L.R. Umbria 13/2008
Disposizioni relative alla promozione del sistema integrato di sicurezza urbana ed alle politiche per garantire il diritto alla sicurezza dei cittadini. Abrogazione della legge regionale 19 giugno 2002, n. 12 (Politiche per garantire il diritto alla sicurezza dei cittadini).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina, per l’Umbria, strumenti di programmazione, coordinamento e finanziamento per la sicurezza urbana integrata: Patti integrati, interventi sociali, urbanistici e di prevenzione, sostegno alle vittime e ruolo di Comuni, terzo settore e Conferenza regionale. Si applica dal 1° gennaio 2009; sono abrogate la l.r. 12/2002 e alcune disposizioni della l.r. 1/2005.
Promozione del sistema integrato di sicurezza urbana e politiche regionali per la sicurezza dei cittadini
Promozione del sistema integrato di sicurezza urbana
La legge regionale dell’Umbria definisce una cornice organica di politiche per la sicurezza dei cittadini, fondata sull’integrazione tra interventi sociali, territoriali, preventivi e di contrasto all’illegalità. Il provvedimento opera esclusivamente nel territorio umbro e mira sia al miglioramento della vivibilità urbana sia al sostegno di azioni coordinate tra Regione, enti locali e altri soggetti istituzionali e sociali.
Finalità e impostazione generale
La Regione riconosce la sicurezza come bene comune essenziale per lo sviluppo durevole e per una convivenza civile ordinata. In collaborazione con il sistema delle autonomie locali, essa:
- integra politiche sociali e territoriali regionali e locali con le politiche statali di contrasto della criminalità;
- interviene in settori connessi alla sicurezza, ai servizi sociali, all’educazione alla legalità, al diritto allo studio, alla formazione professionale, al collocamento al lavoro, alla riqualificazione urbana e all’edilizia residenziale pubblica.
Compiti regionali e strumenti di collaborazione
Per perseguire tali finalità la Regione:
- promuove accordi e intese con Stato e autonomie locali per la conoscenza dei fenomeni di illegalità e criminalità e per iniziative di rilievo regionale o locale;
- sostiene la progettazione degli enti locali, anche in raccordo con i soggetti sociali interessati;
- promuove la sicurezza partecipata come modello condiviso di tutela della vita civile;
- favorisce la partecipazione delle associazioni rappresentative di interessi collettivi alla definizione delle priorità negli accordi;
- promuove nelle scuole dell’obbligo iniziative su coscienza civile, costituzionale e democratica, rispetto delle diversità e contrasto alla criminalità organizzata.
Patti integrati di sicurezza urbana
Il Patto integrato di sicurezza urbana è lo strumento privilegiato della disciplina. Esso serve a integrare, nel rispetto delle competenze dei singoli soggetti istituzionali, politiche sociali, azioni preventive, pratiche di conciliazione e mediazione dei conflitti e ogni intervento volto a migliorare la sicurezza urbana. Può riguardare l’intera regione, un singolo Comune o un insieme di Comuni e deve contenere:
- analisi dei problemi di sicurezza e mappatura delle aree a maggior rischio;
- programma delle azioni preventive e degli interventi da attuare;
- coordinamento con politiche regionali e di altri soggetti istituzionali su disagio sociale, integrazione culturale, riqualificazione urbana, protezione civile, sicurezza stradale, formazione, sicurezza ambientale, prevenzione degli infortuni sul lavoro e tutela del patrimonio artistico e culturale.
