Sentenza del 12/12/2022 n. 36137 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva subito ritenute d'acconto dell'8% sui corrispettivi lordi corrisposti da Sky Italia per la licenza esclusiva d'uso dei diritti televisivi del campionato spagnolo (anni 2006-2008) e chiedeva il rimborso sostenendo di aver avuto costi inerenti tali diritti e che l'applicazione della ritenuta sul lordo violava i principi UE (libera prestazione di servizi, non discriminazione, libera circolazione dei capitali), poiché non consentiva la deduzione delle spese che un soggetto residente avrebbe potuto dedurre. In primo grado la CTP accolse parzialmente il rimborso; la CTR invece accolse l'appello dell'Amministrazione rigettando la domanda della contribuente, ritenendo che la contribuente non avesse provato la doppia imposizione né l'inerenza dei costi dedotti (mancanza del contratto o documenti equipollenti). In Cassazione la ricorrente denunciava contraddittorietà della motivazione e violazione dei principi del Trattato CE/TFUE; la Cassazione ha ritenuto i motivi inammissibili: il primo perché non descriveva un vizio motivazionale estremo; il secondo perché non ha contrastato il decisivo accertamento di fatto (mancata prova dell'inerenza delle spese).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della ricorrente. Ha confermato che la CTR ha correttamente motivato sul punto essenziale: la ricorrente non ha provato l'effettiva esistenza e l'inerenza dei costi dedotti né la doppia imposizione, presupposti necessari per ottenere il rimborso. Sono state condannate la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di un'ulteriore somma a titolo di contributo unificato.
Norme richiamate
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 25, comma 4
Prevede la ritenuta sui compensi rilevanti per il reddito di lavoro autonomo o di impresa corrisposti da soggetti residenti; applicata dall'Amministrazione come disciplina interna di prelievo alla fonte.
Convenzione tra Italia e Spagna per evitare le doppie imposizioni (8 settembre 1977), art. 12, comma 2, lett. b)
art. 12, comma 2, lett. b)
Disciplina la tassazione dei compensi per l'utilizzo di diritti d'autore/diritti audiovisivi; è stata richiamata per giustificare l'applicazione della ritenuta in quanto compatibile con la Convenzione.
Convenzione Italia-Spagna, art. 22, comma 3
Consente allo Stato di residenza (Spagna) di concedere al residente una deduzione pari all'imposta pagata nello Stato fonte; la Corte d'appello ha richiamato tale disposizione per osservare che il rimborso in Italia richiede la prova che il contribuente non abbia beneficiato nello Stato di residenza di un'adeguata deduzione o eliminazione della doppia imposizione.
Trattato CE / TFUE (artt. 49, 50, 56 CE ora 56, 57, 63 TFUE)
artt. 49, 50 e 56 Trattato CE (ora 56, 57 e 63 TFUE)
I principi di libera prestazione di servizi e di libera circolazione dei capitali/non discriminazione sono richiamati dalla ricorrente; i giudici hanno rilevato che tali principi non impediscono di per sé la tassazione nello Stato fonte quando la Convenzione e la prova fattuale (inerenza delle spese, doppia imposizione) non consentono il rimborso.
Costituzione, art. 111 e D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (art. 36, comma 2, n.4)
art. 111 Cost.; D.Lgs. 546/1992 art. 36, comma 2, n.4
Richiami procedurali relativi al diritto di difesa e ai limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione; la Cassazione ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (sent. n.8053/2014) circa il controllo limitato sulla motivazione (solo vizi estremi).
Massime di principio
- Il contribuente non residente che chiede rimborso di ritenute subite nello Stato fonte deve provare concretamente la doppia imposizione oppure che il proprio Stato di residenza non ha concesso la deduzione/compensazione prevista dalla convenzione; senza tale prova il rimborso può essere negato.
- La mera invocazione dei principi UE (libera prestazione di servizi, non discriminazione) non è sufficiente: è necessario dimostrare che la normativa applicata produce una discriminazione o un ostacolo ingiustificato e che i fatti (ad es. impossibilità di dedurre i costi nel Paese di residenza) sussistono nella pratica.
- Per ottenere la deducibilità di costi inerenti da parte di un non residente bisogna produrre documentazione idonea (contratti, fatture, prova del pagamento) che dimostri l'inerenza; l'assenza di tali prove porta al rigetto della domanda per ragioni di fatto.
- Lo Stato fonte può applicare ritenute secondo la Convenzione internazionale salvo che non sia provato il contrario; la Convenzione stessa può prevedere meccanismi (deduzione nel Paese di residenza) che escludono un automatico rimborso nello Stato fonte.
- In Cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: non si riesaminano i fatti e le valutazioni probatorie dei giudici di merito; i motivi di doglianza che non attaccano il decisivo accertamento di fatto sono generalmente inammissibili.
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