L.R. Toscana 15/2010
Norme sulle sponsorizzazioni e sul marchio del Consiglio regionale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina, per il solo Consiglio regionale della Toscana, la stipula di contratti di sponsorizzazione per iniziative culturali, promozionali e di comunicazione, i criteri di scelta degli sponsor, le esclusioni e la destinazione dei proventi. Regola inoltre l’uso del marchio del Consiglio regionale, anche mediante cessione onerosa o gratuita in casi selezionati.
Sponsorizzazioni e marchio del Consiglio regionale toscano
Sponsorizzazioni e marchio del Consiglio regionale
La legge disciplina due strumenti di supporto alle attività istituzionali del Consiglio regionale della Toscana: le sponsorizzazioni per iniziative culturali, promozionali e di comunicazione, e l’uso del marchio del Consiglio regionale. La disciplina è interna all’ente e incide sulla gestione delle iniziative e delle relative entrate.
Ambito delle sponsorizzazioni
Il Consiglio regionale può stipulare contratti di sponsorizzazione con soggetti pubblici o privati per favorire lo svolgimento delle proprie iniziative culturali, promozionali e di comunicazione. La sponsorizzazione consiste nella possibilità, concessa dallo stesso Consiglio, di pubblicizzare marchio o ragione sociale in uno spazio pubblicitario riservato nelle iniziative dell’ente, a fronte di un corrispettivo in denaro oppure della fornitura di beni o servizi.
Individuazione delle iniziative e selezione dello sponsor
Le iniziative da sostenere con sponsorizzazioni sono individuate con deliberazione dell’Ufficio di presidenza, che può anche fissare criteri e modalità di realizzazione. La scelta dello sponsor deve avvenire nel rispetto di pubblicità, trasparenza, imparzialità ed economicità, previa pubblicazione di apposito avviso sul BURT e sul sito del Consiglio regionale, con facoltà di forme di pubblicità più ampie.
L’avviso deve consentire la manifestazione di interesse e indicare:
- oggetto della sponsorizzazione e obblighi dello sponsor;
- spazio pubblicitario offerto o impegno a concordare un piano di sviluppo comunicativo;
- corrispettivo posto a base del contratto;
- eventuale clausola di esclusiva.
A parità di condizioni complessivamente offerte, sono preferiti i soggetti di diritto pubblico e le società a prevalente partecipazione pubblica.
Limiti, esclusioni e tutela dell’immagine istituzionale
L’associazione del nome e del marchio dello sponsor alle iniziative regionali deve essere sempre consona alla natura istituzionale del Consiglio regionale. L’ente può comunque rifiutare la sponsorizzazione quando:
- vi sia un conflitto di interesse tra attività pubblica e privata, oppure il messaggio pubblicitario arrechi pregiudizio o danno all’immagine e alle iniziative del Consiglio;
- lo sponsor abbia controversie giudiziali o stragiudiziali con il Consiglio regionale.
Sono in ogni caso escluse le sponsorizzazioni relative a:
- propaganda politica, sindacale o ideologica;
- pubblicità diretta o collegata alla produzione o distribuzione di tabacco, prodotti superalcolici o a sfondo sessuale.
Proventi delle sponsorizzazioni
I proventi in denaro derivanti dai contratti di sponsorizzazione sono introitati in apposito capitolo del bilancio del Consiglio regionale e devono essere destinati al finanziamento delle iniziative oggetto dei contratti stessi.
Sponsorizzazioni mediante lavori, servizi e forniture
Quando il corrispettivo della sponsorizzazione consiste nell’acquisizione o nella realizzazione, a cura e spese dello sponsor, di lavori, servizi o forniture, si applicano le disposizioni dell’articolo 26 del decreto legislativo n. 163 del 2006 sui contratti pubblici.
Il marchio del Consiglio regionale
Per contraddistinguere le proprie iniziative di informazione, comunicazione, promozione e culturali, il Consiglio regionale può usare come marchio lo stemma della Regione abbinato alla dicitura “Consiglio regionale”, secondo la disciplina richiamata dalla legge regionale sullo stemma, il gonfalone e il sigillo della Regione e dalle relative disposizioni attuative.
L’Ufficio di presidenza può autorizzare la presentazione della domanda per la concessione del brevetto di marchio nazionale e internazionale, secondo la normativa vigente.
Cessione in uso del marchio
Il marchio può essere ceduto in uso a fronte di un corrispettivo in denaro, mediante contratto che ne regola le modalità di utilizzazione da parte di soggetti terzi attraverso la riproduzione su merci o servizi da essi forniti. Anche in questo caso l’uso deve risultare compatibile con la natura istituzionale del Consiglio regionale.
La cessione può avvenire anche a titolo gratuito quando riguardi:
- attività o iniziative di enti pubblici;
- attività o iniziative di enti morali, associazioni culturali o di volontariato aventi carattere culturale, sociale o di pubblica utilità;
- iniziative riconosciute dall’Ufficio di presidenza come particolarmente meritevoli di essere contraddistinte dal marchio.
In tali casi le modalità di utilizzo sono definite dalla competente struttura del Consiglio regionale, anche tramite convenzione con il soggetto interessato.
Proventi della cessione del marchio
I proventi derivanti dai contratti di cessione del marchio affluiscono in un apposito capitolo di entrata del bilancio del Consiglio regionale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Normativa regionale
- Legge · 24 feb 2010L.R. Toscana 14/2010
- Legge · 25 feb 2010L.R. Toscana 21/2010
- Legge · 25 feb 2010L.R. Toscana 16/2010
- Legge · 26 feb 2010L.R. Toscana 24/2010
- Legge · 26 feb 2010L.R. Toscana 22/2010
- Legge · 1 mar 2010L.R. Toscana 26/2010
Cerchi altro? Cerca gratis in Normativa regionale →