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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19774/2020 del 22/09/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di avvisi di accertamento fiscali (anni 2003-2005) fondati su documentazione extracontabile e su movimentazioni bancarie acquisite dalla Guardia di Finanza; censure principali: mancata allegazione o motivazione dell'autorizzazione all'acquisizione dei dati bancari, illegittimità dell'accesso e dell'utilizzo dei conti correnti dei soci per ricondurre operazioni alla società, vizio di motivazione degli avvisi e mancato rispetto del litisconsorzio necessario (in relazione alla società Albergo Colombo), oltre a doglianze sull'onere della prova e sul mancato riconoscimento dei costi deducibili

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue parti. Ha ritenuto infondati i sei motivi proposti: - nessun litisconsorzio necessario in presenza di definizione/conciliazione della posizione della società terza (Albergo Colombo); - l'autorizzazione richiesta alla Procura per l'utilizzo, in sede fiscale, di documenti acquisiti in sede penale non richiede motivazione e l'accesso disposto dall'autorità giudiziaria penale è assistito da garanzie diverse e maggiori; - l'utilizzo delle movimentazioni bancarie intestate a soci o terzi è legittimo per accertamenti su società di persone (o società a base ristretta), salvo prova contraria della loro estraneità, ai sensi dell'art. 32 DPR 600/1973; - lo "ius superveniens" (art. 7-quater D.L. 193/2016 conv. L.225/2016) è norma di natura sostanziale e non si applica retroattivamente agli accertamenti anteriori alla sua entrata in vigore; - in un accertamento analitico-induttivo è onere del contribuente dimostrare i costi deducibili. Spese di giudizio compensate a carico del ricorrente per euro 10.000 oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 600 del 1973, art. 32

    Consente all'Ufficio di utilizzare indagini bancarie e le movimentazioni di conti intestati a soci/terzi per ricondurre operazioni alla società; tale riferibilità è ammissibile specie per società di persone o imprese a ristretta base partecipativa salvo prova contraria del contribuente

  • d.P.R. n. 600 del 1973, art. 33

    Norma sull'accesso domiciliare e acquisizione di documenti bancari in ambito fiscale; la Corte distingue l'accesso disposto in sede penale (con sequestro/perquisizione) dalla fattispecie disciplinata fiscalmente e rileva che la normativa fiscale non impone motivazione dell'autorizzazione

  • d.P.R. n. 600 del 1973, art. 39

    Fa distinzione tra accertamento analitico-induttivo (art.39, primo comma) e accertamento induttivo 'puro' (secondo comma); nel primo l'onere di provare i costi deducibili grava sul contribuente

  • d.P.R. n. 633 del 1972, art. 52

    Riferimento normativo per accessi domiciliare in ambito IVA; la Corte segnala che le norme citate dal ricorrente riguardavano l'accesso in sede fiscale e non l'acquisizione in sede penale

  • Legge n. 241 del 1990, art. 3

    Norma sul dovere di motivazione degli atti amministrativi; la Corte rileva che l'autorizzazione interna per indagini bancarie ha natura organizzativa/meramente preparatoria e non è soggetta all'obbligo di motivazione come un provvedimento impositivo

  • Legge n. 212 del 2000, art. 7

    Riferimento normativo in tema di motivazione degli atti impositivi; la Corte distingue gli atti organizzativi interni dalle tipologie di atti per cui la motivazione è prescritta

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 14 e 18

    Previsioni procedurali relative al processo tributario invocate dai ricorrenti per censure di nullità e difetti processuali; la Corte ha esaminato le doglianze sulla base di tali rimedi e le ha ritenute infondate

  • Costituzione, art. 53

    Richiamata in relazione all'imposizione fiscale e alla proporzionalità del trattamento; la Corte ha ritenuto che non sia stata violata nella vicenda

  • D.L. n. 193 del 2016, art. 7‑quater (conv. L. 225/2016)

    Norma che limita la rilevanza dei prelevamenti ai fini della determinazione dei maggiori redditi (soglie giornaliere/mensili); la Corte ha stabilito che si tratta di norma sostanziale e non si applica retroattivamente alle controversie anteriori alla sua entrata in vigore

  • Codice di procedura civile, art. 360 (mezzi di impugnazione alla Corte di Cassazione)

    Richiamato come base per le denunzie di violazione di legge e vizio di motivazione (nn. 3,4,5): la Corte ha esaminato i motivi ex art.360 e li ha ritenuti infondati

Massime di principio

  • Se documenti e conti bancari sono stati acquisiti in sede penale con provvedimento dell'autorità giudiziaria e poi autorizzati all'uso fiscale, la mancanza di una motivazione formale dell'autorizzazione non invalida automaticamente il loro utilizzo in sede fiscale
  • Per società di persone o imprese a base ristretta le movimentazioni bancarie intestate ai soci o a terzi possono essere ricondotte alla società ai sensi dell'art. 32 DPR 600/1973, salvo che il contribuente non dimostri l'estraneità delle singole operazioni
  • Il litisconsorzio necessario con terzi (es. altra società partecipata) non sussiste se la posizione di tali terzi è stata già definita o conciliata, eliminando il rischio di contrasto di giudicati
  • Le modifiche normative successive (ius superveniens) che sono di natura sostanziale non si applicano retroattivamente a rapporti o accertamenti anteriori alla loro entrata in vigore
  • Nell'accertamento analitico‑induttivo (art.39, primo comma DPR 600/1973) l'onere di provare l'esistenza di costi deducibili grava sul contribuente; l'Ufficio non è tenuto a riconoscerli forfettariamente
  • La mera mancata allegazione di un processo verbale di constatazione non comporta automaticamente l'illegittimità dell'atto se la parte ha effettivamente avuto conoscenza del contenuto o ha ricevuto copia

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