Cassazione Civile, Ordinanza n. 12012/2026 del 30/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La proprietaria dell'autovettura ha chiesto il risarcimento dei danni subiti dal veicolo a seguito dell'urto con un cinghiale, avvenuto su una strada comunale nel territorio marchigiano. In primo grado la domanda era stata accolta solo parzialmente: il giudice di pace aveva qualificato la responsabilità ai sensi dell'art. 2052 c.c. e aveva attribuito alla conducenza del veicolo un concorso colposo del 30% per eccesso di velocità, condannando la Regione al restante 70%. In appello la Regione aveva ottenuto una riduzione ulteriore del risarcimento al 50%, perché il Tribunale aveva ritenuto non provati, da un lato, l'esatto comportamento di guida del conducente e, dall'altro, l'adeguato monitoraggio della fauna da parte dell'ente. Con il ricorso per cassazione la danneggiata ha denunciato violazione degli artt. 113, 115 e 116 c.p.c., 2052 e 2697 c.c., sostenendo che il Tribunale le avesse erroneamente addossato l'onere di provare la propria condotta di guida prudente e l'imprevedibilità del comportamento dell'animale, onere che invece graverebbe sull'ente convenuto; ha inoltre affermato di aver comunque provato la dinamica del sinistro, il nesso causale tra l'animale e il danno e la natura selvatica dell'animale.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ma ha corretto la motivazione della sentenza impugnata ai sensi dell'art. 384, ultimo comma, c.p.c. La Corte ha precisato che non è più attuale la regola del concorso tra due presunzioni nella forma applicata dal Tribunale, cioè la possibilità di riconoscere automaticamente un risarcimento parziale del 50% in mancanza di prova piena della dinamica. Tuttavia, nel caso concreto, la domanda della danneggiata non avrebbe comunque potuto essere accolta, neppure in parte, perché la prova della dinamica del sinistro e del comportamento dell'animale risultava insufficiente. Nonostante ciò, la statuizione di merito è rimasta ferma per mancanza di ricorso incidentale della Regione e per il divieto di reformatio in pejus. Spese di legittimità compensate per la recente evoluzione giurisprudenziale sulla materia. È stato inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 2052 c.c.
"responsabilità per danni cagionati da animali"
si applica anche ai danni causati da fauna selvatica protetta; il danneggiato deve provare la dinamica del sinistro e il nesso causale, mentre la pubblica amministrazione si libera solo provando il caso fortuito.
art. 2054, comma 1, c.c.
richiamato dal giudice di merito per la condotta di guida del conducente; la Corte osserva che la sua applicazione nei sinistri con animale non può tradursi automaticamente in una riduzione del danno in difetto di prova piena della dinamica.
art. 2697 c.c.
l'onere probatorio grava sul danneggiato quanto alla dimostrazione della dinamica del sinistro e sull'ente quanto alla prova del caso fortuito.
art. 113 c.p.c.
invocato come norma processuale violata nel motivo di ricorso, ma la censura è stata ritenuta infondata.
art. 115 c.p.c.
invocato come norma processuale violata nel motivo di ricorso, ma la censura è stata ritenuta infondata.
art. 116 c.p.c.
invocato come norma processuale violata nel motivo di ricorso, ma la censura è stata ritenuta infondata.
art. 384, ultimo comma, c.p.c.
consente la correzione della motivazione della sentenza impugnata pur mantenendone fermo il dispositivo.
art. 1227, comma 1, c.c.
richiamato per la valutazione del concorso causale del conducente nella produzione del danno.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
impone, in presenza dei presupposti, l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato a carico della parte soccombente.
art. 1, comma 3, l. n. 157 del 1992
la fauna selvatica appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato ed è affidata alla gestione dell'ente territoriale competente.
Massime di principio
- Nei giudizi per danni da urto tra veicolo e animale selvatico, l'art. 2052 c.c. si applica anche alla fauna selvatica protetta affidata alla gestione della pubblica amministrazione competente.
- Il danneggiato deve allegare e provare la dinamica completa del sinistro, la correlazione tra comportamento dell'animale e condotta di guida, nonché la natura selvatica/protetta dell'animale.
- La pubblica amministrazione convenuta si libera solo dimostrando il caso fortuito, cioè che il comportamento dell'animale sia stato causa autonoma, eccezionale, imprevedibile e inevitabile del danno.
- Non è consentito riconoscere automaticamente un risarcimento parziale sulla base di una generica "doppia presunzione" tra responsabilità del conducente e dell'ente: senza prova positiva della concreta interazione causale, la domanda può essere respinta.
- La riduzione del risarcimento per concorso del conducente richiede una prova sufficientemente precisa della sua condotta e dell'effettivo apporto causale al sinistro; in mancanza, il giudice non può applicare automatismi percentuali.
- La correzione della motivazione ex art. 384 c.p.c. consente di mantenere fermo il dispositivo quando la decisione finale è comunque corretta nel risultato, anche se sorretta da argomentazioni giuridiche errate.
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