Cassazione Civile, Sentenza n. 11834/2022 del 12/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La controversia riguarda un avviso di accertamento relativo al 2007 con il quale l'Agenzia aveva contestato maggiori ricavi a Veronica Troncone per presunta partecipazione alla distribuzione di utili 'extracontabili' della società Troncone s.r.l. La contribuente impugnò l'atto, venne soccombente in primo grado, ma ottenne accoglimento in appello perché la CTR ritenne che per poter assoggettare a tassazione il socio fosse necessario un accertamento definitivo nei confronti della società. L'Agenzia impugnò la decisione in Cassazione censurando l'erronea applicazione delle norme sulla presunzione di distribuzione degli utili e sulle regole probatorie.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, ritenendo infondato il principio affermato dalla CTR secondo cui sarebbe necessaria la notifica e la definitività di un avviso di accertamento nei confronti della società per poter tassare il socio. La Corte ha chiarito che il socio, impugnando l'avviso a lui diretto, può contestare sia la distribuzione degli utili in 'nero' sia l'effettiva formazione degli utili in capo alla società; non è sufficiente una generica deduzione dell'assenza di un accertamento definitivo della società. Perciò la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Commissione tributaria regionale della Campania in diversa composizione anche per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
d.P.R. n. 600/1973, art. 39, comma 1
Rinvio alla disciplina della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili: la Corte indica che la norma abilita l'Amministrazione a fondare l'imposizione sul socio quando risultino utili non dichiarati della società, ma la sua operatività può essere disattesa dal socio fornendo prova contraria sul conseguimento o sulla distribuzione degli utili
cod. proc. civ., art. 360, comma 1, n. 3
Norma invocata quale motivo di cassazione per vizio di motivazione e violazione di legge: la Corte ha ritenuto fondato il motivo e ha cassato la sentenza impugnata sulla base di errata interpretazione delle regole probatorie e dell'applicazione della presunzione
cod. civ., art. 2697
Principio relativo all'onere della prova: la Corte richiama che grava sulla parte che afferma un fatto l'onere di dimostrarlo; nel caso di specie il socio, per negare l'applicabilità della presunzione, deve contestare e provare l'inesistenza o la mancata distribuzione degli utili
cod. civ., art. 2263
Norma citata in relazione alle regole probatorie e alle presunzioni (come richiamato dalla Corte): la decisione utilizza tali principi per stabilire come debbano essere valutati gli elementi probatori relativi alla formazione e distribuzione degli utili
Massime di principio
- In presenza di società a base ristretta, l'Amministrazione può far valere la presunzione che utili extracontabili della società siano stati percepiti dai soci; tale presunzione non richiede necessariamente un accertamento definitivo nei confronti della società per essere opposta al singolo socio
- Il socio che riceve un avviso di accertamento può, con il suo ricorso, contestare non solo la distribuzione in nero degli utili ma anche l'effettivo conseguimento di tali utili da parte della società; dunque la difesa del socio deve affrontare il merito della pretesa impositiva
- Non è sufficiente per il socio allegare genericamente la mancanza di un accertamento definitivo nei confronti della società: deve fornire prove concrete atte a dimostrare la mancata formazione o la mancata distribuzione degli utili
- L'accertamento nei confronti della società e quello nei confronti del socio sono procedimenti autonomi; però l'accertamento sulla società può essere pregiudiziale rispetto a quello sul socio, perciò il giudice deve valutare nel merito la pretesa impositiva rivolta al socio
- In casi analoghi, le parti devono porre attenzione all'onere della prova: l'Amministrazione deve fornire elementi per la presunzione di distribuzione, mentre il socio deve presentare prova contraria specifica per scalfire tale presunzione
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