Salta al contenuto
Legge

L.R. Umbria 17/2012

Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria.

Normativa regionaleL.R. Umbria 17/2012Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce e disciplina i “percorsi del cashmere in Umbria”, itinerari economici, turistici e culturali per valorizzare produzioni locali di cashmere, territori e imprese. Prevede comitati promotori, riconoscimento regionale, associazioni di gestione, un piano triennale e contributi regionali per segnaletica, promozione, formazione e comunicazione. Le previsioni finanziarie sono riferite al 2012 e ai programmi annuali successivi.

Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria

Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria

La legge regionale dell’Umbria promuove la valorizzazione delle produzioni locali di cashmere e dei territori interessati mediante l’istituzione di percorsi tematici con finalità economiche, turistiche e culturali. La disciplina si applica esclusivamente nel territorio regionale e organizza il settore attraverso comitati promotori, associazioni di gestione, programmazione triennale e contributi pubblici.

Finalità e oggetto della disciplina

La Regione promuove itinerari denominati “percorsi del cashmere in Umbria” per valorizzare produzioni locali di cashmere di rilievo artistico, tradizionale o innovativo, nonché per diffondere la conoscenza dei territori coinvolti e delle altre produzioni di filati pregiati. La finalità è anche quella di sostenere le imprese umbre del settore, migliorare il raccordo lungo la filiera, favorire la diffusione delle tecniche di lavorazione, sviluppare competenze e promuovere la partecipazione a fiere e occasioni di mercato.

Ai fini della legge, le produzioni di cashmere locali sono quelle realizzate nel territorio regionale con lavorazione della fibra tessile ricavata dal pelo della capra hircus, in varie percentuali, per prodotti di elevato valore estetico e qualitativo.

Contenuto e struttura dei percorsi

I percorsi consistono in itinerari segnalati e promossi con finalità economiche, turistiche e culturali, funzionali alla visibilità dei prodotti in cashmere e dei luoghi umbri caratterizzati dalla presenza di imprese del settore, compresi eventuali luoghi di allevamento. Essi mettono in relazione, secondo un progetto organico e integrato, i luoghi di produzione e commercializzazione, i centri storici interessati, i luoghi di formazione degli operatori, gli spazi di esposizione permanente o temporanea e le aree di allevamento delle capre da cashmere.

Fanno parte del percorso anche infrastrutture di servizio, in particolare quelle informative, esercizi commerciali, attività economiche e altri punti di interesse funzionali o complementari alla valorizzazione.

Comitato promotore e riconoscimento regionale

L’istituzione di ciascun percorso è iniziativa di un Comitato promotore, che può essere composto da:

  • comuni singoli o associati;
  • associazioni di categoria e operatori economici della produzione, lavorazione e commercio del cashmere;
  • associazioni o organizzazioni che promuovono cashmere, territori interessati e luoghi di allevamento;
  • organismi di formazione professionale accreditati;
  • centri di documentazione, archivi specializzati e istituti collegati al settore;
  • università e camere di commercio operanti nel territorio interessato.

La domanda di riconoscimento è presentata alla Giunta regionale secondo le modalità stabilite dal regolamento attuativo. È richiesto che al Comitato aderiscano imprese rappresentative per almeno il 51% delle imprese operanti nell’ambito territoriale di riferimento per produzione e commercializzazione del cashmere.

L’istanza deve contenere almeno l’indicazione della zona, del nome e del logo del percorso, l’atto costitutivo del Comitato e la designazione del rappresentante legale, che dichiara il possesso degli standard minimi di qualità oppure l’impegno ad adeguarsi ad essi. Va inoltre allegato il progetto organico del percorso, comprensivo del disciplinare di realizzazione e gestione e finalizzato anche alla valorizzazione dei centri storici.

La Giunta regionale riconosce il percorso previa verifica della conformità del progetto ai requisiti regolamentari. Se più Comitati chiedono il riconoscimento per lo stesso percorso, la Giunta può proporne l’unificazione o attribuire priorità a uno solo secondo criteri regolamentari.

Gestione del percorso e Associazione di gestione

Dopo il riconoscimento, si costituisce l’Associazione per la gestione del percorso del cashmere, aperta anche ai soggetti che avrebbero potuto far parte del Comitato promotore. L’Associazione deve avere natura non lucrativa: i proventi non possono essere distribuiti, l’eventuale avanzo va reinvestito nelle attività istituzionali e, in caso di scioglimento, il patrimonio residuo è devoluto ai comuni interessati per finalità analoghe.

L’Associazione realizza e gestisce il percorso in coerenza con il progetto approvato, diffonde la conoscenza del percorso, ne promuove l’inserimento negli strumenti di promozione economica, vigila sul funzionamento, cura i rapporti con le istituzioni, riceve nuove adesioni, presenta le domande di contributo e trasmette annualmente alla Giunta una rendicontazione sull’uso delle risorse ricevute.

In caso di nuove adesioni o di integrazione del percorso, l’Associazione presenta alla Giunta una nuova proposta progettuale per includere i nuovi soggetti, i nuovi prodotti o gli itinerari aggiuntivi; il percorso può assumere una denominazione diversa o aggiuntiva.

