Sentenza del 20/09/2019 n. 984 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Processo tributario - Agente della Riscossione - Rappresentanza in giudizio - Legali esterni alla struttura - Esclusione - Conseguenze
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stata ritenuta invalida la procura conferita al legale esterno, poiché non risultavano dimostrati i presupposti necessari per il ricorso a un avvocato del libero foro. Ne è derivata la nullità della costituzione in giudizio dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e l’inammissibilità dell’appello proposto.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la validità della rappresentanza processuale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. L’art. 11 del D.Lgs. 546/1992 stabilisce che l’agente della riscossione deve stare in giudizio direttamente o tramite la struttura territoriale sovraordinata, con funzionari o soggetti appartenenti all’organo muniti dei necessari poteri. Il ricorso a un avvocato del libero foro è ammissibile, secondo i principi richiamati dalla Corte di Cassazione, solo in presenza di un caso speciale, di una preventiva delibera motivata dell’organo competente, del relativo controllo da parte degli organi di vigilanza e della produzione in giudizio della documentazione comprovante tali presupposti.
Norme richiamate
Art. 11 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
l'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate nonchè dell'agente della riscossione, nei cui confronti è proposto il ricorso, sta in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata
La norma impone che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sia rappresentata in giudizio dalla struttura competente o da soggetti interni muniti dei relativi poteri; la rappresentanza esterna non è libera e deve rispettare specifiche condizioni.
Art. 9, comma 1, lettera d), n. 1, del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 156
La disposizione ha modificato l’art. 11 del D.Lgs. 546/1992, precisando le modalità con cui gli uffici fiscali e l’agente della riscossione possono stare in giudizio.
Massime di principio
- Gli enti pubblici fiscali devono dimostrare che chi li rappresenta in giudizio possiede effettivamente i poteri di rappresentanza e difesa.
- Il conferimento dell’incarico a un avvocato del libero foro da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione non è automaticamente valido: occorrono un caso speciale, una preventiva delibera motivata dell’organo competente e gli eventuali controlli previsti.
- La documentazione relativa alla delibera e ai controlli deve essere prodotta in giudizio; la sua mancanza può determinare l’invalidità della procura e la nullità della costituzione dell’ente.
- Quando la procura è invalida e l’ente si è costituito o ha proposto un’impugnazione tramite un rappresentante non legittimato, il giudice può dichiarare inammissibile l’appello o l’atto processuale.
- In casi analoghi, il contribuente può contestare tempestivamente la legittimazione del rappresentante dell’agente della riscossione, verificando la procura, la qualifica del difensore e l’esistenza della delibera autorizzativa.
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