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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34702/2025 del 24/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Catanzaro per violazione di legge, deducendo che il giudice ha omesso di riqualificare i fatti contestati ai capi a) e b) come delitti previsti dall'art. 624-bis c.p. (furto in abitazione), ai sensi dell'art. 521 c.p.p. Nonostante nel capo di imputazione fosse indicata l'aggravante dell'introduzione in edificio (ormai abrogata), gli elementi di fatto descritti erano idonei a integrare la fattispecie autonoma di cui all'art. 624-bis, che è procedibile d'ufficio: la mancata riqualificazione avrebbe determinato un errore sul piano della procedibilità (capo a) e del trattamento sanzionatorio (capo b).

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza limitatamente ai capi a) e b) e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Catanzaro perché nel nuovo giudizio verifichi concretamente, sulla base delle emergenze istruttorie, se le modalità e i luoghi dei fatti rientrino nella nozione di "privata dimora" tale da integrare il reato di furto in abitazione (art. 624-bis c.p.). La decisione relativa al capo c) e le altre statuizioni non interessate dall'annullamento restano in vita. In sintesi: il Procuratore Generale ha ottenuto l'annullamento parziale e il rinvio per riesame in ordine ai due capi indicati.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, ... mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di esso

    La Corte ha ritenuto che l'art. 624-bis ha sostituito e ampliato l'antica aggravante dell'art. 625 n.1; si applica quando il furto avviene in luoghi che, per caratteristiche di riservatezza e stabilità, integrano la nozione di privata dimora, e la fattispecie è procedibile d'ufficio

  • art. 624 cod. pen.

    Furto semplice: la Corte ha richiamato la continuità normativa tra il furto semplice e la fattispecie ora autonoma del 624-bis, sottolineando la necessità di operare corretta sussunzione fattuale nella norma vigente

  • art. 625 n.1 cod. pen. (abrogato)

    La circostanza aggravante che aggravava il furto se commesso introducendosi in edificio è stata abrogata e sostituita dall'art. 624-bis; il giudice non poteva limitarsi a rilevarne l'abrogazione senza verificare se sussistessero i presupposti dell'attuale fattispecie

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Consente al giudice di dare al fatto una qualificazione giuridica diversa da quella scelta dall'accusa, purché il fatto resti lo stesso e la nuova qualificazione sia prevedibile per l'imputato; la Corte ha richiamato il dovere del giudice di riqualificare ex officio quando la fattispecie invocata dal PM è superata o sostituita dalla normativa vigente

  • art. 85 d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150 (disposizione transitoria)

    Richiamata con riguardo al termine entro cui le persone offese potevano presentare querela dopo le modifiche legislative: la Corte osserva che, per reati ora procedibili d'ufficio (es. 624-bis), la mancanza di querela non impedisce l'azione penale

  • legge 26 marzo 2001 n. 128

    Ha introdotto l'art. 624-bis e abrogato le circostanze aggravanti speciali precedenti; la Corte sottolinea che quella riforma è pacificamente vigente e rilevante per la corretta qualificazione giuridica dei fatti

  • art. 52 comma 3 cod. pen.

    Richiamato per confermare i criteri interpretativi in tema di tutela della "privata dimora" e per distinguere i luoghi di lavoro che, solo se dotati di caratteristiche analoghe all'abitazione (aree riservate, stabilità, riservatezza), possono rientrare nella nozione rafforzata

Massime di principio

  • Quando nel capo di imputazione è indicata un'aggravante poi abrogata e sostituita da una nuova fattispecie autonoma (es. art. 624-bis), il giudice ha il dovere di valutare se, alla luce della normativa vigente, i fatti siano più correttamente inquadrabili nella nuova fattispecie; non è sufficiente limitarsi a registrare l'abrogazione formale
  • Il delitto di furto in abitazione (art. 624-bis) è procedibile d'ufficio: pertanto la mancata querela della persona offesa non impedisce lo svolgimento dell'azione penale quando ricorrono i suoi presupposti
  • Per qualificare un luogo come "privata dimora" occorre valutare elementi fattuali (svolgimento di atti di vita privata in modo riservato, stabilità del rapporto tra luogo e soggetto, impossibilità di accesso per terzi senza consenso); luoghi di lavoro o pubblici richiedono caratteristiche aggiuntive (aree riservate, retrobottega, spogliatoi, bagni privati) per rientrare nell'ambito del 624-bis
  • Il potere di riqualificazione ex art. 521 c.p.p. può essere esercitato anche d'ufficio dal giudice di merito e di legittimità a condizione che la nuova qualificazione sia prevedibile per l'imputato e non leda in concreto il diritto di difesa; l'omissione ingiustificata della riqualificazione può determinare annullamento e rinvio
  • In presenza di conflitti tra testo dell'imputazione (riferimenti normativi obsoleti/abrogati) e fatti di causa, è necessario che il giudice compia un'analisi concreta delle modalità e del luogo del reato prima di decidere sulla procedibilità o sulla qualificazione giuridica

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