Sentenza del 15/05/2015 n. 4583 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Accertamento - Tipologia - Disconoscimento costi per fatture operazioni oggettivamente inesistenti e spese derivanti da operazioni effettuate con soggetti residenti in territori con regimi fiscali privilegiati (black list) - Efficacia del giudicato penale nel processo tributario - Valore indiziario.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società contestava il disconoscimento, ai fini fiscali, dei costi relativi a fatture ritenute riferite a operazioni oggettivamente inesistenti, sostenendo che si trattasse invece di merce realmente acquistata ma semplicemente sovrafatturata. Contestava inoltre il recupero delle spese sostenute con soggetti residenti in territori a fiscalità privilegiata (black list), ritenendo sussistenti i presupposti per la deduzione. La società richiamava anche il possibile rilievo di una sentenza penale relativa ai medesimi fatti.
La decisione
L'appello è stato respinto. La documentazione raccolta dalla Guardia di Finanza, comprese le falsità delle fatture, le dichiarazioni dei rappresentanti delle società asseritamente fornitrici e l'assenza di un effettivo riscontro economico-finanziario, ha confermato l'inesistenza oggettiva delle operazioni. Per le operazioni con soggetti black list, la deduzione è stata negata perché i costi non erano stati indicati separatamente in dichiarazione, non era stata fornita documentazione in risposta al questionario e non era stata provata né l'effettiva attività economica delle imprese estere né l'effettivo interesse economico e la concreta esecuzione delle operazioni. È stato inoltre rilevato che la quasi totalità dei pagamenti risultava effettuata tramite un sottoconto di cassa contanti con saldo negativo, circostanza incompatibile con una reale movimentazione finanziaria. La sentenza penale eventualmente intervenuta non ha efficacia automaticamente vincolante nel processo tributario, ma costituisce soltanto un elemento probatorio liberamente valutabile.
Norme richiamate
Art. 110, commi 10 e 11, T.U.I.R.
Le spese derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti o localizzate in Stati o territori a fiscalità privilegiata possono essere ammesse in deduzione solo se il contribuente prova le condizioni previste dalla norma.
La deduzione dei costi black list richiede la prova dell'effettiva attività economica dell'impresa estera oppure dell'effettivo interesse economico dell'operazione e della sua concreta esecuzione. È inoltre necessario rispettare gli obblighi dichiarativi e documentali previsti.
Art. 654 c.p.p.
Nel contenzioso tributario l'efficacia vincolante del giudicato penale non opera automaticamente.
La sentenza penale, anche irrevocabile e relativa ai medesimi fatti, non vincola automaticamente il giudice tributario; può essere utilizzata come elemento di prova, valutabile insieme agli altri elementi, anche presuntivi.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione contesta fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, il contribuente deve dimostrare l'effettività sostanziale delle operazioni con documentazione commerciale, logistica, finanziaria e contabile coerente; la sola fattura o la mera esistenza formale della merce non sono sufficienti.
- Dichiarazioni dei presunti fornitori, società cessate, anomalie contabili e assenza di flussi finanziari reali possono costituire elementi presuntivi idonei a sostenere il recupero dei costi.
- Per dedurre costi relativi a operazioni con soggetti black list occorre provare concretamente l'attività economica del fornitore oppure l'interesse economico dell'operazione, la sua effettiva esecuzione e il rispetto degli obblighi dichiarativi e documentali.
- Pagamenti registrati su conti di cassa con saldo negativo o comunque incompatibili con la disponibilità finanziaria dell'impresa costituiscono una grave anomalia e possono indebolire significativamente la prova dell'effettività delle operazioni.
- Nel processo tributario una sentenza penale sui medesimi fatti non determina automaticamente l'esito della controversia: il giudice tributario deve valutarla liberamente insieme agli altri elementi di prova.
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