L.R. Abruzzo 93/2000
Integrazione alla L.R. 2 luglio 1999, n. 37 recante: Piano sanitario regionale - Triennio 1999-2001 (proposta di progetto obiettivo di tutela della salute mentale in eta' evolutiva).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge integra il Piano sanitario regionale Abruzzo 1999-2001 con un progetto obiettivo per la salute mentale in età evolutiva, fissando indirizzi organizzativi, reti di servizi, requisiti di personale e finanziamento pari all’1% del fondo sanitario regionale. È entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul BURA (28 giugno 2000).
Integrazione del Piano sanitario regionale Abruzzo 1999-2001 sulla tutela della salute mentale in età evolutiva
Integrazione del Piano sanitario regionale sulla salute mentale in età evolutiva
La legge regionale dell’Abruzzo integra il Piano sanitario regionale 1999-2001 con un progetto obiettivo dedicato alla tutela della salute mentale di bambini e adolescenti. Il provvedimento definisce finalità, assetto dei servizi, criteri organizzativi, fabbisogni di personale e risorse finanziarie per l’area neuropsichiatrica dell’età evolutiva.
Finalità del progetto obiettivo
Il progetto mira a rafforzare prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione delle patologie neurologiche e psichiatriche in età evolutiva, valorizzando la presa in carico globale del minore e della famiglia. L’impostazione privilegia l’intervento precoce, la continuità terapeutica e il collegamento tra servizi sanitari, sociali, scolastici e giudiziari.
Modello organizzativo dei servizi
Il testo assume come riferimento il modello dipartimentale, ritenuto il più idoneo per garantire unitarietà degli interventi e continuità terapeutica. I servizi di neuropsichiatria infantile sono collocati nell’ambito del Dipartimento di salute mentale, ma organizzati come rete autonoma specializzata per l’età evolutiva, con funzioni preventive, diagnostiche, terapeutiche e riabilitative.
Articolazione della rete assistenziale
La rete regionale deve comprendere:
- unità operative territoriali di neuropsichiatria infantile;
- unità operative ospedaliere di neuropsichiatria infantile;
- centri regionali di riferimento per patologie specifiche;
- strutture semiresidenziali e residenziali per trattamenti medio-lunghi di adolescenti con patologie gravi.
I servizi devono operare in équipe multiprofessionali, con competenze specifiche per l’età evolutiva.
Unità operative territoriali
Le unità territoriali, previste in numero di una per ASL, svolgono attività ambulatoriale e di presa in carico globale delle disabilità neuropsicomotorie e delle problematiche psichiatriche. Svolgono inoltre funzioni di raccordo con scuola, servizi di riabilitazione, enti per l’inserimento lavorativo e sociale, autorità giudiziaria minorile, famiglie e associazioni. Devono anche curare il monitoraggio epidemiologico e l’invio dei dati all’osservatorio regionale.
Unità operative ospedaliere
Le unità ospedaliere devono occuparsi dei casi complessi quando il ricovero è indispensabile, privilegiando il day hospital per ridurre il trauma dell’ospedalizzazione. La degenza ordinaria è prevista soprattutto per patologie neurologiche acute o gravi e per patologie psichiatriche dell’infanzia e dell’adolescenza che richiedono sorveglianza continuativa. Sono indicati 20 posti letto in DH a livello regionale e 6 posti letto a tempo pieno negli ospedali a valenza regionale di Pescara e L’Aquila.
Centri di riferimento e strutture residenziali
Possono essere attivati centri per patologie specifiche con elevata complessità diagnostica o terapeutico-riabilitativa, anche in continuità con i centri già previsti dal piano sanitario regionale per psicosi infantili e psicopatologia adolescenziale. Sono inoltre previste strutture semiresidenziali e residenziali, da istituire in ogni ASL, per gravi disturbi della relazione, comunicazione e socializzazione, con limiti di capienza, differenziazione per età e, per le residenziali, anche per sesso.
Rapporti con altri servizi e monitoraggio
La disciplina insiste sul coordinamento con pediatria di base e ospedaliera, scuola, consultori familiari, medicina scolastica, servizi di riabilitazione pubblici e privati, tribunale per i minorenni e giudice tutelare. Tutte le strutture devono trasmettere dati epidemiologici e clinici al Servizio prevenzione handicap neuropsicosensoriali con osservatorio epidemiologico regionale, per la gestione informatizzata e l’elaborazione di strategie preventive.
Personale
Il personale dei servizi di neuropsichiatria infantile deve essere composto da operatori con competenze specifiche per l’età evolutiva, tra cui neuropsichiatri infantili, psicologi, assistenti sociali, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità, terapisti della riabilitazione psichiatrica, educatori, infermieri professionali e ausiliari di assistenza. Il fabbisogno è indicato tendenzialmente in un operatore ogni 1500 abitanti della fascia 0-18 anni.
Finanziamento
Per l’attuazione del progetto obiettivo è destinato l’1% del fondo sanitario regionale, a copertura dell’attività complessiva dei servizi per la salute mentale di bambini e adolescenti.
Decorrenza
La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione. La pubblicazione richiamata è del 28 giugno 2000.
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