Sentenza del 08/10/2019 n. 25052 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava un avviso di rettifica relativo a tre importazioni, effettuate nel 1988, di formaggi di origine svizzera. L'Amministrazione aveva ritenuto indebitamente applicato il prelievo agricolo preferenziale, poiché sconti, bonifici e altre riduzioni riconosciute successivamente avevano portato il prezzo effettivo delle merci sotto la soglia richiesta dalla normativa comunitaria. La società ha proposto otto motivi di ricorso, contestando, tra l'altro, l'utilizzo della documentazione penale, la motivazione dell'avviso, la prescrizione, la debenza dei diritti doganali e dell'IVA, gli interessi, nonché l'applicabilità delle esimenti della buona fede e dell'assenza di negligenza. La Corte ha rilevato che il ricorso riproduceva in modo eccessivo gli atti processuali e non indicava con sufficiente chiarezza i vizi riconducibili alle ipotesi tassative dell'art. 360 c.p.c.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando sostanzialmente la legittimità della pretesa doganale già riconosciuta dalla Commissione tributaria regionale in sede di rinvio. Ha ritenuto generici e non specifici tutti i motivi: la sentenza impugnata aveva indicato l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria all'utilizzo degli atti penali, aveva escluso la prescrizione per effetto dell'interruzione collegata al procedimento penale, aveva ritenuto provati gli sconti e le riduzioni incompatibili con il beneficio preferenziale e aveva escluso la sussistenza dei presupposti per la buona fede o per lo sgravio. La società è stata condannata al pagamento di 3.000 euro di spese di lite, oltre alle spese prenotate a debito, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
Art. 366, n. 3, c.p.c.
La disposizione richiede una sintetica esposizione dei fatti di causa.
La riproduzione integrale e disorganica degli atti processuali non sostituisce l'esposizione sintetica dei fatti e può rendere il ricorso inammissibile quando impedisce di individuare agevolmente la materia del contendere.
Art. 360, comma 1, c.p.c.
Il ricorso per cassazione è un giudizio a critica vincolata: ogni censura deve essere specifica e riconducibile in modo chiaro a una delle ipotesi tassative di impugnazione. Non sono ammesse contestazioni generiche rivolte direttamente all'atto impositivo anziché alla motivazione della sentenza.
Art. 258 c.p.p.
L'autorizzazione dell'autorità giudiziaria può consentire all'amministrazione doganale di estrarre copia e utilizzare documenti presenti nel fascicolo penale ai fini dell'accertamento tributario.
D.Lgs. n. 374 del 1990, art. 11
La censura relativa alla prescrizione deve confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza sul decorso e sull'interruzione del termine; nel caso concreto la prescrizione è stata esclusa perché il termine era stato interrotto dalla notitia criminis e sino agli esiti del procedimento penale.
Regolamento CEE n. 1761/1982
Il beneficio del prelievo agricolo preferenziale presuppone il rispetto delle condizioni economiche e documentali previste dalla disciplina comunitaria. Sconti, premi o riduzioni successivi che diminuiscano il prezzo effettivo sotto la soglia richiesta possono comportare la perdita del trattamento preferenziale.
Legge n. 413 del 1991, art. 50
La definizione agevolata non è stata ritenuta applicabile alla pretesa in esame, poiché relativa a diritti e obblighi doganali; il versamento effettuato dalla contribuente non è stato quindi considerato idoneo a estinguere la pretesa doganale.
Art. 86 del Testo unico delle leggi doganali
Gli interessi sono stati ritenuti legittimi perché calcolati secondo la disciplina vigente ratione temporis, nella misura indicata dalla sentenza, pari al 18 per cento annuo.
Art. 220 del Regolamento CEE n. 2913/1992
L'esclusione della contabilizzazione a posteriori richiede, tra gli altri presupposti, un errore attivo dell'autorità doganale, la buona fede dell'operatore e il rispetto degli obblighi di diligenza. Le inesatte dichiarazioni del debitore non costituiscono errore attivo dell'autorità e la buona fede deve essere specificamente provata.
Artt. 236 e 239 del Regolamento CEE n. 2913/1992
Il rimborso o lo sgravio dei dazi possono essere riconosciuti solo in presenza dei presupposti normativi e, per l'art. 239, mediante apposita richiesta del debitore entro il termine previsto. L'assenza di frode o negligenza manifesta e la buona fede non possono essere affermate genericamente.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
In caso di inammissibilità o rigetto del ricorso, il ricorrente è tenuto, quando ne ricorrono i presupposti, al pagamento di un ulteriore contributo unificato di importo pari a quello dovuto per il ricorso.
Massime di principio
- Nel ricorso per cassazione è essenziale indicare con precisione quale specifico vizio della sentenza viene denunciato e collegarlo a una delle ipotesi dell'art. 360 c.p.c.; non basta riproporre le contestazioni già rivolte all'atto impositivo.
- La riproduzione integrale degli atti processuali, senza una sintesi chiara dei fatti e senza individuare la rilevanza delle singole parti, può determinare l'inammissibilità del ricorso.
- Ogni motivo deve confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata. Se il ricorrente non contesta la ragione decisiva su cui si fonda la pronuncia, la censura è inammissibile anche se prospetta questioni astrattamente rilevanti.
- In materia doganale, sconti, premi, bonifici o riduzioni concessi dopo l'importazione possono incidere sul prezzo effettivo e determinare la perdita di un trattamento preferenziale, anche se la documentazione originaria risultava formalmente regolare.
- La buona fede dell'importatore non è sufficiente da sola a escludere la pretesa doganale: occorre provare anche l'errore attivo dell'autorità doganale e il rispetto della diligenza esigibile dall'operatore professionale.
- La richiesta di rimborso o sgravio doganale richiede il rispetto dei presupposti sostanziali e delle formalità procedurali, inclusa, quando prevista, una specifica domanda presentata entro il termine di legge.
- Quando il giudice di merito ha già indicato la fonte e il criterio di calcolo degli interessi, una contestazione generica sulla loro sproporzione non è sufficiente: occorre indicare puntualmente la norma violata o l'errore concreto nel calcolo.
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