventi.

Comitato tecnico-consultivo

È istituito presso la struttura regionale competente in materia di beni e attività culturali un Comitato tecnico-consultivo, con funzioni di supporto alla Giunta e alla Commissione assembleare competente.

Il Comitato:

  • esprime parere sulle domande di accreditamento alla Rete;
  • esprime parere sulla determinazione degli indirizzi relativi agli interventi da sostenere e alle risorse da utilizzare;
  • favorisce il coordinamento tra soggetti attuatori e destinatari della legge;
  • si riunisce almeno due volte l’anno;
  • redige una relazione annuale trasmessa anche alla Commissione assembleare competente.

È presieduto dal dirigente regionale competente in materia di beni e attività culturali o suo delegato e comprende dirigenti regionali dei settori turismo, governo del territorio, aree naturali protette, formazione e istruzione, demanio e patrimonio, tre rappresentanti di associazioni e fondazioni del settore e un rappresentante delle associazioni ambientaliste. Partecipa inoltre, come invitato permanente, un rappresentante del Ministero competente.

La partecipazione non dà diritto a indennità, gettoni o rimborsi spese.

Formazione, stage e attività di spettacolo

Nell’ambito del sostegno alla Rete, la Regione può promuovere e finanziare, in collaborazione con le Università delle Marche, attività di formazione e stage nei servizi turistico-culturali, in particolare in relazione a corsi o curricula delle classi indicate dalla legge in ambiti culturali, ambientali, agrari, forestali, territoriali e paesaggistici.

Può inoltre promuovere e finanziare, presso i siti della Rete, iniziative culturali e spettacoli dal vivo, quali musica, video-mapping, teatro e prosa, in collaborazione con Conservatori, Accademie di Belle Arti, Università, associazioni e fondazioni culturali.

Per queste attività sono previste specifiche convenzioni e protocolli d’intesa con gli enti interessati.

Attuazione amministrativa

La Giunta regionale, sentita la Commissione assembleare competente, definisce con deliberazione:

  • gli indirizzi sugli interventi da sostenere e sulle risorse da impiegare;
  • criteri e modalità per l’accreditamento alla Rete;
  • caratteristiche del logo;
  • criteri e modalità di concessione e revoca dei contributi;
  • criteri e modalità di costituzione e funzionamento del Comitato tecnico-consultivo.

Sulla base di tale deliberazione, la struttura regionale competente in materia di cultura adotta uno o più avvisi pubblici per disciplinare partecipazione, assegnazione, erogazione, rendicontazione e revoca dei benefici, oltre alle procedure di monitoraggio, nel rispetto di imparzialità, trasparenza e pubblicità.

Regime finanziario

Per l’attuazione della legge è stata autorizzata, per l’anno 2022, una spesa complessiva di 200.000 euro, di cui:

  • 30.000 euro per spese correnti;
  • 170.000 euro per spese di investimento.

Per gli anni successivi la copertura è demandata alle rispettive leggi di bilancio. La norma finanziaria è stata successivamente modificata dall’art. 9 della l.r. 4 ottobre 2022, n. 20.

Disposizioni transitorie, aiuti di Stato e normativa applicabile

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale deve adottare la deliberazione attuativa prevista dalla disciplina.

I contributi sono concessi nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.

Per quanto non espressamente disciplinato, continua ad applicarsi la normativa statale e regionale di settore vigente.

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