Cassazione Civile, Ordinanza n. 27373/2024 del 22/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (convenuto)
La controversia
La controversia nasce da una domanda di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. proposta in relazione a un terreno. La corte d'appello aveva poi respinto una successiva domanda di revocazione contro la sentenza che aveva deciso quella domanda, ritenendo che nella sentenza vi fosse stato un documento decisivo erroneamente considerato. Il ricorrente in cassazione ha dedotto violazione e falsa applicazione degli artt. 2699, 2700 c.c. e 116 c.p.c., sostenendo che la corte d'appello avesse attribuito efficacia a un certificato di destinazione urbanistica relativo a un terreno diverso da quello oggetto della domanda. Secondo il ricorrente, l'errore non sarebbe stato un mero errore materiale e, pertanto, sarebbe stata necessaria la querela di falso per privare il documento della sua efficacia probatoria. Gli intimati non hanno svolto difese.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso. Ha affermato che la corte d'appello non aveva considerato valido un certificato relativo a un terreno diverso, ma aveva correttamente qualificato come mero errore materiale la diversa indicazione del foglio catastale nel certificato di destinazione urbanistica, errore comunque smentito dalla visura catastale e non contestato quanto all'appartenenza della particella al foglio corretto. Ha quindi escluso la necessità della querela di falso, richiamando il principio secondo cui essa è ammissibile solo quando si voglia togliere al documento la sua idoneità probatoria, non quando si contesti un semplice errore materiale. Il ricorso è stato rigettato; non vi è stata pronuncia sulle spese per mancata difesa degli intimati. La Corte ha inoltre dato atto dei presupposti per il pagamento dell'ulteriore contributo unificato e ha applicato la condanna ex art. 96, comma 4, c.p.c., con pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa per le ammende.
Norme richiamate
art. 2932 c.c.
Richiamato come base della domanda di trasferimento coattivo del bene; il certificato urbanistico era valutato in relazione a tale azione.
art. 2699 c.c.
Censurato dal ricorrente; la Corte non ne ravvisa violazione perché la questione riguardava un mero errore materiale del documento.
art. 2700 c.c.
Censurato dal ricorrente; la Corte esclude che il documento perda efficacia probatoria quando si discute solo di svista materiale.
art. 116 c.p.c.
Richiamato nel motivo di ricorso; la Corte esclude una violazione dei criteri di valutazione della prova.
art. 380-bis c.p.c.
primo comma; secondo comma; ultimo comma; quarto comma
Utilizzato per la definizione accelerata del ricorso e per la conseguente valutazione dei presupposti della condanna ex art. 96 c.p.c.
art. 96 c.p.c.
La Corte, definendo il ricorso in conformità alla proposta, applica la previsione sulla responsabilità aggravata quale codificazione di un abuso del processo.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
La Corte dà atto dei presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002
Richiamato come parametro dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- La querela di falso è ammissibile solo quando si intenda contestare la capacità del documento di fare piena prova, non quando la doglianza riguardi un semplice errore materiale o una svista di scrittura.
- Un errore catastale nel certificato di destinazione urbanistica può essere qualificato come mero errore materiale se risulta corretto dagli altri elementi di causa e non è contestata la reale individuazione del bene.
- La contestazione di un documento non richiede la querela di falso quando non si mira a privarlo della sua efficacia probatoria, ma solo a correggere o riconoscere un'inesattezza materiale evidente o comunque verificabile aliunde.
- Nel procedimento di decisione accelerata del ricorso per cassazione, la definizione del giudizio in conformità alla proposta può integrare i presupposti per la condanna aggravata ex art. 96, comma 4, c.p.c. e per l'ulteriore contributo unificato.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 22 ott 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 27281/2024 del 22/10/2024
- ordinanza_civile · 22 ott 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 27282/2024 del 22/10/2024
- ordinanza_civile · 22 ott 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 27283/2024 del 22/10/2024
- ordinanza_civile · 22 ott 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 27285/2024 del 22/10/2024
- ordinanza_civile · 22 ott 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 27293/2024 del 22/10/2024
- ordinanza_civile · 22 ott 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 27295/2024 del 22/10/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →