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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19819/2025 del 27/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Impossibile determinare l'esito della sentenza senza il testo integrale o un riferimento identificativo. Fornire il provvedimento o gli elementi essenziali (tribunale, data, numero di ruolo, estratto) per un riassunto accurato del dispositivo e delle motivazioni.

Esito

Favorevole al non determinabile

La controversia

Non è stato fornito il testo della sentenza. L'unica informazione ricevuta è la frase "in fase di valutazione oscuramento", pertanto non è possibile ricostruire con precisione il motivo del ricorso senza ulteriori dettagli (es. testo della pronuncia, parti, numero di ruolo).

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)

    Nelle ipotesi di oscuramento il GDPR viene spesso invocato quando sono in gioco dati personali o il diritto all'oblio: il bilanciamento deve valutare necessità, pertinenza e proporzionalità dell'intervento rispetto ai diritti fondamentali interessati.

  • Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice della privacy), come recepito e modificato

    Nelle cause italiane resta rilevante per aspetti procedurali e per la tutela della riservatezza; applicazione congiunta al GDPR per valutare limiti e obblighi di trattamento e diffusione delle informazioni.

  • Legge 22 aprile 1941, n. 633 (diritti d'autore)

    Spesso invocata quando l'oscuramento riguarda contenuti protetti da copyright; il giudice valuta la violazione, la necessità di rimozione e la portata dell'ordine (totale o parziale).

  • Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70 (Commercio elettronico)

    Disposizioni riguardanti la responsabilità degli intermediari (hosting provider) e le procedure di rimozione/limitatore di responsabilità; utili per definire oneri di notifica e termini di intervento.

  • Articolo 700 c.p.c. (provvedimenti d'urgenza)

    Strumento tipico per ottenere provvedimenti cautelari di oscuramento: il giudice valuta "fumus boni iuris" e "periculum in mora" per decidere misure provvisorie ed urgenti.

Massime di principio

  • L'oscuramento va valutato bilanciando diritti fondamentali: libertà di espressione e informazione vs tutela della dignità, riservatezza, e diritti di terzi (es. diritti d'autore, reputazione, segreti).
  • Per misure d'urgenza (oscuramento provvisorio) il giudice richiede il fumus boni iuris (apparente fondatezza della pretesa) e il periculum in mora (pregiudizio imminente), nonché proporzionalità e temporaneità dell'intervento.
  • Gli ordini di oscuramento devono essere precisi nella portata (URL specifici, contenuti individuabili) e tecnicamente attuabili, evitando censure generiche o ordini di ampia portata che ledano l'accesso legittimo all'informazione.
  • Gli intermediari possono essere destinatari dell'ordine, ma la loro responsabilità è spesso condizionata a procedure di notifica e rimozione: i tribunali valutano se la misura richiesta sia necessaria rispetto a strumenti meno invasivi (es. rimozione selettiva).
  • Deve essere garantito il contraddittorio salvo che l'urgenza giustifichi provvedimenti provvisori; gli ordini di oscuramento dovrebbero prevedere termini di revisione e possibilità di ricorso per la parte interessata.
  • Le valutazioni tecniche e la proporzionalità sono centrali: ove possibile si preferiscono misure mirate (oscuramento di specifici link o contenuti) rispetto a blocchi generalizzati che incidono su utenti terzi.
  • In presenza di dati personali diffusi ingiustamente, il diritto all'oblio può giustificare l'oscuramento nei motori di ricerca, ma il giudice deve bilanciare l'interesse pubblico alla conoscenza con l'interesse individuale alla riservatezza.

Testo integrale

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