Ordinanza n. 4939/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del decreto di rigetto della domanda di cittadinanza italiana (-OMISSIS-);
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di rigetto della domanda di cittadinanza italiana
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego di cittadinanza italiana, deducendo di essere incensurata e di non essere a conoscenza del procedimento penale asseritamente pendente a suo carico per ingiuria e minaccia. Ha inoltre contestato l'utilizzabilità, ai fini motivazionali, delle notizie di reato riferite a un soggetto indicato nel decreto come convivente, sostenendo che tale persona non convive con lei e che il certificato di stato di famiglia lo dimostra. Il decreto non indicava il nominativo del soggetto qualificato come convivente.
La decisione
Il TAR non ha definito la domanda di annullamento, ritenendo necessari chiarimenti documentati da parte del Ministero dell'Interno. Ha ordinato all'Amministrazione di precisare: quanto al procedimento penale riferito alla ricorrente, la sua effettiva esistenza, lo stato e gli eventuali sviluppi; quanto al soggetto qualificato come convivente, la sua identità, la natura e l'effettività del rapporto di convivenza, nonché l'esistenza, le date di emersione e gli eventuali sviluppi delle notizie di reato a lui riferite. Gli incombenti devono essere eseguiti entro il 24 luglio 2026. È stata fissata l'udienza pubblica del 21 ottobre 2026 per la prosecuzione del merito. Disposto inoltre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
artt. 594 e 612 c.p.
Le fattispecie penali di ingiuria e minaccia sono richiamate quali vicende poste a fondamento del diniego e devono essere verificate quanto alla loro effettiva riferibilità e allo stato del procedimento.
artt. 588, 594, 612 e 482 c.p.
Le fattispecie di rissa, ingiuria, minaccia e falsità materiale sono richiamate con riferimento alle notizie di reato attribuite al soggetto indicato come convivente.
art. 116, comma 13, Codice della strada
La guida senza patente è richiamata tra le notizie di reato riferite al soggetto indicato come convivente.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Sono richiamati, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando la legittimità di un diniego di cittadinanza è fondata su vicende penali riferite al richiedente, il giudice può disporre istruttoria affinché l'amministrazione documenti l'effettiva sussistenza del procedimento, il suo stato e gli eventuali sviluppi, non essendo sufficiente un riferimento non verificato.
- Quando un diniego di cittadinanza valorizza notizie di reato relative a un soggetto indicato come convivente del richiedente, l'amministrazione deve chiarire documentalmente l'identità del soggetto, la natura e l'effettività della convivenza, nonché l'esistenza, la data di emersione e gli sviluppi delle notizie di reato.
- La fissazione di incombenti istruttori prima della decisione sul merito non comporta né l'accoglimento né il rigetto della domanda di annullamento, ma mantiene il giudizio in fase interlocutoria.
Come è indicizzato
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