Cassazione Civile, Sentenza n. 17173/2023 del 15/06/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR che aveva accolto l'appello di Di Tria avverso l'avviso di accertamento IRPEF, IRAP e IVA per l'anno 2005, fondato su indagini bancarie. L'Agenzia delle entrate deduceva plurime violazioni di legge e vizi di motivazione: in particolare errata applicazione della presunzione di cui all'art. 32 del d.P.R. 29/09/1973 n.600 (utilizzo di versamenti e prelevamenti bancari come presunzione di ricavi/compensi), violazioni procedurali e di motivazione (art.36 d.lgs. 546/1992; art.360 c.p.c.), e difetti di motivazione riguardo all'IVA e all'impiego di studi di settore. Il contribuente proponeva, come ricorso incidentale, censure sulla mancata produzione dell'autorizzazione per le indagini bancarie e sulla sottoscrizione/delega dell'atto di accertamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondati alcuni motivi dell'Agenzia (in particolare il secondo, il quinto, il sesto e il settimo), per violata e errata applicazione dell'art. 32 d.P.R. n.600 e dell'art. 52 d.P.R. n.633: la CTR aveva dato interpretazioni non conformi ai principi di diritto sulla presunzione derivante dalle operazioni bancarie e sulla prova richiesta al contribuente. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata cassata nei punti indicati e rinviata alla Corte tributaria regionale del Piemonte, in diversa composizione, per nuovo esame; il ricorso incidentale del contribuente è stato rigettato. Sono state inoltre disposte le spese del giudizio e richiamate disposizioni procedurali relative al contributo unificato.
Norme richiamate
d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32
"i dati ed elementi attinenti ai rapporti bancari" (richiamato e applicato dalla sentenza)
La Corte interpreta l'art. 32 nel senso che i versamenti bancari producono una presunzione relativa di maggiore disponibilità reddituale nei confronti di tutti i contribuenti; i prelevamenti hanno efficacia presuntiva soprattutto nei confronti dei titolari di reddito d'impresa (imprenditori) e richiedono al contribuente prova analitica e specifica per superare la presunzione
d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51 e art. 52
Richiamati in relazione all'IVA; l'art. 52 viene considerato richiamato dall'art. 32 per le conseguenze ai fini IVA, e la Corte censura l'erronea applicazione delle presunzioni anche ai fini IVA quando manca prova analitica
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36
Richiamato in tema di motivazione e deduzione delle questioni in sede tributaria; la Corte verifica se la sentenza di merito abbia motivato correttamente le questioni dedotte dalle parti
codice di procedura civile, art. 360 (primo comma, n. 3 e n. 4)
Norma sui motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e motivazione apparente); utilizzata per dedurre nullità o erronea applicazione delle norme da parte della CTR
codice di procedura civile, art. 112
Richiamato in relazione al divieto di decidere su questioni non dedotte dalle parti; la Corte valuta la conformità della decisione di merito a tale principio
codice civile, artt. 2697, 2728, 2729
Riferiti alla ripartizione dell'onere della prova e ai limiti delle presunzioni; la Corte sottolinea che la presunzione di cui all'art. 32 non richiede i requisiti delle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c., ma impone comunque al contribuente prova analitica e specifica per ogni movimentazione contestata
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 56
Richiamato rispetto all'eventuale ammissibilità di domande non riproposte in sede di appello; la Corte valuta se la CTR abbia accolto questioni non riproposte
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater (introdotto dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228)
Richiamato per effetto procedurale relativo al contributo unificato e all'eventuale integrazione a carico del ricorrente incidentale
Massime di principio
- La presunzione relativa desumibile dai movimenti bancari (art. 32 DPR 600/1973) vale per i versamenti nei confronti di tutti i contribuenti; il contribuente deve fornire prova analitica e specifica della riferibilità di ciascun versamento/prelevamento alle operazioni dichiarate o alla estraneità rispetto all'attività tassabile
- I prelevamenti bancari conservano efficacia presuntiva particolarmente nei confronti dei titolari di reddito d'impresa; l'imprenditore può però dedurre e documentare i costi proporzionali da sottrarre ai prelievi non giustificati
- La contabilità semplificata non esonera il contribuente dall'onere di fornire una prova analitica per superare la presunzione bancaria: non è sufficiente una giustificazione generica o basata su parametri di vita
- La mancata produzione dell'autorizzazione alle indagini bancarie o profili formali afferenti all'atto non determinano automaticamente l'illegittimità dell'accertamento: la mancanza di autorizzazione rileva solo se provoca un concreto pregiudizio al contribuente; l'autorizzazione ha natura organizzativa/preparatoria e non sempre costituisce nullità dell'atto impositivo
- Il giudice di merito deve motivare espressamente e con rigore l'efficacia delle prove fornite dal contribuente per ciascuna movimentazione bancaria; motivazione apparente o generica è motivo di cassazione e rinvio
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