Tipologie di intervento sostenute dalla Regione
La Regione sostiene, nel rispetto delle competenze statali e locali, interventi finalizzati a migliorare le condizioni di sicurezza delle comunità locali. Tra questi rientrano:
- inclusione e prevenzione sociale nelle aree e verso i soggetti a rischio;
- riqualificazione urbanistica e recupero degli spazi pubblici degradati, anche per contrastare la microcriminalità diffusa;
- vigilanza sul territorio, valorizzando anche il modello del vigile di quartiere;
- acquisto e ammodernamento di dotazioni tecniche, miglioramento delle sale operative della polizia locale e collegamento con quelle delle forze di polizia;
- formazione e aggiornamento continui degli addetti alla sicurezza, in particolare della polizia locale;
- servizi di prima assistenza e aiuto alle vittime di reati;
- integrazione operativa e condivisione dei flussi informativi tra forze dell’ordine;
- azioni contro emergenza droga, tratta e prostituzione;
- educazione alla legalità in collaborazione con le scuole;
- politiche di sicurezza di genere e tutela di infanzia e anziani;
- potenziamento del trasporto pubblico locale e delle corse notturne nelle principali città umbre;
- reinserimento sociale dei detenuti;
- prevenzione e mediazione dei conflitti sociali e culturali;
- prevenzione e riduzione dei danni da atti vandalici;
- informazione e formazione delle comunità immigrate, anche con il coinvolgimento dell’Università per Stranieri di Perugia, su lingua italiana, Costituzione, libertà, uguaglianza e ordinamento giuridico.
Interventi comunali a favore delle vittime di reati
I Comuni promuovono, progettano e realizzano gli interventi di assistenza e aiuto alle vittime di fatti criminosi tramite servizi di:
- informazione e primo ascolto, con orientamento verso le strutture pubbliche competenti;
- assistenza psicologica, cura e aiuto, soprattutto per anziani, disabili, minori e vittime di violenze gravi o reati sessuali e discriminatori;
- accesso ai servizi sociali e territoriali e supporto per le connesse attività amministrative;
- tutela delle donne sole o con minori, con il concorso del Centro per le Pari Opportunità regionale. Tali servizi possono includere sistemi di immediata comunicazione dei pericoli alle forze di polizia e ai servizi di assistenza, nonché case di ascolto e accoglienza. Gli interventi devono essere coerenti con i protocolli d’intesa previsti dalla normativa statale sulla sicurezza dei cittadini.
Interventi e servizi per le vittime di fatti criminosi
La disciplina individua una specifica categoria di misure a favore delle vittime di reati, consistenti in assistenza sociale e sanitaria per alleviare il disagio nei casi in cui da delitti non colposi derivi un danno gravissimo alla persona, oppure in favore dei familiari in caso di morte della vittima. È prevista anche la rimozione o riduzione immediata delle più rilevanti difficoltà economico-sociali determinate dal fatto criminoso. Gli interventi sono attivabili quando:
- il fatto criminoso è avvenuto nel territorio regionale, oppure
- la vittima è residente in Umbria. Non si applicano se la vittima risulta compartecipe del comportamento criminoso.
Programmazione regionale e priorità di intervento
Ogni due anni, entro il 31 gennaio, la Giunta regionale propone al Consiglio un atto di programmazione sugli interventi in materia di sicurezza dei cittadini. L’atto deve indicare:
- stato di attuazione e avanzamento della legge;
- priorità e criteri per realizzare e finanziare le attività previste;
- riparto delle risorse tra le varie tipologie di intervento, con attenzione alle vittime di reati;
- utilizzo delle risorse regionali integrate con quelle statali e di altre leggi regionali;
- obiettivi e modalità per la sottoscrizione dei Patti integrati e per la scelta dei soggetti coinvolti.
Terzo settore, volontariato e associazionismo
La Regione riconosce il ruolo del terzo settore, delle associazioni giovanili e studentesche, delle associazioni degli stranieri e degli oratori nell’attuazione delle politiche di sicurezza. Promuove inoltre volontariato, associazionismo e altre formazioni sociali, anche sportive, per:
- animazione sociale e culturale;
- aiuto alle vittime di reati;
- prevenzione ed educazione alla legalità;
- formazione di figure di mediazione culturale e familiare. L’utilizzo di tali soggetti è ammesso solo nel rispetto della normativa di riferimento in materia di volontariato, servizi sociali e oratori, nonché della normativa vigente.