Meeting dei fornitori e degli operatori

La Giunta regionale, d’intesa con l’Associazione di gestione, le Camere di commercio e le organizzazioni di categoria, promuove e organizza annualmente il “Meeting dei fornitori e degli operatori del settore”. L’iniziativa coinvolge operatori italiani ed esteri attraverso incontri e raccolta di testimonianze delle imprese committenti e fornitrici.

Il Meeting mira a favorire raccordi tra imprese umbre, italiane ed estere della maglieria, dell’abbigliamento e delle confezioni; a promuovere lo scambio di informazioni sulle problematiche del settore; e a diffondere i risultati degli incontri presso i soggetti che definiscono politiche di supporto e presso organismi associativi e privati che forniscono servizi alle imprese.

Programmazione regionale

La Giunta regionale adotta un Piano triennale per i percorsi del cashmere, coerente con la programmazione regionale in materia di turismo, e lo trasmette al Consiglio regionale per l’approvazione. Il Piano definisce gli obiettivi generali e programmatici e l’entità delle risorse da destinare nel triennio.

Sulla base degli indirizzi del Piano, la Giunta approva entro il 31 marzo di ogni anno il Programma annuale, comprensivo della ripartizione delle risorse.

Contributi finanziari e limiti di cumulo

La Regione concede contributi alle Associazioni di gestione per interventi con priorità decrescente relativi a:

  • realizzazione, installazione e manutenzione della segnaletica del percorso e delle sue componenti caratterizzanti;
  • produzione e diffusione di materiale informativo, anche multimediale;
  • sistemi informativi integrati, anche digitali, e progetti di comunicazione e promozione, in sinergia con Sviluppumbria S.p.a.;
  • azioni di promozione economica e turistica delle imprese aderenti;
  • formazione professionale e culturale di operatori e addetti del settore.

I beneficiari non possono cumulare, salvo quanto previsto dalla norma sui rapporti con altri interventi, ulteriori contributi comunitari, statali o regionali concessi per lo stesso titolo. I contributi sono concessi nel rispetto della disciplina europea “de minimis” richiamata dalla legge.

Le modalità di accesso ai contributi, i criteri di erogazione e la vigilanza sul corretto utilizzo sono demandati al regolamento attuativo.

Revoca dei contributi e controlli

I contributi possono essere revocati in tutto o in parte con recupero delle somme nei casi di:

  • omessa rendicontazione annuale;
  • mancata realizzazione dell’iniziativa finanziata;
  • destinazione delle risorse a finalità diverse o irregolarità delle spese.

La disciplina di dettaglio sulla revoca e sul recupero è demandata al regolamento di attuazione.

Ulteriori sostegni finanziari

Le Associazioni di gestione possono accedere anche ai benefici previsti dagli atti regionali di programmazione settoriale per attività di promozione economica, sostegno al turismo e alle attività economiche, nonché per lo sviluppo locale sostenibile.

Regolamenti attuativi e norme di prima applicazione

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge la Giunta regionale adotta un primo regolamento di attuazione, che disciplina il riconoscimento dei percorsi, gli standard qualitativi dei prodotti, i criteri di presentazione delle istanze, gli standard minimi del percorso, i contenuti dei progetti e i criteri di priorità in caso di più domande sullo stesso percorso.

Entro 60 giorni dall’adozione del primo regolamento, la Giunta adotta un secondo regolamento per la costituzione e il funzionamento delle Associazioni, la rendicontazione, la nuova progettazione in caso di integrazioni, l’organizzazione del Meeting, l’accesso ai contributi, la vigilanza e la revoca delle agevolazioni.

Entro 180 giorni dall’entrata in vigore la Giunta approva il primo Piano triennale e lo trasmette al Consiglio regionale, che lo approva entro 60 giorni. Entro 90 giorni dall’approvazione del Piano, la Giunta approva il primo Programma annuale.

La Giunta riconosce ciascun percorso entro 30 giorni dalla domanda. L’Associazione di gestione deve costituirsi entro 60 giorni dal riconoscimento, a pena di decadenza.

Monitoraggio e valutazione

Entro il 28 febbraio di ogni anno, e comunque prima dell’approvazione del Programma annuale, la Giunta trasmette al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione degli interventi finanziati nell’anno precedente, con indicazione dei contributi assegnati e dei progetti ammessi.

Copertura finanziaria

Per il 2012 sono autorizzate spese specifiche per interventi di investimento e di parte corrente, coperte mediante riduzione di stanziamenti già esistenti relativi alla promozione dell’artigianato. Per gli anni 2013 e successivi la spesa è determinata annualmente con la legge finanziaria regionale.

Obsolescenza

La disciplina conserva valore ricostruttivo ma risulta oggi sostanzialmente superata nella parte finanziaria originaria del 2012; restano però regolati in via generale istituti organizzativi e procedurali eventualmente ancora utili solo se la normativa attuativa e la programmazione regionale vigente ne mantengano l’operatività.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.