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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19320/2025 del 23/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo: il giudice era tenuto a procedere in udienza, in contraddittorio, secondo le forme dell'art. 666 c.p.p.; il provvedimento emesso "de plano" fuori dai casi espressamente consentiti (manifestamente infondato o ripropositivo) è illegittimo. Pertanto l'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio sul punto. Il secondo motivo è stato assorbito e non deciso.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il PM impugna l'ordinanza del GIP dell'8/11/2024 che aveva revocato il precedente provvedimento del 27/9/2024 (che a richiesta del PM aveva disposto il ripristino della pena conseguente a decreto penale di condanna per violazioni degli artt. 187, comma 1, e 187, comma 1-quater, d.lgs. 285/1992). Il ricorso deduce: (i) violazione degli artt. 666 e 178, comma 1, lett. b), c.p.p., perché il provvedimento sarebbe stato emesso "de plano" senza svolgere l'udienza in contraddittorio come previsto; (ii) violazione di legge per cui l'ordinanza renderebbe impossibile al PM provvedere all'esecuzione della pena, creando uno stallo procedurale.

Norme richiamate

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Stabilisce le forme e la necessità dell'udienza in contraddittorio per le decisioni previste; il giudice può provvedere de plano solo nei casi di richiesta manifestamente infondata o ripropositiva.

  • art. 666, comma 2 cod. proc. pen.

    Precisazione che limita i casi in cui il giudice può decidere de plano; richiamata dalla sentenza per escludere la legittimità del provvedimento "de plano" nel caso concreto.

  • art. 178, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamato nel motivo di impugnazione quale norma procedurale rilevante per la legittimità del provvedimento; attiene ai poteri e ai doveri del pubblico ministero nelle fasi procedurali.

  • art. 186, comma 9-bis d.lgs. 285/1992

    Richiamato per affermare che, anche per le ipotesi contemplate in questo capo d'accusa, il giudice deve procedere in udienza e in contraddittorio secondo le forme dell'art. 666 c.p.p.

  • art. 187, comma 8-bis d.lgs. 285/1992

    Analoga richiamata normativa per le fattispecie di cui all'art. 187 (guida in stato di ebbrezza): conferma l'obbligo di contraddittorio ai sensi dell'art. 666 c.p.p. per le decisioni sul ripristino della pena.

  • art. 187, comma 1 e comma 1-quater d.lgs. 285/1992

    Indicano le specifiche fattispecie di reato contestate nel decreto penale di condanna (guida in stato di ebbrezza e relative aggravanti/particolari qualificazioni).

Massime di principio

  • Quando la legge rimanda alle forme dell'art. 666 c.p.p. il giudice deve decidere in udienza, in contraddittorio tra le parti; non può emettere provvedimenti "de plano" se non nei casi tassativi (richiesta manifestamente infondata o riproposizione).
  • La mancata osservanza del contraddittorio in queste ipotesi costituisce vizio procedurale rilevante che legittima l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • Il ricorso del pubblico ministero è lo strumento appropriato per censurare l'adozione "de plano" di provvedimenti che la legge richiede in udienza; la Corte può accogliere il ricorso e disporre il rinvio.
  • Se il provvedimento annulla un atto richiesto dall'organo dell'accusa e ostacola l'esecuzione della pena, la questione può essere sollevata ma il vizio formale del mancato contraddittorio rimane il profilo decisivo da verificare.
  • In casi simili le parti devono prepararsi a partecipare all'udienza prevista dall'art. 666 c.p.p.; il giudice, a meno che non sussistano le eccezioni previste, non deve decidere senza aver dato la possibilità di confronto alle parti.
  • La pronuncia di annullamento con rinvio indica che la soluzione sostanziale non è stata affrontata dalla Corte: il nuovo esame dovrà rispettare le garanzie procedurali e potrà condurre a diversa decisione qualora il contraddittorio venga regolarmente esperito.

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