Sentenza n. 4653/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza della sentenza n. 208/2025 emessa dal Tribunale di Varese, Sezione lavoro, resa all’esito del giudizio di cui al r.g. n. 274/2023, pubblicata in data 24 settembre 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inadempimento del Ministero all'obbligo, derivante dalla sentenza del Tribunale di Varese, Sezione lavoro, n. 208/2025 passata in giudicato, di riconoscere la carta del docente per complessivi 2.500 euro
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 208/2025 del Tribunale di Varese, Sezione lavoro, pubblicata il 24 settembre 2025 e notificata al Ministero il 20 ottobre 2025. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere la carta del docente per 500 euro annui per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2022/2023, per un totale di 2.500 euro. Dedotta la formazione del giudicato, il ricorrente ha lamentato il mancato adempimento dell'obbligo. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso dalla notifica della sentenza il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996. Nel merito ha accolto la domanda: la documentazione comprovava la spettanza degli importi riconosciuti dal giudicato e il Ministero non aveva dedotto di aver adempiuto. Ha quindi dichiarato l'inottemperanza e ordinato al Ministero di accreditare entro 90 giorni dalla notifica della sentenza gli importi dovuti, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per l'eventuale perdurante inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, da attivare con istanza del creditore dopo la scadenza del termine per l'adempimento; il commissario dovrà provvedere entro i successivi 60 giorni, senza compenso. Il Ministero è stato condannato a rifondere le spese, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il ricorso è procedibile in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.
Per agire in ottemperanza nei confronti dell'amministrazione sulla base del giudicato, deve essere decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza previsto dalla disposizione.
art. 114 c.p.a.
Per l’effetto, va dichiarata l’inottemperanza dell’intimato Ministero, a cui va assegnato un termine di 90 (novanta) giorni dalla notifica della presente sentenza per l’accredito alla parte ricorrente degli importi sopra indicati, detratti gli eventuali pagamenti medio tempore effettuati i per il predetto titolo.
In accoglimento del ricorso per ottemperanza, il giudice può dichiarare l'inottemperanza, fissare all'amministrazione un termine per dare esecuzione al giudicato e predisporre la nomina di un commissario ad acta per l'eventuale persistente inerzia.
Massime di principio
- Decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, il ricorso per ottemperanza relativo a un'obbligazione pecuniaria a carico dell'amministrazione è procedibile.
- Quando la documentazione comprova il credito riconosciuto da una sentenza passata in giudicato e l'amministrazione non allega di aver adempiuto, il giudice dell'ottemperanza può dichiarare l'inottemperanza e ordinare il pagamento, detraendo gli eventuali pagamenti già effettuati per il medesimo titolo.
- Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può fissare un termine per l'adempimento e nominare fin da subito un commissario ad acta, attivabile dal creditore dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione; può stabilire anche il termine entro cui il commissario deve eseguire l'incarico.
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