Sentenza n. 153/2026 - Milano, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento prot. n. 6919 del 13.03.2024 con il quale il Comune di Cesano Boscone ha dichiarato inammissibile la Segnalazione Certificata di Inizio Attività n. 164/2022 (prot. Comune n. 13621 del 25.05.2022) e ordinato la demolizione delle opere eseguite in contrasto con le norme edilizie e con il regolamento locale d’igiene, nonché in difformità dal titolo presentato e il ripristino dello stato dei luoghi; del provvedimento prot. n. 3052 del 03.02.2023 con il quale il Comune di Cesano Boscone – ritenuti gli interventi eseguiti e riportati nella pratica edilizia numero 164/2022 difformi dal titolo abilitativo - ha ordinato la demolizione delle opere eseguite in difformità, con ripristino dell’originario stato dei luoghi; del provvedimento n. 9704 del 14.04.2023 con il quale è stata disposta dal Comune di Cesano Boscone la proroga del termine dell’ordinanza emessa in data 03.02.2023 prot. n. 3052 per ulteriori 120 giorni; di ogni ulteriore atto collegato, connesso, presupposto e/o conseguenziale, anche non conosciuto, ma comunque lesivo dei diritti e interessi dei ricorrenti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIn prossimità dell'udienza pubblica, i ricorrenti hanno depositato una nota dichiarando di non avere più interesse alla decisione. Il TAR ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito la legittimità degli atti edilizi impugnati. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della particolarità della situazione di fatto e dell'esito della lite.
Atto impugnato: dichiarazione di inammissibilità di una SCIA edilizia, ordinanze di demolizione di opere ritenute difformi dal titolo edilizio e proroga del termine per l'esecuzione della demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società proprietaria dell'immobile e il suo amministratore hanno impugnato i provvedimenti comunali con cui il Comune di Cesano Boscone ha dichiarato inammissibile la SCIA relativa a un intervento di ristrutturazione edilizia, ha ordinato la demolizione delle opere ritenute eseguite in contrasto con le norme edilizie, il regolamento locale d'igiene e il titolo presentato, disponendo il ripristino dello stato dei luoghi, e ha successivamente prorogato il termine per l'esecuzione dell'ordinanza di demolizione. Il testo della sentenza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti nel ricorso.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame dei motivi di merito.
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione può essere rilevata sulla base di una dichiarazione depositata dal ricorrente prima dell'udienza conclusiva; in tal caso le spese possono essere compensate in presenza di circostanze peculiari della controversia.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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