Cassazione Penale, Sentenza n. 17646/2025 del 09/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
la difesa ha dedotto il cosiddetto 'travisamento' della prova (denunciando una 'errata lettura') in relazione alle dichiarazioni rese dal testimone Vicinante e da Coppola; in sostanza si contesta la valutazione delle risultanze processuali, sostenendo che il giudice di merito avrebbe frainteso o deformato il contenuto delle dichiarazioni e che ciò avrebbe inciso sulla decisione
La decisione
la Corte ha respinto la censura di travisamento rilevando che il rimedio di legittimità richiede un travisamento di tipo 'revocatorio' (errore sul significante della prova) e non una mera divergenza sul significato o sul valore probatorio attribuito agli elementi acquisiti. È stato chiarito che il travisamento è rilevante solo se emerge una palese e non controvertibile difformità tra il senso intrinseco della dichiarazione (o di altro elemento di prova) e quello riportato dal giudice, oppure quando sia stata omessa la valutazione di una prova decisiva. Poiché la censura contestava essenzialmente la valutazione di merito delle dichiarazioni (e non un errore testuale o l'omissione di una prova decisiva), il motivo è stato ritenuto inammissibile/infondato e la decisione di merito è stata confermata
Norme richiamate
art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.
la norma disciplina i motivi di cassazione per 'travisamento della prova'; la Corte interpreta che in sede di legittimità si può sindacare solo l'errore 'revocatorio' (errore sul significante della prova) e non la valutazione del suo significato, che resta questione di merito
Sez. 5, Sentenza n. 18542 del 21/01/2011 (Carone), Rv. 250168
richiamata come precedente che definisce i limiti del travisamento: occorre una difformità tra quanto detto nei documenti processuali e quanto effettivamente utilizzato dal giudice
Sez. 2, Sentenza n. 47035 del 03/10/2013 (Giugliano), Rv. 257499
ulteriore pronuncia che conferma il principio secondo cui la merito della valutazione probatoria non è sindacabile in cassazione salvo errore revocatorio
Sez. 5, Sentenza n. 8188 del 04/12/2017 (Grancini), Rv. 272406
precisa che il travisamento deve riguardare il 'significante' della prova e che la deduzione va formulata in modo puntuale e specifico
Sez. 2, Sentenza n. 27929 del 12/06/2019 (Borriello), Rv. 276567
ribadisce la necessità di dimostrare una palese discordanza tra il contenuto intrinseco della prova e la valutazione del giudice per configurare travisamento
Sez. 5, Sentenza n. 48050 del 02/07/2019 (S.), Rv. 277758
conferma che non è consentito in cassazione un semplice confronto dimostrativo o una diversa interpretazione del significato probatorio degli atti
Massime di principio
- Per ottenere accoglimento per travisamento in Cassazione occorre dimostrare un errore 'revocatorio': il giudice ha effettivamente trasformato o utilizzato in modo diverso il testo della prova (errore sul 'significante'), non una semplice diversa valutazione del suo significato
- Le censure che si limitano a proporre una diversa versione dei fatti o a contestare la valutazione di credibilità appartengono al merito e sono inammissibili in sede di legittimità
- È essenziale indicare puntualmente i passi in cui il giudice avrebbe travisato il contenuto (citazioni testuali e confronto con gli atti processuali), ovvero dimostrare che una prova decisiva è stata omessa dalla valutazione
- Nel redigere il motivo di ricorso bisogna concentrarsi su errori formali o testuali nella motivazione (omissioni o travisamenti testuali) e non su conflitti interpretativi; fornire elementi probatori che evidenzino la 'palese e non controvertibile' discrepanza
- Se la critica riguarda l'apprezzamento del valore probatorio, la strategia corretta è proporre rimedi in sede di merito (appello) piuttosto che confidare nella cassazione per travisamento
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