Coordinamento istituzionale e monitoraggio annuale
Il Presidente della Giunta regionale promuove incontri periodici a livello regionale e provinciale tra i soggetti coinvolti nei progetti, per esaminare le criticità emerse e coordinare le azioni. Inoltre, entro il 31 dicembre di ogni anno, la Giunta presenta al Consiglio una relazione generale sullo stato della sicurezza in Umbria e sull’attuazione della legge.
Conferenza regionale sulla sicurezza integrata
È istituita presso la Presidenza della Giunta la Conferenza regionale sulla sicurezza integrata, quale sede di confronto e valutazione sulle politiche locali di sicurezza integrata e sulla verifica degli accordi e delle intese regionali. La Conferenza è composta da rappresentanti della Regione, delle Province, dei Comuni capoluogo, degli A.T.I., delle associazioni degli enti locali, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e del Forum regionale del terzo settore. La partecipazione è gratuita. La Conferenza si dota di un proprio regolamento ed è istituita con decreto del Presidente della Giunta; dura per l’intera legislatura e fino al rinnovo. Le funzioni di segreteria sono svolte dalla struttura competente della Presidenza. Almeno una volta l’anno il Presidente convoca la Conferenza per fornire elementi al Consiglio e per l’esame congiunto delle problematiche attuative dei Patti integrati.
Comitato tecnico-scientifico per la sicurezza e la vivibilità
La Regione istituisce un Comitato tecnico-scientifico per la sicurezza e la vivibilità, con durata quinquennale. È nominato con decreto del Presidente della Giunta, previa deliberazione della Giunta e sentito il parere della Commissione consiliare competente, ed è composto da tre esperti di comprovata qualificazione. Il Comitato:
- predispone una banca dati sui fenomeni che generano insicurezza, compresa la percezione soggettiva dei cittadini;
- esprime pareri consultivi sui progetti di intervento;
- fornisce supporto informativo e approfondimenti a Giunta, Consiglio, autonomie locali e Conferenza;
- presenta un rapporto annuale sullo stato della sicurezza in Umbria, utile anche per la relazione annuale della Giunta. Svolge inoltre i compiti attribuiti dalla normativa regionale in materia di contrasto e prevenzione del crimine organizzato e mafioso.
Adesione a organismi europei
La Regione aderisce al Forum europeo per la sicurezza urbana (FESU) come strumento di promozione di una legislazione moderna in materia di sicurezza urbana e di diffusione delle politiche integrate di sicurezza.
Modifiche alla disciplina regionale della polizia locale
La legge modifica la l.r. 1/2005 sulla polizia locale, coordinandone gli interventi con la disciplina sul sistema integrato di sicurezza urbana; prevede inoltre che gli enti non adeguatisi nei termini non possano usufruire delle risorse destinate alle politiche di sicurezza urbana e di questa legge; infine attribuisce l’attività formativa all’Associazione “Scuola di Amministrazione pubblica Villa Umbra”.
Finanziamento, copertura e gestione delle risorse
Le risorse per le politiche e gli interventi di sicurezza urbana sono definite annualmente dalla legge finanziaria regionale, in coerenza con le previsioni sugli aiuti alle vittime e con la programmazione regionale. I finanziamenti possono riguardare Comuni singoli o associati. La Giunta regionale può:
- finanziare Patti integrati di sicurezza urbana;
- finanziare progetti integrati per la sicurezza tramite procedure concorsuali, anche riferiti all’intero territorio regionale;
- realizzare interventi in partenariato con i soggetti istituzionali e sociali indicati dalla legge. Sono previste anche coperture per il funzionamento del Comitato tecnico-scientifico e per l’adesione al FESU. È autorizzata l’adozione delle variazioni di bilancio conseguenti.
Abrogazioni e regime transitorio
La legge abroga integralmente la precedente l.r. 19 giugno 2002, n. 12, e abroga inoltre alcune disposizioni della l.r. 1/2005 in materia di polizia locale. In prima applicazione, la proposta di programmazione triennale/quadriennale? no, biennale prevista dalla legge deve essere presentata entro il 30 aprile 2009.
Decorrenza
Le disposizioni della legge si applicano dal 1° gennaio 2009.
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