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Legge

L.R. Umbria 3/2018

Riduzione temporanea dell'assegno vitalizio. Ulteriori modificazioni alla legge regionale 15 gennaio 1973, n. 8 (Norme sulla previdenza dei consiglieri regionali).

Normativa regionaleL.R. Umbria 3/2018Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge introduce per 36 mesi, dal mese successivo all’entrata in vigore, una riduzione progressiva degli assegni vitalizi e di reversibilità regionali, con possibile esenzione per redditi Irpef fino a 18.000 euro. I risparmi sono destinati a politiche contro l’esclusione sociale. Prevista anche la pubblicazione sul sito istituzionale dei percettori del vitalizio.

Riduzione temporanea degli assegni vitalizi regionali e destinazione dei risparmi a finalità sociali

Riduzione temporanea degli assegni vitalizi regionali e destinazione dei risparmi

La legge della Regione Umbria interviene sulla disciplina previdenziale dei consiglieri regionali per introdurre una riduzione temporanea degli assegni vitalizi e di reversibilità in pagamento, con finalità di riequilibrio e di destinazione delle economie a interventi sociali. La misura ha natura temporanea ed è applicabile nel solo ambito regionale umbro.

Ambito di applicazione e durata della riduzione

La riduzione riguarda tutti gli assegni vitalizi e di reversibilità disciplinati dalla legge regionale 15 gennaio 1973, n. 8, in pagamento al momento dell’applicazione della norma. La decurtazione opera:

  • per 36 mesi;
  • a decorrere dal mese successivo all’entrata in vigore della legge;
  • anche nei confronti di soggetti che, alla data di entrata in vigore, non abbiano ancora maturato l’età per percepire il vitalizio, nonché di coloro che abbiano già maturato i requisiti ma non abbiano ancora iniziato a percepirlo, dal momento dell’effettiva percezione.

Misura della riduzione

La riduzione si applica all’importo lordo mensile secondo scaglioni progressivi:

  • 5% per importi fino a 1.000 euro;
  • 8% per la parte eccedente 1.000 euro e fino a 2.000 euro;
  • 10% per la parte eccedente 2.000 euro e fino a 4.000 euro;
  • 12% per la parte eccedente 4.000 euro e fino a 6.000 euro;
  • 15% per la parte eccedente 6.000 euro.

Esenzione per redditi bassi

I titolari di assegni vitalizi o di reversibilità con reddito lordo complessivo annuo, ai fini IRPEF, non superiore a 18.000 euro possono chiedere l’esenzione dalla riduzione temporanea. L’esenzione è subordinata alla presentazione di idonea documentazione secondo le modalità stabilite dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa.

Destinazione dei risparmi

I risparmi di spesa derivanti dalla riduzione dei vitalizi sono destinati al finanziamento di politiche a favore delle fasce di popolazione maggiormente esposte al rischio di esclusione sociale. Le modalità e i criteri di destinazione delle risorse sono concordati dalla Giunta regionale e dall’Assemblea legislativa.

Trasparenza e pubblicità dei beneficiari

La legge inserisce nella disciplina regionale un obbligo di trasparenza: sul sito istituzionale dell’Assemblea legislativa devono essere pubblicati, secondo modalità stabilite dall’Ufficio di Presidenza:

  • i nominativi dei componenti cessati dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale che beneficiano dell’assegno vitalizio;
  • l’importo lordo mensile erogato a ciascuno. In caso di decesso del beneficiario, accanto al nominativo è indicata in forma anonima l’eventuale presenza di aventi titolo beneficiari dell’assegno. I dati restano pubblicati per tutta la durata dell’erogazione del vitalizio.

Copertura finanziaria e variazioni di bilancio

Per finanziare la destinazione sociale dei risparmi è autorizzata una spesa complessiva di 900.000 euro nel bilancio regionale 2018-2020, così ripartita:

  • 150.000 euro per il 2018;
  • 300.000 euro per il 2019;
  • 300.000 euro per il 2020. La copertura è assicurata dai risparmi derivanti dalla riduzione dei vitalizi, con riduzione delle autorizzazioni di spesa della missione relativa agli organi istituzionali. La Giunta regionale è inoltre autorizzata ad apportare le variazioni di bilancio necessarie in conseguenza della disciplina sulla destinazione delle risorse.

Testo integrale

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