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Sentenza

Sentenza del 23/02/2017 n. 718 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Accertamento - Avviso - Contraddittorio endoprocedimentale - Tributi armonizzati - Obbligo - Tributi non armonizzati - Non necessità - Motivazione - Ragioni del contribuente in contraddittorio - Rilevanza - Illegittimità per tributi armonizzati - Conseguenze per tributi non armonizzati.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la validità dell'avviso perché emesso senza previo contraddittorio endoprocedimentale. Ha sostenuto che avrebbe potuto formulare, durante il procedimento, specifiche ragioni ed eccezioni potenzialmente idonee a incidere sull'esito dell'accertamento.

La decisione

La sentenza ha ritenuto illegittimo l'avviso limitatamente ai tributi armonizzati, in particolare l'IVA, poiché l'Amministrazione aveva omesso il contraddittorio endoprocedimentale previsto dall'art. 12 della legge n. 212/2000 e imposto dal diritto dell'Unione europea. La violazione è stata considerata rilevante perché il contribuente aveva indicato ragioni concrete e non meramente pretestuose che avrebbe potuto far valere nel contraddittorio. Per i tributi non armonizzati, invece, è stato escluso un obbligo generale di contraddittorio, salvo che tale obbligo sia previsto da una specifica disposizione normativa.

Norme richiamate

  • Art. 12 della legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    In materia di verifiche fiscali, la norma fonda, per i tributi armonizzati come l'IVA, l'obbligo di consentire al contribuente di interloquire con l'Amministrazione prima dell'adozione dell'atto, secondo i principi del diritto dell'Unione europea.

  • Diritto dell'Unione europea in materia di contraddittorio endoprocedimentale

    Per i tributi armonizzati, l'omissione del contraddittorio invalida l'atto quando il contribuente dimostra concretamente quali argomentazioni avrebbe potuto presentare e la loro non pretestuosità.

  • Cassazione n. 24823/2015

    È richiamato il principio secondo cui non esiste nell'ordinamento nazionale un obbligo generalizzato di contraddittorio per i tributi non armonizzati, mentre l'obbligo opera nei casi espressamente previsti dalla legge.

Massime di principio

  • Per i tributi armonizzati, come l'IVA, l'Amministrazione deve normalmente garantire il contraddittorio endoprocedimentale prima dell'emissione dell'avviso, quando l'accertamento deriva da una verifica o da un'attività istruttoria rilevante.
  • La sola omissione formale del contraddittorio non è sempre sufficiente per ottenere l'annullamento dell'atto: il contribuente deve indicare in modo specifico le difese, eccezioni o documenti che avrebbe presentato e dimostrarne la possibile utilità.
  • Le contestazioni devono essere concrete e pertinenti; un'opposizione generica o meramente pretestuosa non determina normalmente l'invalidità dell'avviso.
  • Per i tributi non armonizzati non opera, in via generale, un obbligo di contraddittorio derivante esclusivamente da principi generali: occorre verificare se una specifica norma lo preveda per il particolare procedimento.
  • Quando un unico avviso riguarda sia tributi armonizzati sia tributi non armonizzati, l'eventuale illegittimità per omesso contraddittorio può incidere sui primi senza estendersi automaticamente ai secondi.

Testo integrale

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