Cassazione Penale, Sentenza n. 17657/2025 del 09/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di legittimità ha constatato che, nel frattempo, l'imputato è deceduto il 26/02/2025 e, per tale motivo, ha dichiarato estinto il reato ancora ascritto al prevenuto. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per morte dell'imputato.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del 27/05/2024 che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato previsto dall'art. 220 legge fall. e aveva invece confermato la responsabilità dell'imputato per il reato di bancarotta fraudolenta documentale ascritta in qualità di legale rappresentante e socio accomandatario della s.a.s. Stravi Costruzioni. L'appellante deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo di aver consegnato alla curatela la documentazione rilevante e indicando luoghi dove sarebbero state conservate le scritture (poi sottoposti a sequestro), per cui mancava la prova del dolo specifico richiesto per la bancarotta fraudolenta documentale. La Corte di merito aveva invece ritenuto che l'omessa tenuta e il mancato deposito delle scritture, la temporanea irreperibilità, la mancata consegna di beni (quali autovetture), l'assenza dei bilanci e l'esistenza di protesti e procedure esecutive facevano ritenere l'omissione funzionale a recare pregiudizio ai creditori e quindi idonea a integrare il dolo specifico.
Norme richiamate
art. 220 legge fallimentare
La relativa imputazione è stata dichiarata estinta per prescrizione dalla Corte d'appello; la norma è menzionata come riferimento per il reato estinto in via prescrizionale.
bancarotta fraudolenta documentale (legge fallimentare)
La Corte territoriale ha interpretato l'elemento psicologico della bancarotta fraudolenta documentale come configurato quando l'omessa tenuta o il mancato deposito delle scritture sono funzionali a impedire la ricostruzione della gestione e a recare pregiudizio ai creditori; tale dolo specifico può essere desunto da fatti come omissioni protratte, irreperibilità del dirigente, mancata produzione dei bilanci, consistenti passività e condotte volte a sottrarre beni alla curatela.
estinzione del reato per morte del reo (principio processuale)
Il decesso dell'imputato estingue il reato pendente e determina l'annullamento della sentenza senza rinvio, come disposto dalla Cassazione nel caso di specie.
Massime di principio
- La morte dell'imputato estingue il reato penale e determina l'annullamento della sentenza di merito senza rinvio; la procedura di impugnazione si interrompe per estinzione del fatto per causa di morte.
- Per configurare la bancarotta fraudolenta documentale è necessario il dolo specifico consistente nell'occasione o nella conservazione volontaria di scritture contabili tali da impedire la ricostruzione della gestione e pregiudicare i creditori; tale dolo può essere desunto da elementi concreti (omissione protratta, irreperibilità, mancata consegna di beni, assenza di bilanci).
- La semplice assenza di scritture non è automaticamente sufficiente a integrare il reato se l'imputato dimostra di aver consegnato documentazione utile alla curatela o se esistono cause oggettive (ad es. sequestro) che giustifichino l'impossibilità di esibire i libri; la valutazione è caso per caso e richiede motivazione circostanziata.
- L'entità dei debiti e la pluralità di comportamenti omissivi o elusivi (es. protesti, procedure esecutive, intestazione di beni) rafforzano l'ipotesi del dolo specifico e possono legittimare la qualificazione come bancarotta fraudolenta documentale.
- Se è controverso il possesso o la disponibilità delle scritture (luoghi indicati ma sottoposti a sequestro o documentazione incompleta), la prova in ordine al dolo deve essere valutata con attenzione: la circostanza del sequestro può giustificare l'assenza di documenti, ma non elimina automaticamente la possibilità di configurare il dolo se emergono elementi contrari.
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