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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44227/2024 del 03/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte di Appello di Palermo che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Agrigento per i reati di invasione di edificio pubblico (artt. 633 e 639-bis c.p.). Il ricorrente deduce violazione di legge (artt. 336 e 529 c.p.p. e artt. 633 e 639-bis c.p.) sostenendo che l'immobile occupato non fosse un bene pubblico ma un bene privatistico del Comune (patrimonio disponibile), e quindi non configurasse il reato contestato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che gli alloggi di edilizia residenziale pubblica siano beni pubblici poiché appartengono a un ente pubblico (il Comune) e sono destinati a finalità di carattere pubblico, con richiamo alla Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici del 1/3/1963 n.518 e a consolidata giurisprudenza. Ne consegue che l'occupazione abusiva di tali alloggi integra gli artt. 633 e 639-bis c.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. Decisione resa il 25/10/2024.

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen.

    Rilevato come norma disciplinante l'invasione di terreni o edifici; applicabile anche quando l'immobile è appartenente al patrimonio disponibile di un ente pubblico, se sussiste la titolarità pubblica

  • art. 639-bis cod. pen.

    Norma relativa alle aggravanti o fattispecie connessa all'invasione di edifici pubblici; ritenuta applicabile in caso di occupazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica

  • art. 336 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme di legge la cui violazione è stata dedotta dal ricorrente, ma i giudici hanno ritenuto il motivo manifestamente infondato senza accogliere la censura

  • art. 529 cod. proc. pen.

    Pure richiamato dal ricorrente nel motivo di impugnazione; la Corte non ha riconosciuto violazioni tali da rendere fondato il ricorso

  • art. 822 e ss. cod. civ.

    Nozione di beni pubblici mutuata dal codice civile utilizzata per definire la pubblicità dei beni: beni appartenenti allo Stato o ad ente pubblico, comprensivi del patrimonio disponibile

  • Circolare Ministero dei Lavori Pubblici 1/3/1963 n.518

    Utilizzata dalla Corte per spiegare la nozione di edifici pubblici come quelli appartenenti a un ente pubblico e destinati a finalità di carattere pubblico, applicata agli alloggi di edilizia residenziale pubblica

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria (Cassa delle ammende) in caso di ricorso manifestamente infondato

Massime di principio

  • Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) sono considerati beni pubblici quando appartengono a un ente pubblico e sono destinati a finalità di utilità pubblica, anche se formalmente inclusi nel patrimonio disponibile dell'ente.
  • Per la qualificazione del bene come pubblico è determinante la titolarità pubblica e la destinazione pubblica: la mera collocazione nel patrimonio disponibile non esclude la pubblicità del bene.
  • L'occupazione abusiva di un immobile pubblico (compresi gli alloggi ERP) integra il reato di invasione di edifici/terreni ed è perseguibile d'ufficio ai sensi degli artt. 633 e 639-bis c.p.
  • In Cassazione, una censura che si limiti ad affermazioni generiche sulla natura privatistica del bene, senza argomentazioni giuridiche e probatorie solide e congrue, rischia di essere dichiarata manifestamente infondata e quindi inammissibile.
  • Chi propone ricorso infondato può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.); è quindi importante valutare realisticamente le prospettive dell'impugnazione prima di agire.
  • Per valutare se un immobile sia pubblico occorre verificare titolarità, regime giuridico (demanio vs patrimonio disponibile), finalità d'uso e le norme/atto amministrativi che ne disciplinano l'assegnazione o la gestione; la documentazione catastale e gli atti comunali sono elementi utili.

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