Cassazione Penale, Sentenza n. 13335/2025 del 07/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava il decreto di sequestro probatorio relativo a una lettera di raccomandazione rinvenuta in possesso del Fioretto. Si censurano: 1) abnormità del decreto e omessa/mancata valutazione di vizi già dedotti (sovrapposizione a precedente sequestro e conflitto con altro ricorso per cassazione); 2) contraddizione sul luogo di provenienza della missiva e sulla destinazione (restituzione all'archivio storico diocesano che non avrebbe avuto il possesso); 3) violazione e errata interpretazione degli artt. 822, 823 e 831 c.c. (qualificazione della missiva come bene archivistico inalienabile), con conseguente nullità del sequestro; 4) assenza di adeguata motivazione circa la sussistenza dei presupposti del sequestro probatorio e la riconducibilità del bene al corpo del reato o come cosa pertinente, nonché sull'ipotesi di ricettazione ai sensi dell'art. 518 quater c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto che l'ordinanza impugnata mancasse di adeguata motivazione in ordine ai presupposti del sequestro probatorio (insufficiente descrizione fattuale del rapporto tra bene e reato, motivazione meramente formale richiamando norme senza indicare fatti e ragioni per la qualificazione del bene come corpo del reato o cosa pertinente; incertezza rispetto alla restituzione). Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al tribunale di Firenze per nuovo esame.
Norme richiamate
art. 822 c.c.
Richiamato nel contesto della qualificazione dei beni come appartenenti a raccolte archivistiche o museali; la Corte osserva che l'opposizione della difesa su natura privata della lettera è questione di merito non risolvibile in sede di legittimità senza prova, ma il tribunale aveva ritenuto la provenienza archivistica, con conseguente regime di inalienabilità ex art. 831 c.c.
art. 823 c.c.
Riferito in relazione alla incompatibilità dei diritti di terzi sui documenti appartenenti ad archivi pubblici o assimilati; la questione richiede valutazione probatoria sulla natura e provenienza del documento.
art. 831 c.c.
Richiamato per l'assoggettamento di documenti presenti in archivi pubblici al regime di inalienabilità; la Corte osserva che l'affermazione della natura archivistica del documento deve essere adeguatamente motivata.
art. 518 quater c.p.
Centrale rispetto alla contestata ipotesi di ricettazione; la Corte ha rilevato che la valutazione dell'esistenza del reato e dei presupposti per la ricettazione richiede adeguata motivazione del sequestro, e la semplice affermazione non è sufficiente.
principio giurisprudenziale sulla motivazione del sequestro probatorio
Sez. 2, n. 46130 del 04/10/2023, Santandrea, Rv. 285348 - 01 (citata)
La Corte richiede che il decreto di sequestro probatorio contenga una motivazione concreta e adeguata: descrizione fattuale sommaria, rapporto tra cosa e reato, finalità probatoria perseguita; il mero richiamo alle norme è insufficiente e determina annullamento.
Massime di principio
- Il decreto di sequestro probatorio deve contenere motivazione sufficiente: descrizione almeno sommaria dei fatti, indicazione del rapporto tra il bene e il reato e la finalità probatoria perseguita; non è sufficiente il solo richiamo alle norme.
- La qualificazione di un documento come parte di un archivio pubblico o ecclesiastico e la conseguente inalienabilità richiedono accertamenti di fatto e motivazione specifica; contestazioni sulla natura privata del documento sono questioni di merito che vanno provate e motivate.
- La presenza di procedimenti paralleli o di precedenti sequestri non esime il giudice da fornire una motivazione chiara e coerente; il giudizio sul contrasto tra provvedimenti va gestito con riferimento ai fatti dimostrati, non tramite presunzioni generiche.
- Ordini di restituzione o atti che sembrano contraddire il vincolo probatorio devono essere spiegati esplicitamente dal giudice o dall'autorità che ha disposto il sequestro, per evitare incertezza sul regime del bene.
- Per ipotesi di reati connessi a documenti (es. ricettazione), il pubblico ministero deve indicare con sufficiente precisione perché il documento può ritenersi corpo del reato o pertinente, e quale utilità probatoria si intende conseguire con il sequestro.
- La difesa può ottenere l'annullamento di provvedimenti di sequestro quando la motivazione è meramente formale o mancante; in tal caso la Corte di Cassazione può disporre annullamento con rinvio per un nuovo esame di merito.
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